DIETRO-FRONT FIGC: PESCARA E CATANZARO RIPESCABILI

Quando la scorsa estate Luciano Gaucci fece tremare la FIGC con le sue idee, furono tutti concordi sul fatto che le NOIF e i regolamenti della FIGC andavano scritti daccapo con la consulenza di eminenti giuristi. Quest’anno, invece, si scopre che le carte federali sono più sibilline che mai. Il primo rompicapo riguarda i ripescaggi. Il Consiglio Federale del 20 dicembre 2004, che all’ordine del giorno aveva proprio la questione "iscrizioni al campionato ed eventuali sostituzione di squadre non ammesse", arrivò a deliberare quanto segue: "Per quanto riguarda i ripescaggi in serie A e in serie B, saranno utilizzati gli stessi criteri degli anni passati, integrando gli organici in caso di disponibilità con le società retrocesse nella categoria inferiore. Sono escluse dai ripescaggi le società che negli ultimi 5 anni hanno già beneficiato dello stesso provvedimento". Sembrava tutto chiaro: chi nelle ultime cinque stagioni sportive è stato ripescato, può scordarsi un altro regalo nell’estate che viene. Qualcuno, però, dubitava sull’uso della parola "stesso": qualche società era già arrivata a chiedere il parere di illustri avvocati esperti in diritto sportivo per capire se per "stesso provvedimento" significava "provvedimento identico", e cioè un ripescaggio da una serie "x" ad una serie "y" determinate. Per venire al caso della B, Pescara e Catanzaro negli ultimi cinque anni sono già state ripescate. Se però gli abruzzesi nell’estate 2004 furono riammessi alla B dopo una retrocessione in C1 (e la stessa identica cosa non sarebbe consentita per il secondo anno di fila), i calabresi furono ripescati dalla C2 alla C1 nell’estate del 2003: oggi, invece, potrebbero chiedere un ripescaggio dalla C1 alla B, un provvedimento "diverso" (per quanto simile) a quello di cui usufruirono due anni fa. Tuttavia, la FIGC si è tirata fuori dai guai con un provvedimento in palese contraddizione con quanto affermato qualche mese prima. Invece di limitarsi a precisare il significato di quelle parole, il Consiglio Federale del 13 giugno è arrivato a stravolgere la regola. Quanto "non meglio precisato" il 13 giugno vale solo per l’ammissione ai campionati di serie C, non per i ripescaggi dalla B alla A e dalla C1 alla B. Ecco cosa dice il nuovo provvedimento ratificato e reso noto pochi giorni fa: "in caso di non ammissione al Campionato di Serie B 2005/2006 di società che hanno partecipato a tale campionato nella stagione 2004/2005 o che sono retrocesse dalla Serie A, il Consiglio Federale – ovvero, su sua delega, il Presidente Federale, d’intesa con i Vice Presidenti e con i Presidenti della L.N.P., L.P.S.C, L.N.D., A.I.A.C. e A.I.C., – sentite la CO.VI.SO.C. e la Lega Nazionale Professionisti, ammette al campionato di Serie B 2005/2006 nell’ordine:

1) le società retrocesse al Campionato di Serie C1, seguendo l’ordine di classifica definito in

base ai criteri stabiliti dal C.U. n. 97/A del 7.09.2004;

2) le società di Serie C1, seguendo l’ordine di classifica del Campionato 2004/2005, definita a seguito dello svolgimento dei play-off, con assegnazione del 3° posto alle società perdenti le gare di finale di play-off per la promozione al Campionato di Serie B e del 4° e 5° posto alle società perdenti le gare di cui all’art. 49, comma 1 lettera b) (Lega Professionisti Serie C) numero 2) lett. a) e b) delle N.O.I.F., tenendo conto dell’ordine di classifica finale del campionato. In caso di posti disponibili per il ripescaggio in Serie B in numero dispari, vista la diversa composizione numerica dei gironi di Serie C1 nella stagione 2004/2005, la scelta della società tra quelle classificatesi al medesimo posto nei due gironi viene effettuata tenendo conto:

– del miglior coefficiente determinato dal rapporto tra i punti conseguiti in classifica nel proprio girone ed il numero di gare disputate nel girone stesso; ed in caso di parità di coefficiente,- del miglior coefficiente determinato dalla differenza tra reti fatte e subite diviso il numero delle gare disputate nel girone stesso ed in caso di ulteriore parità di coefficiente, la Lega Professionisti di serie C provvederà al sorteggio. Come si vede, non si fa riferimento a ripescaggi effettuati ultimi cinque anni. Un dietrofront incomprensibile, se si pensa che il Consiglio Federale del 7 settembre 2004 (quello a cui rimanda anche la delibera del 13 giugno 2005) aveva decretato che le regole sui ripescaggi sarebbero state decise entro dicembre 2004, e che quindi la delibera del 20 dicembre doveva essere quella definitiva. A voler essere buoni, si tratta dell’ennesimo "papocchio".In ogni caso, stando all’ultima delibera, anche Pescara e Catanzaro sono in corsa per un ripescaggio in serie B, così come il Pavia (C1-A). A conti fatti, pertanto, il Napoli è quinto in classifica, dietro Vicenza (o Triestina), Pescara, Venezia e Catanzaro. I partenopei sono davanti al Pavia in quanto, nonostante entrambe finaliste dei play-off, hanno un coefficiente-punti più alto. Stando così le cose, per essere il ripescato il Napoli deve sperare in cinque – e non tre, come avrebbe implicato la delibera del 20/12/2004 – defezioni in serie B (o anche in serie A, sempre che le squadre in questione non applichino il Lodo Petrucci).

Ovviamente, le squadre che precedono il Napoli in questa mini-graduatoria dovranno dimostrare di essere in regola con i bilanci. Il Vicenza e la Triestina hanno recentemente cambiato proprietà. I veneti sono passati a Sergio Cassingena, che ha rilevato il club dalle mani degli inglesi che lo hanno tenuto per più di cinque anni. La situazione contabile non è affatto buona. Un cambio di proprietà c’è stato anche per la Triestina, passato dalle mani di Amilcare Berti a quelle di Flavio Tonelotto. Anche in questo caso, i conti non fanno sorridere. Ma forse peggio di tutte sta il Venezia, un’altra società che da poco più di un mese ha un nuovo patron. Si tratta dell’imprenditore edile Luigi Gallo, che ha rilevato il 75% delle quote dalle mani di Franco Dal Cin, che resterà amministratore del club fino alla fine di giugno. Gallo dovrà rateizzare debiti per 3 milioni di euro in cinque anni. La restrizione dello spalma-debiti, per sua stessa ammissione, ha costretto il Venezia a serie difficoltà. Come se non bastasse, c’è lo scandalo legato a Genoa-Venezia, con il nuovo general manager del club lagunare, Giuseppe Pagliara (affermato agente FIFA) beccato con una valigetta contenente 250.000 euro. Il Venezia rischia la retrocessione per illecito sportivo, e non è escluso che il Napoli (insieme al Catanzaro e alle altre retrocesse) possano costituirsi come terzi interessati nel procedimento disciplinare a carico degli arancioverdi.

Sta risolvendo i suoi problemi il Pescara, chiamato però a coprire perdite per 2 milioni di euro. Al presidente Paterna è arrivato un contributo di 400.000 euro che ha rifatto vedere la luce al club adriatico. Nei prossimi giorni, è probabile che il club chiederà il ripescaggio, sempre che riesca a regolarizzare la propria posizione. Non si segnalano problemi, infine, a Catanzaro. Anzi, la società presenterà in queste ore la domanda di ripescaggio in serie B, avendo provveduto a pagare i debiti e le spettanze arretrate ai propri tesserati. A confermarlo è il direttore generale del club calabrese, Gabriele Martino: "Qualora dovesse liberarsi qualche posto in B, ci sono buone possibilità che il Catanzaro, una società in regola, possa essere riammessa al campionato cadetto". Per il resto, non che le altre squadre di B godano di ottima salute. Alcuni club, infatti, non avrebbero presentato i bilanci in regola al 31 marzo (i termini erano perentori), altri saranno costretti a ricapitalizzare a breve per cifre importanti, altri ancora potrebbero trovare difficoltà nell’intraprendere la strada che ha portato al salvataggio della Lazio, visto l’interessamento dell’Unione Europea ad un caso finito sotto inchiesta. Inoltre, tutti i bilanci finiranno sotto la lente di ingrandimento non solo della FIGC e della Co.Vi.So.C., ma anche della Napoli Soccer. I professionisti di Aurelio De Laurentiis sono già all’opera affinché chi non ha i conti a posto sia tagliato fuori. E a quanto pare almeno mezza serie B ha i conti in rosso.

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