Corbo: “De Laurentiis non inseguirà Benitez, un Presidente può cambiare allenatori come abiti”
Che pensa Benitez del Napoli e del suo presidente, degli scudetti annunciati e neanche sfiorati, del suo grigiastro ritorno dalla Premier in serie A? Gli basta vincere oggi, medita questo, per dare un senso alla sua seconda missione. Poi, chissà. Sono questi i tormenti che lo accompagnano in panchina come uno dei crocevia di una vita. Si sa che cosa pensa di lui De Laurentiis: gli ha offerto il rinnovo del contratto, ma non lo inseguirà più di tanto. Non farà come con Mazzarri. Ha capito che per un presidente è possibile cambiare allenatori come abiti. Il guardaroba e zeppo. Uno vale l’altro, s’illude la gente del calcio. Lascia il pluridecorato Professore di calcio europeo stretto nell’angolo: se strappa la Supercoppa italiana a Napoli, ci saranno sempre tempi e spazio per ricostruire un rapporto di lavoro, basterà gonfiare l’ingaggio. Altrimenti, amici come prima e nemici come dall’estate in qua; avanti il prossimo. Sarà crudelmente venale il calcio, ma questo gioco è vietato ai poeti. Gli altri annunci del lungo di- scorso sono appariscenti ma effimeri come stelle di Natale.
Che il presidente non voglia vendere il Napoli, non è una notizia Almeno per i lettori di “Repubblica”. Lo sarà magari per i malcapitati viandanti di fantasiosi siti e di un giornalismo puerilmente fiabesco. Che il Napoli abbia pessimi rapporti con il Comune è risaputo: de Magistris sullo stadio nuovo, nuovissimo, anzi vecchio e restaurato, prima a Ponticelli poi a Fuorigrotta, ha battuto per numero gli annunci per il ponte sullo Stretto. Come si può cooperare per un’opera da oltre 150 milioni, se si litiga su pochi spiccioli fatti tra dare e avere e su canoni arretrati e anticipo di lavoretti? I mattoni sporchi si potevano lasciare a Piazza Municipio, che penseranno nel Golfo dei petrodollari di questi veleni per cifrette? E de Magistris avrà anche lui un grappolo di microfoni e una foresta di telecamere come a Doha per replicare? D’ora innanzi è auspicabile però che de Magistris prenda posto in curva, distinti o tribuna invece che sulla poltrona accanto al presidente, con vista televisiva su Sky. Benitez chissà se schiererà Higuain e Zapata insieme, come anche Lippi consiglia. Il suo 4-2-3-1 forse non sarà a specchio sul 4-3-1-2 juventino. La chiave tattica è evidente. Prevale il Napoli se gli esterni Mertens e Callejon tengono bassi Liechtstein ed Evra, se Higuain va in pressing su Pirlo, se un mediano corre più di Vidal, e solo Gargano ha quel passo. La Juve ha invece un vantaggio: un centrocampo più folto e tecnico, Pogba-Pirlo-Marchisio, tre contro i due mediani del Napoli. Può colmare il divario solo un Hamsik a tutto campo: è per questo che rischia di non giocare?
corbo per repubblica

