Cara maglia…

Ora che le tre maglie da gioco sono finalmente svelate, non ci sono più segreti da celare, nuovi acquisti a parte. La nuova maglia kombatskin ha messo in mostra tutta la fisicità dell’atleta, esaltando le forme invidiabili degli azzurri (Higuain non c’avrebbe fatto una bella figura). Se la prima è completamente azzurra e la terza è completamente nera, la seconda maglia da gioco è caratterizzata da una striscia azzurra obliqua che sfila su un bianco perla, portando alla memoria la maglia del River Plate. I tifosi sembrano apprezzare queste nuove casacche che accompagneranno questa nuova stagione. Stagione che ricordiamo vedrà gli azzurri impegnati su tre fronti, con la differenza che si scenderà in campo il martedì/mercoledì anziché il giovedì, mica cosa da poco. Per l’esordio in Champions League il Napoli di Mazzarri adottò particolari maglie contraddistinte da bordi color oro, portando anche discreta fortuna. In realtà questo particolare è stato adottato già quest’anno, infatti sulla maglia kombatskin nera e sulle maglie d’allenamento possiamo già intravedere queste inserzioni d’orate. Mentre nel secondo anno della gestione Benitez il Napoli esordì nello sfortunato preliminare con bordini verde fluo. Anche quest’anno in Champions dovremmo aspettarci sorprese? Il processo di internazionalizzazione passa anche attraverso la vendita delle maglie, ci sono società che pagano buona parte dell’acquisto di un calciatore attraverso questo sistema (eloquente il caso Ibrahimovic). Due anni fa nel regno d’oltremanica, la maglia straniera più venduta è stata quella del Napoli, ciò significa che il progetto è sempre in crescita. Ma grosso modo la maglia resta sempre un particolare, importante, ma pur sempre un particolare. Al tifoso non interessa se la maglia è a tinta unica o a scacchi, jensata o colorata, la maglia vuole vederla sudata, e per il momento siamo sulla buona strada.

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