GLI IMMORTALI:MARCO VAN BASTEN
Volteggiava nell' aria come una libellula, quando addomesticava soavemente anche palloni che sembravano impossibili, stoppando la sfera in maniera leggiadra, e diventando in egual misura, o uomo – assist o uomo – gol. Stiamo parlando di Marco Van Basten, uno dei più grandi centavanti degli ultimi trenta anni. Ma non sarebbe giusto ricordarlo solo come uno straordinario fromboliere del gol, visto che possedeva una classe ed una pulizia di tocco così fuori dal comune, che in molti lo avrebbero visto volentieri pure nelle vesti di regista, magari negli ultimi anni di carriera. Ma Van Basten non potè continuare a deliziare gli spalti di tutta Europa purtroppo molto a lungo. Per colpa delle sue fragilissime caviglie praticamente fu costretto a chiuder bottega già alla età di 28 anni, a dicembre del 1992 ( nasce in Olanda ad Utrecht il 31 ottobre 1964 ), quando venne operato per l' ennesima volta in Belgio. E' rientrato per alcune gare di campionato alla fine della stagione 1992 -1993, compresa la sfortunata finale persa dal Milan contro il Marsiglia di coppa dei campioni. Ufficialmente ha però detto addio al calcio nell' estate del 1995, dopo aver tentato in tutti i modi di far rientro sui campi verdi. Per sbilanciare i difensori, utilizzava delle finte di corpo degne di un grande ballerino, e ciò era dovuto alla sua rapidissima crescita avvenuta nella fase adoescenziale, che lo portò alla ragguardevole altezza di 1,88 metri. Quindi, da grande, ebbe la fortuna di conservare intatte le movenze da brevilineo imparate da ragazzo, con il fisico di un longilineo ( da giocatore era magrissimo o quasi ). Comincia a frequentare l' Italia sin da ragazzo durante le vacanze estive, tanto che i genitori lo battezzeranno con il nome di Marco, all' italiana.Viene acquistato dall' Ajax dalla squadra della sua Città ( l' Utrecht ) nel 1981, e nell' aprile del 1982 esordisce con la maglia dei " lancieri", sostituendo in partita una leggenda come Johan Cruyff, riuscendo subito ad andare in gol. Esplode nel campionato 1983 -1984, andando a segno la belleza di 28 volte. Addirittura nel 1985 -1986 di reti ne realizza 37, e con lui il club di Amsterdam vince 3 scudetti e 3 coppe d' Olanda, nonchè, con Cruyff allenatore, anche la coppa delle coppe nel 1986 -1987, battendo in finale per 1 -0 i tedeschi orientali del Lokomotive di Lipsia. Ed il gol, manco a dirlo, realizato con un magnifico colpo di testa in tuffo, porta la firma di Van Basten. Oramai è nel mirino delle più grandi squadre d' Europa, ma la spunta per poco meno di due miliardi di lire Silvio Berlusconi per il suo Milan, che lo prende assieme ad un altro astro nascente olandese, al secolo Ruud Gullit. Assieme a Frank Rijkaard, un altro futuro milanista, poteranno l' Olanda alla conquista del titolo europeo nel 1988, e Marco ( oltre a segnare una tripletta contro l' Inghilterra ), fa un gol al volo talmente bello in finale contro la Russia ( 2 -0 ), che ancora oggi viene riproposto spesso e volentieri in televisione. Ma prima il Milan, completando ( ahimè… ) una entusiasmante rimonta contro il Napoli, ha vinto il suo undicesimo scudetto. E' pero Gullit il grande protagonista, Marco complice un infortunio alla caviglia, gioca in pratica solo le ultime gare di campionato, riuscendo comunque a segnare due reti. Con Arrigo Sacchi allenatore, il Milan spopola in campo internazionale negli anni successivi, vincendo 2 coppe dei campioni, due supercoppe europee, e due coppe intercontinentali. Van Basten dal canto suo vince due " Palloni d' oro " nel 1988 e nel 1989 ( ne vincerà un terzo nel 1992 ), e torna a segnare a raffica come ai bei tempi, in tutti i modi possibili ed immaginabili. Sacchi se ne va dal Milan nel 1991 ( si dice per colpa di…Van Basten, i cui rapporti per vari motivi non erano più tanto idialiaci…), e con Capello e con un Van Basten in gran spolvero vince due scudetti in carrozza. Terminata la carriera inizia con alterne fortune quella di allenatore, arrivando pure a guidare l' Olanda ( oggi guida l' Heerenveen ). Ma negli occhi di tutti sono rimaste le sue meravigliose prodezze da giocatore, con i suoi modi eleganti ma terribilmente efficaci. Del resto lo chiamavano " Il Cigno di Utrecht "…
