Il campionato dei rimpianti

L’ennesima (e pesantissima) sconfitta in trasferta contro la Roma catapulta il Napoli in una crisi in campionato che appare senza fini.

Diciamolo subito, la Roma non ha fatto niente per vincere la partita, trovando il gol sull’unica vera occasione gentilmente concessa dalla retroguardia partenopea. Il Napoli ci ha provato, timidamente, a reagire, ma è stata una reazione povera, né frutto del gioco,quasi inesistente, nè dei nervi, perché è proprio l’atteggiamento della squadra che deve far riflettere. Molli, svogliati, sono davvero in pochi a salvarsi nel pomeriggio nero dell’Olimpico: Mertens, Ghoulam, e poco altro. Squadra scarica mentalmente, senza nemmeno l’ombra di quella che Benitez aveva preannunciato alla vigilia, quando il tecnico spagnolo parlava della voglia di presentarsi a Roma con lo spirito di chi vuole far sua l’intera posta in palio. Tre punti che, in campionato, mancano ormai da quel lontanissimo 23 febbraio, 2-0 al Sassuolo dopo la debacle di Palermo, primi segnali di crepe dopo uno spettacolare inizio di 2015. Da allora la spaventoso dato di due punti in cinque partite, con quattro sconfitte consecutive in trasferta sul groppone, li proprio dove il Napoli nella passata stagione aveva centrato il record della sua storia con 10 successi lontano da Fuorigrotta. Un campionato che sarebbe potuto essere di tutt’altro tenore senza una flessione che appare senza fine, e inizia a stancare la canzoncina di una squadra e soprattutto di un tecnico concentrato esclusivamente sulle coppe, tanto è vero che la ormai consueta affermazione “siamo in corsa su tre fronti” inizia a suonare più come una presa in giro, considerando che proprio in quella principale gli azzurri pare abbiano staccato la spina. Lazio, Sampdoria, Fiorentina, tutte squadra lontane anni luce dagli azzurri appena un mese e mezzo fa, con la Roma che sembrava li pronta ad essere divorata, logorata com’era da un 2015 disastroso. E invece no, questo qui sta diventando realmente il campionato dei rimpianti, in una stagione che definire positiva è un azzardo bello e buono, perché se è vero come è vero che vincendo l’Europa League (e non parlateci della Coppa Italia) si raggiungerebbe la tanto agognata qualificazione Champions, qualora gli azzurri non dovessero raggiungere Varsavia e uscirne vincitori il tutto si potrebbe tramutare in un fallimento davvero impossibile da immaginare appena un mese fa.

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