DE LAURENTIIS: «MAZZARRI E’ STATO DA SEMPRE LA MIA PRIMA SCELTA»; MAZZARRI: «DARO’ UN’ANIMA AL NAPOLI»; BIGON: «CONTAGIATO DAL PRESIDENTE»

Si è svolta in mattinata a Castelvolturno la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore del Napoli, Walter Mazzarri, e del direttore sportivo, Riccardo Bigon. Ad introdurli è stato il presidente Aurelio De Laurentiis che ha spiegato ai cronisti presenti i motivi delle sue scelte. «Mazzarri è la scelta più ponderata, voluta e giusta per il Calcio Napoli in questo preciso momento – ha detto il patron azzurro –, anzi, siamo in ritardo di un anno e mezzo. Se gli dovessi far fare un film lgli fare interpretare il ruolo di un giocatore di poker perché sa giocarsi bene le sue carte». «Ho letto delle non verità stamani sui giornali – ha detto ancora De Laurentiis – ma non me ne dolgo. Il nome di Mazzarri circola nel calcio Napoli, mi dispiace che per il nostro intereresse Garrone e Marotta hanno dovuto alzargli lo stipendio. Proprio due anni fa avevo chiesto a Marino di trattare Mazzarri, poi non so perchè non si è fatto nulla. Mancini costava troppo? Non ho mai fatto questione economiche. Sono amico di Moratti, se avessi avuto un'esigenza del genere l'avrei negoziata con lui. Non ho mai avvicinato nè Mancini nè Rossi, ho sempre avuto in testa Mazzarri. Solo che l'anno scorso stava allenando la Sampdoria. Non c'è stato cambio di pensiero e di rotta». Il numero 1 della Filmauro, però, è stato subito corretto da Mazzarri: «Devo fare una precisazione», ha esordito il neo tecnico partenopeo, «la richiesta del Napoli non è servita per fare niente alla Samp, avevamo già degli accordi e a livello economico non ha influito minimamente sul mio ingaggio futuro, non sono il tipo che fa questi giochi…». Quanto agli obiettivi del Napoli, De Laurentiis ha spiegato: «L'obiettivo è l'Europa, ma esiste anche il sesto posto altrimenti facciamo voli pindarici. Il posto del Napoli è fra le prime quattro, ma questo nel quinquennio. Ci vuole pazienza», ha osservato De Laurentiis. Venerdì il presidente del Napoli presenterà Giampaolo Montali, nuovo direttore dell'area tecnica, ed entro gennaio il direttore generale. «La stessa impronta che do al cinema la darò anche al calcio, così se sbaglierò la responsabilità sarà solo la mia. Il calcio è un’industria. Il sogno Cassano? Innanzitutto i sogni non si ricordano mai e poi da quando sono tornato da Los Angeles ho dormito un'ora a notte, ho avuto davvero poco tempo per sognare», così De Laurentiis sul talento barese. Il presidente ha poi parlato dei lunghi silenzi stampa: «Anche sotto l'aspetto della comunicazione dobbiamo migliorare, perché è un aspetto molto importante. In futuro dobbiamo essere più concilianti e non dividere più i giornalisti in buoni e cattivi. Credo che tutti gli organi d'informazione sono dalla parte di questo Napoli e che tutti vogliano solo il suo bene». La scelta di Riccardo Bigon, invece, è stata dettata «da due motivi: innanzitutto perché è giovane ed è uno che non si tira mai indietro; e poi perché è laureato ed è un avvocato. Detesto l’atteggiamento scolastico in un’azienda. Ci deve essere un continuo scambio di idee. Questi sono solo i primi passi: voglio osservatori su tutti i campi d’Italia e del mondo e curare meglio il settore giovanile. Sto pensando di costruire un nuovo centro con sei campi di calcio in modo da dare una sede definitiva ai nostri giovani». 

 

«Napoli è una piazza talmente importante che può essere un punto d'arrivo». Così Walter Mazzarri nel giorno della sua presentazione come tecnico del Napoli. «È una piazza paragonabile a quelle che da sempre vanno per la maggiore», ha esordito il neo allenatore partenopeo in conferenza stampa. «Conosco il calore che sa trasmettere una città e una tifoseria così, da questo punto di vista è il top», ha sottolineato, «non si può esitare quando ti viene offerta un'occasione del genere». Il tecnico non ha voluto parlare di obiettivi: «L'ho detto anche al presidente, prima di parlare un allenatore deve saggiare la squadra, sentire tutti i giorni i giocatori per capire dove si può arrivare e dare anche indicazioni alla società», ha spiegato Mazzarri. «In questo calcio così equilibrato la differenza la può fare il lavoro che da oggi cominceremo a fare. La potenzialità di una squadra è data non solo dal valore dei giocatori ma anche da come noi lo facciamo rendere. Bisogna fare gruppo, trovare il sistema per dare un'anima a questa squadra e in questo senso sono convinto anche per le mie precedenti esperienze che possiamo giocarcela con tutti sulla carta poi questa è la rosa più tecnicamente dotata che ho allenato». È presto anche per parlare di moduli: «Posso insegnare ogni tipo di modulo, guarderò in base alla rosa attuale qual è l'atteggiamento tattico ideale». Il neo tecnico partenopeo chiederà ai suoi giocatori di mettere in campo impegno e carattere: «Tutti vogliamo i risultati, non solo i tifosi. Ma l'importante è che la gente percepisca che questa squadra dà il massimo per fare risultati. L'importante è l'anima, l'atteggiamento della squadra. Vigilerò per garantire questo alla gente, voglio che i giocatori lo capiscano subito, devono dare il massimo. A me non piace perdere, ci soffro ancora e vorrei che la squadra ragionasse nella mia stessa maniera». L'ex doriano ha proseguito dicendo che non bisognerà responsabilizzare troppo giocatori come Lavezzi, Quagliarella e Hamsik: la cosa importante «è che il Napoli faccia sempre un gol in più rispetto all'avversario. Nel calcio contano i movimenti, l’atteggiamento, il ritmo. Gli attaccanti non devono avere il chiodo fisso del gol. Se giocano per la squadra andranno in rete senza accorgersene. L’esempio è Rolando Bianchi che dicevano che non vedeva la porta…». Mazzarri non ha paura delle aspettative: «La pressione mediatica che c’è a Napoli può essere uno stimolo. Dobbiamo essere bravi a saperla gestire all’interno dello spogliatoio. L’aspetto psicologico è fondamentale: per questo avrò dei colloqui privati con tutti i calciatori prima di parlare all’intera squadra. Giocando bene, per ottanta minuti nell’area avversaria, possiamo perdere una partita perché il calcio è strano; ma ne vinceremo di sicuro atre dieci». Il nuovo allenatore del Napoli ha poi parlato del suo carattere: «E’ vero che esterno tutto quello che ho dentro ma io calcolo tutto. Poi ognuno ha il proprio carattere. Sono uno che crede in quello che fa ed è questo quello che voglio trasmettere. Il contratto? So come funziona il calcio. Per questo ho voluto tutelarmi con due anni. Ciò non toglie che con la società ci si confronta sempre e valuteremo insieme a giugno il mio operato». 

 

Poche parole anche per il nuovo direttore sportivo: «Ho sensazioni molto forti a lavorare in questa piazza – ha detto Riccardo Bigon –. Vengo da cinque anni a Reggio Calabria, una squadra della stessa categoria del Napoli ma con pressioni totalmente diverse. Conosco però l'attaccamento e la passione della gente, ho grandissimo entusiasmo, anche perché ho conosciuto un presidente che pensa al futuro, e mi ha subito contagiato. Con Mazzarri ho lavorato per tre anni: ci conosciamo bene».

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