DE LAURENTIIS: “A SINISTRA POTREBBE ARRIVARE UN NOME MAI FATTO SIN QUI. DI DOSSENA SONO STANCO, VOLEVO BALZARETTI”. BORDATA A MARINO: “ORA FINALMENTE HO UN VERO DIRETTORE SPORTIVO"
Nella splendida cornice dell’Hotel Vesuvio di Napoli si è tenuta quest’oggi la presentazione dell’ultima creazione della Filmauro “Natale a Beverly Hills”. A margine della conferenza stampa con il cast di attori al gran completo, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato anche della squadra azzurra, a partire dalla partita di Cagliari di sabato scorso: “Non ho nulla da recriminare sulla partita col Cagliari. Lo scippo l’abbiamo subito contro il Parma. Sabato abbiamo dominato per gran parte dell’incontro, ma non siamo stati capaci di chiuderlo. Vanno considerate anche tutte le assenze in difese. Ci poteva stare che prima o poi il gol ce lo facessero. Lavezzi? Una reazione istintiva dopo 90’ minuti concitati può anche capitare, ciò che non tollero è quando i miei giocatori beccano l’ammonizione per essersi tolti la maglietta dopo un gol. Voglio che non commettano queste ingenuità che rischiano poi di costarci care, voglio che i miei calciatori diventino dei “figli e’ntrocchia”, l’ho detto anche a Mazzarri. Cellino? Di quello che fa lui oramai non mi meraviglio più, ho già avuto modo di conoscerlo bene in Lega. Del resto ciò che ha fatto sabato lo aveva fatto già anche due anni fa”.
Il discorso scivola inevitabilmente sull’obiettivo di questo Napoli, anche alla luce delle ultime incoraggianti prestazioni lontano dalle mura amiche: “La squadra sta crescendo, è cominciato il nuovo corso. Io non ho messo pressione a Mazzarri, ma anzi ho cercato di metterlo nelle migliori condizioni per lavorare. Lui è stato capace di elettrizzare il gruppo, ha dato grande forza psico-fisica ai ragazzi ed è stato bravo a farli sentire tutti partecipi di un progetto. Questo anno la serie A si sta rivelando un campionato divertente, equilibrato e quindi molto meno noioso del solito. Dove possiamo arrivare? Credo sarà difficile dirlo prima di marzo. Non credo che prima di quella data si possa delineare bene la classifica. Il quarto posto? Ci sono squadre come Juventus, Roma e Fiorentina, se dovessero crollare tutto può succedere, ma è difficile dirlo ora, nel calcio le variabili sono molteplici”.
Non può mancare un ampia parentesi sul mercato: “Compreremo quello che ci serve, senza buttare più soldi. E’ troppo facile comprare, il difficile è comprare bene. Con uno o due innesti sono convinto che Mazzarri riuscirà ad assestare la squadra. Lui mi ha tranquillizzato sull’organico e anzi mi ha detto di pensare prima a cedere che a comprare. Dovremo quindi sistemare prima quegli elementi che sono in esubero. Mazzarri mi farà sapere i loro nomi entro il 10 gennaio. Noi comunque siamo molto vigili sul mercato, io e Bigon stiamo studiando al meglio la situazione. La fascia sinistra? Mazzarri mi ha dato 15 nomi per ogni ruolo e probabilmente potrebbe arrivare qualcuno di cui il nome non è mai stato fatto. Dossena? Mi sono stancato, se me lo vogliono dare me lo danno, se lui vuole venire viene, ma basta pensare ai soldi. Se pensa a riconquistare la nazionale non deve pensare anche ai soldi, impari da Hamsik che è un esempio in questo. Mi sarebbe piaciuto Balzaretti, ad agosto ci ho provato fino alla fine, ma non è voluto venire. Blasi? Con Mazzarri non ne abbiamo parlato molto, anche perché a centrocampo stiamo facendo delle valutazioni per completare le quali ci vorrà più tempo. I nostri gioielli? Hamsik, Lavezzi, Maggio, Quagliarella, così come altri, sono i nostri tesori. Perciò alle altre squadre dico: scordatevi di venire a fare la spesa in casa mia. La mia bottega è carissima, qui non si vende, Napoli è una grande piazza, ha tutto”.
Non manca un riferimento al passato, con vere e proprie bordate partite all’indirizzo di Pierpaolo Marino: “Di errori non se ne possono più fare, ne ho già fatti abbastanza. Ho speso 120 milioni da gennaio 2008 allo scorso agosto e vedo squadre costruite con 12 milioni che stanno facendo quello che stanno facendo. Mi dà molto fastidio questo, ma pazienza, mi sono fatto male alla tasca senza concludere molto, ma ora ho resettato tutto e sono ripartito. L’errore è stato mio, quando a marzo ho ascoltato Pierpaolo Marino che mi ha voluto per forza far cacciare Reja, dicendomi che non c’era più niente da fare, che si era sfasciato lo spogliatoio e che l’unica soluzione era il cambio di guida tecnica. Sono caduto nella sua trappola, ho sbagliato a fidarmi di lui. Già lì avrei dovuto fare di testa mia, finire la stagione con Reja e ripartire a giugno con Mazzarri. Il nostro mercato estivo è stato condizionato dalla diffidenza fra le parti, con Mazzarri sarebbe stato diverso. Purtroppo chi lavorava con me ha disatteso le mie aspettative, comunque ora non è più il momento di guardarsi indietro, ma bensì di guardare avanti”.
Circa la ristrutturazione societaria De Laurentiis fa sapere: “Da gennaio prenderà forma e diventerà operativa la nostra rete di osservatori. Purtroppo non si può ricostruire una società dall’oggi al domani. Intanto ora abbiamo un vero direttore sportivo ed è già un ottimo punto di partenza. Il direttore generale? Devo studiare bene chi mi metto in casa, non posso affidare un ruolo delicato al primo che passa. A lui non chiederò cose che riguardino la gestione tecnica, ma altre che dovranno essere innovative e lui non dovrà mai rispondermi come mi sono sentito dire in passato: “E come si fa, questo io non lo so fare”.
Una battuta anche su Vittorio Feltri: “Nessuno gli ha chiesto nulla, tra l’altro non so neanche quanta competenza abbia in materia per scrivere di calcio. Se è contento così e prova piacere nello scrivere quelle cose su di me, che continui pure, non ci sono problemi, siamo in democrazia”.
Infine un auspicio sull’ultima partita dell’anno contro il Chievo: “Sarei contento di un 3-1. Col Chievo sarà una gara molto difficile, è un’ottima squadra, ma è ampiamente alla nostra portata. Spero che i miei ragazzi siano pienamente concentrati sulla partita e non pensino già alle vacanze e alle valigie da fare. Guai se fosse così”.
