GAETANO D’AGOSTINO (UDINESE)
Napoli terra promessa dei calciatori palermitani? Così sembra, a maggior ragione in questo primo scorcio dell’era De Laurentiis-Marino. Resteranno difatti indelebili le prodezze di Emanuele Calaiò, trentotto volte goleador nella risalita dall’inferno della C a quel paradiso chiamato serie A. Per un Arciere che va(destinazione Siena), due “picciotti” che vengono: trattasi di Sasà Aronica e Leandro Rinaudo, convogliati in riva al Golfo con il chiaro intento di rinfoltire il pacchetto arretrato a disposizione di Edy Reja.
“GOODFELLA FRIULANO” Lontano da Napoli, a circa 840 chilometri di distanza, nella civilissima Udine, v’è un altro “bravo ragazzo” da Palermo che negli ultimi tempi sta riscuotendo consensi a iosa. Parliamo di Gaetano D’Agostino, consacratosi tra i migliori registi d’Italia all’indomani dell’incontro con Pasquale Marino, che non appena insediatosi al “Friuli” lo ha trasformato da centrocampista avanzato a play-maker. Storia di mutazioni tattiche che non rappresentano peraltro una novità in terra friulana. Chiedere a Simone Pepe, tramutatosi da anonimo centravanti a completo esterno offensivo sotto le sapienti cure del tecnico di Marsala; un esperimento riuscito a tal punto da garantirgli la prima convocazione azzurra nonché una maglia da titolare nella notti di Sofia e Lecce.
LA STORIA Nato a Palermo il 4 giugno 1982, approda alle giovanili rosanero all’età di otto anni. Vi resta sino al 1998, allorchè approda alla Roma di Franco Sensi, ove tuttavia non riesce a dimostrare il proprio talento. Inserito nel 2001 nella trattativa per portare Cassano in giallorosso, trova l’habitat ideale al Bari, tra le cui fila colleziona sessantatre presenze condite da due gol. Il giovane Gaetano torna due anni dopo nella Capitale con una valigia piena di sogni, che verranno tuttavia amaramente risposti nel cassetto: ventidue presenze racimolate in poco più di una stagione. Unico sorriso la vittoria ai Campionati Europei Under 21 nel 2004. Nel gennaio 2005 la tanto sospirata consacrazione in massima serie: ceduto in comproprietà al Messina di Bortolo Mutti, gioca ad altissimi livelli e realizza ben cinque reti in quarantadue apparizioni. Un’ulteriore svolta nel 2006 con l’approdo ad Udine: dopo una prima stagione di ambientamento, guadagna i gradi di regista sin dai primordi dell’era Marino. Impressionanti i numeri di questo avvio di stagione: sempre titolare sia in campionato che in Uefa; unica sostituzione ieri al “Via del Mare” di Lecce, ove ha peraltro siglato il definitivo 2-2.
NON PLUS ULTRA PER REJA Età(26 anni), costo del cartellino(circa otto-nove milioni) ed ingaggio contenuto: D’Agostino possiede i giusti requisiti contemplati dal “Ciuccio in progress”. Un collettivo che a Lisbona e Genova ha palesato per l’ennesima volta la carenza di fosforo in mediana. Non solo: l’ex peloritano andrebbe inoltre a colmare la lacuna inerente ai tiratori di calci piazzati. Difficile ad ogni modo intavolare una trattativa con il dg Leonardi, poco avvezzo a privarsi dei suoi gioielli. Un ulteriore scoglio è rappresentato dal rinnovo contrattuale sino al 2014, sancito in estate come deterrente per le avances di Fiorentina e Torino.
SULLE ORME DI MAGGIO E SANTACROCE? “Spero in una chiamata di Lippi. Sto lavorando sodo per il bene dell’Udinese e so anche che il mister mi sta valutando”. Alla stregua di qualsiasi suo collega, D’Agostino non nasconde le proprie ambizioni azzurre. E chissà che un eventuale approdo alla corte di Reja non possa fungergli da trampolino per raggiungere questa immensa soddisfazione professionale. D’altronde, le recenti convocazioni di Maggio e Santacroce docent…
