Quattro gol non bastano per una stagione : Napoli, ti serve un centravanti vero!
Che spettacolo il Napoli di Maurizio Sarri. L’addio del calciatore più forte della passata stagione non ha turbato l’animo e le idee della compagine partenopea, che ha schiantato le due compagini francesi di Nizza e Monaco con un parziale complessivo di 8-0 nelle due sfide. Nella sfida contro i monegaschi la scena se l’è presa tutta lui, Manolo Gabbiadini, rimbalzato continuamente tra una trattativa e l’altra ma evidentemente deciso più che mai dare dimostrazione delle sue qualità (4 gol, tutti di ottima fattura, compreso il penalty del 3-0) che, è bene metterlo per inciso, sono di straordinaria portata. Il numero 23 azzurro ha strappato applausi a scena aperta, facendo passare in secondo piano finanche l’esordio di Arkadiusz Milik, la prima punta arrivata all’ombra del Vesuvio per sostituire Gonzalo Higuain e che nelle gerarchie di Sarri partirebbe titolare in una formazione tipo, con Gabbiadini scalpitante in panchina; ma è bene chiarire che, per una stagione complicata, con una Champions da onorare nel migliore dei modi, questa coppia di attaccanti non basta. E non certo numericamente, o per le qualità intrinseche dei calciatori, ma perché a questa squadra serve un attaccante diverso, un centravanti vero, e se Milik promette benissimo sotto questo punto di vista lo stesso non può essere detto per Gabbiadini.
Già, perché Manolo è una seconda punta eccezionale, capace di scambiare ottimamente palla e posizione con un altro attaccante a lui affiancato, in grado di fornire assist e dotato di un sinistro al fulmicotone che, dalla media-lunga distanza, farebbe impallidire qualsivoglia estremo difensore; ma, nel 4-3-3 consolidato ed inamovibile di Maurizio Sarri non c’è posto per le sue caratteristiche; c’è bisogno di un attaccante puro, più fisico, capace di tener palla e soprattutto di fare a spallate con i difensori avversari, portandoli fuori per aprire gli spazi agli inserimenti di mezz’ali ed attaccanti esterni. E poi, naturalmente, occorre che il “nueve” partenopeo abbia quella rapacità insita nel DNA della prima punta che possa consentire alla squadra di finalizzare l’enorme e variegata mole di produzione offensiva che la stessa offre costantemente.
Ovviamente, nel caso in cui dovesse arrivare un attaccante di spessore, il sacrificio di Gabbiadini si renderebbe necessario, previo pagamento di una cifra congrua al valore complessivo del ragazzo. Sarebbe la soluzione migliore per tutti : per il Napoli, che si ritroverebbe in rosa due centravanti complementari, condizione indispensabile per lottare fino alla fine su tutti i fronti che vedranno protagonisti gli azzurri; e per lo stesso Manolo, che potrebbe finalmente calarsi in un contesto tecnico-tattico adatto per potersi esprimere al meglio e dare conferma di tutto ciò che di buono ha già fatto vedere negli anni trascorsi tra Sampdoria e Napoli.


