GUARDANDO AVANTI
Ultima giornata, tempo di bilanci. Soprattutto per chi ha già esaurito qualsiasi obiettivo ed è già proiettato alla prossima stagione. Il Napoli lo è, ma lo è anche la Lazio. A Formello tutti preferiscono guardare avanti per non concentrarsi sul presente e sull’immediato passato, costellato di delusioni e insuccessi che dimostrano un dato lampante: si è ormai chiuso un ciclo, un progetto pluriennale basato su investimenti scarsi ma mirati, culminato con la favolosa qualificazione Champions’ dello scorso anno.
Finito un percorso, si sa, in genere se ne inizia un altro. E per ripartire da zero bisogna rinunciare a chi nel passato è stato protagonista ma ora non può più offrire altro, come alcuni giocatori (Mauri e Pandev su tutti) e come il tecnico Delio Rossi, la cui esperienza romana sembra ormai al capolinea. Intanto, ora che poteva farlo, Rossi si è dedicato alla sperimentazione, riproponendo quel tridente di stampo zemaniano che fa parte del suo background culturale. Ha potuto ora che aveva tre interpreti all’altezza e che ha rinforzato il centrocampo con uomini di sostanza a proteggere la difesa. Assente Pandev per squalifica, il tecnico tornerà all’antico riproponendo il 4-3-1-2 che ha fatto la fortuna dei suoi. Ma andiamo con ordine. La porta sarà affidata, forse per l’ultima volta in carriera, al decano Ballotta (44), che aggiornerà il suo record di longevità a 44 anni e 45 giorni. Davanti a lui una difesa rinnovata, che al centro punterà su due arrivi del mercato di gennaio. Uno è Radu (21), polivalente e veloce difensore romeno che è stato acquistato in prospettiva futura ma già sta facendo vedere di che pasta è fatto; con lui c’è l’altissimo Rozenhal (27), preso come sostituto di Stendardo ma che invece non ha convinto troppo finendo subito ai margini della rosa. A sinistra ci sarà “piede caldo” Kolarov (22), terzino di spinta da limare in fase difensiva, mentre a destra tocca a capitan Zauri (30) la doppia fase prevista da un modulo “a fascia scoperta” come quello laziale. Il centrocampo a tre si poggia sul fosforo di Ledesma (25), colui che con le sue geometrie smista il pallone per i compagni. A proteggergli spalle la corsa di Mutarelli (30) e Behrami (22). Del primo Rossi difficilmente potrebbe fare a meno, l’equilibrio che dà alla mediana è fondamentale seppur oscuro. Il giovane svizzero invece ha dalla sua una duttilità tattica e una resistenza fenomenale, che gli consente di interpretare svariati ruoli macinando chilometri su chilometri. Il vertice alto del rombo biancoceleste sarà di nuovo Stefano Mauri (28), rivelazione dello scorso campionato ma un po’ involuto in questa nuova stagione. Mauri è probabilmente al passo d’addio, vorrà lasciare un buon ricordo ai suoi attuali tifosi. Cercherà quindi di innescare al meglio le due bocche di fuoco, un mix di velocità e potenza con il filo conduttore dell’innato senso del gol che accomuna entrambi gli interpreti. Rocchi (30) è quello più imprevedibile e che parte da più lontano, scompaginando le fila della difesa avversaria; Bianchi (24) è il rapace d’area che aspetta il pallone giusto da scaraventare in rete.
Una coppia esplosiva che può far molto male ad una difesa disattenta. Quella azzurra ha dimostrato invece di saper essere estremamente concentrata e quindi se gioca come sa non dovrebbero esserci problemi. Interessante vedere chi marcherà Rocchi, se il bomber veneziano si posizionerà dal lato di Santacroce sarà una bella battaglia. Nel Napoli i centrocampisti dovranno essere abili a proteggere Gargano dal pressing asfissiante della mediana laziale, l’uruguagio va in difficoltà se non ha il tempo di ragionare. Mannini sulla destra potrà affondare il colpo avendo un solo dirimpettaio che tra l’altro ha qualche difficoltà in copertura. Importante non lasciare troppo spazio al fluttuante Mauri abilissimo anche negli inserimenti in zona gol. Una vera e propria partita a scacchi che potrebbe diventare anche una sorta di spareggio per la panchina partenopea. Reja e Rossi infatti sono fra i principali candidati per il prossimo anno e sarà interessante vedere due diversi modi di intendere il calcio a confronto. In Coppa Italia fu la Lazio ad avere ragione, ma il campionato ha emesso tutt’altro verdetto. Ci sarà davvero un passaggio di testimone in panca? Non ci resta che aspettare e scoprirlo.
Probabile formazione (4-3-1-2): 32 Ballotta; 8 Zauri, 2 Radu, 7 Rozenhal, 3 Kolarov; 85 Behrami, 24 Ledesma, 5 Mutarelli; 11 Mauri; 18 Rocchi, 9 Bianchi. All. Rossi
