CRONACA DI UNA SOCIETA’ CHE FA FATICA A CERCARE DI VINCERE
Atalanta – Napoli. Cronaca di una disfatta annunciata. Dopo il deludente pareggio interno con il Chievo e la vittoria stentata in Coppa Italia con la Lazio , nessun tifoso si sarebbe aspettato che il Napoli di Benitez potesse espugnare Bergamo in assoluta scioltezza. Ciò anche alla luce del forte turn-over impiegato dal tecnico azzurro , costretto in pochi giorni a dover affrontare la semifinale di Coppa Italia con la Roma e l’ostica gara interna con il Milan. Nessuno si aspettava fosse facile. Ma nessuno si sarebbe mai immaginato il tracollo totale di una squadra , che ormai sembra aver totalmente perso il bandolo della matassa e che neanche il buon Rafa sembra essere più in grado di gestire. German Denis distrugge il Napoli nella ripresa , fedelmente aiutato dagli assist di Gokhan Inler , che oltre ad essersi evidentemente dimenticato come si giuochi al calcio , oggi ha deciso di svestire la maglia azzurra per “ difendere strenuamente” i colori di quella atalantina. Il resto dell’opera viene completata da Pepe Reina ( primo errore stagionale , a conferma che anche il portierone azzurro è un essere umano) , da Blerim Dzemaili ( “ squisito” lo stop a centrocampo per permettere il contropiede orobico sul primo goal ) , da Federico Fernandez ( meraviglioso lo scivolone che permette al Tanque Denis di battere per la terza volta il portiere azzurro) e di tutto quel mix tra titolari e riserve ( Maggio , Reveillere , Zapata , Pandev) ormai completamente irrecuperabili psicologicamente , fisicamente e tecnicamente. Abbozza Benitez nel post partita , la delusione è tanta , si appella alla sfortuna ed agli errori dei singoli , continuando a ripetere che , con il mercato di Gennaio , la squadra è completa ed omogenea. Dopotutto non potrebbe fare altrimenti. Ma chi mastica calcio , riesce a carpire anche le fradi di circostanza e che la verità è ben diversa da quella che il buon Rafa ( anche lui colpevole con una gestione forse troppo sciagurata del turn-over) vuole far credere alla stampa. La sconfitta di Bergamo costituisce , invero , l’ennesima riprova di quanto questa società non sia in grado di crescere , di quanto continui negli anni a galleggiare in una mediocrità imbarazzante , laddove le altre big riescono a crescere e ad innovarsi di anno in anno. Questo Napoli non è una società vincente , è la fedele riproposizione di quello degli anni precedenti, composto da alcuni grandissimi calciatori , acquistati probabilmente solo per calmare la piazza dopo le dolorose cessioni di Cavani e Lavezzi. Per il resto è la medesima ed incompleta rosa di sempre , composta da molti titolari al limite dell’imbarazzante e completamente assente nei ricambi. Potrebbe sembrare un giudizio troppo severo , ma i risultati parlano chiaro. Quale top club regalerebbe tre reti in casa della modesta Atalanta senza mai impensierire il portiere avversario? O pareggerebbe in casa nei minuti finali con il Chievo Verona? O perderebbe punti tra Parma , Bologna , Udinese e Sassuolo? Risposta : nessuno. Quindi , parliamoci chiaro : Il Napoli , ad oggi , non è un top club europeo. E probabilmente neanche italiano. E, sinceramente , la società che lo rappresenta neppure lo merita. Il perché è presto detto : De Laurentiis invoca la virtuosità del suo club , unico esempio di fair play finanziario , probabilmente pensando ai ricavi che da una piazza come Napoli potrebbe andare a ricavare. Peccato che i tifosi non si sazino con il fair play finanziario , se costretti ad assistere a veri e proprie umiliazioni contro squadre di medio-basso rango. A nulla serve il fair play finanziario se la società non porta avanti in maniera programmatica un piano di crescita , liberandosi di “ pericolose zavorre” che ormai da tempo in campo si riconoscono solo per il loro essere profondamente deleteri. Nessuna società seria può vantarsi del proprio fair play finanziario se il proprio allenatore chiede da otto mesi adeguati rinforzi per poter praticare il suo sistema di gioco e si ritrova il primo di Febbraio con un difensore proveniente dalla serie B brasiliana ed un giovanotto franco-algerino seppur di belle speranze. Nessun club europeo può definirsi virtuoso , quando annuncia alla tifoseria un massiccio intervento sul mercato di oltre cinquanta milioni di euro per poi non spendere neanche un quarto di quella cifra , senza tra l’altro mai fornire una giustificazione circa quei mancati interventi. Nessun club può definirsi in crescita se lo stesso è composto unicamente da un “ Presidente assenteista “ , capace oramai soltanto di esprimersi attraverso sporadici interventi per il tramite di un social network , da un direttore sportivo senza polso , scevro di qualsiasi potere decisionale , sciaguratissimo protagonista di discutibili , per non dire vergognosi , interventi di mercato. Ad oggi , la società Sportiva Calcio Napoli appare più una nave che sta lentamente affondando per colpa dei suoi stessi condottieri , piuttosto che un club da prendere ad esempio. E la stampa locale , che tanto si prodiga ancor oggi a stendere tappeti rossi nei confronti di un Mazzarri ormai lontano e sempre più ingrato , farebbe bene a ringraziare il Sig. Rafa Benitez. E non tanto per il record di punti storici conquistati in sei mesi. E neanche per un girone di Champions terminato con 12 punti. Ma per l’assoluta professionalità e signorilità con la quale , nonostante le reiterate false speranze del duo De Laurentiis-Bigon , quest’uomo sta portando avanti il suo credo calcistico ed il suo progetto , senza piegarsi a quanti lo invitano a rivedere il proprio sistema di gioco. Pensieri che fanno sorridere. Come se una piazza che in ottant’anni di storia ha vinto appena due scudetti grazie al miglior calciatore di tutti i tempi possa davvero permettersi il lusso di insegnare calcio a chi nella propria carriera ha vinto tutto. Ringraziamo Rafa Benitez di essere ancora con noi. Per il momento. Perché , continuando così , rischieremmo di perdere anche l’unica garanzia che ci è rimasta. A Napoli “ nisciun’e fess’!”. Ma neanche in Spagna.
