Bocca: “Lo scudetto non è ancora della Juventus…”

Non ci si crede: lo scudetto non è già assegnato, la Juve non è imbattibile. Il risultato di Inter-Juventus (2-1, Lichsteiner, Icardi, Perisic) è assai più importante e va ben al di là della partita stessa, finita sì con un risultato sorprendente, ma non in assoluto. Una partita del genere si porta addosso un carico enorme – la rivalità, la storia, il derby d’Italia – tale da stravolgere anche la situazione di fatto. L’Inter non aveva mai giocato così quest’anno (addirittura veniva dallo shock del ko con l’Hapoel israeliano) e altrettanto la Juventus ma in maniera del tutto opposta. Ma il fatto principale è che il risultato relega la Juve al secondo posto dietro al Napoli e già questo sovverte una gerarchia che noi consideravamo un totem, quasi un postulato matematico che teorizzava appunto l’imbattilità della Juventus. Così non è, evidentemente. Anche se il travaglio che la superpotenza italiana sta attraversando adesso potrebbe essere lo stesso già attraversato lo scorso anno, quando la Juve cominciò la stagione in maniera quasi disastrosa. E poi proseguì però con una sequenza record, che mise ko l’intero campionto italiano. Il che potrebbe ovviamente ripetersi. Potrebbe…

Per adesso comunque mi pare già chiaro che la Juventus non sia quella del girone di ritorno dello scorso anno. Credo che la Champions League abbia fatto un po’ da freno e seminato un po’ d’incertezza: il timido pareggio col Siviglia ha quasi scatenato un processo interno. Forse addirittura un po’ troppo feroce, ma insomma un piccolo tarlo che ha cominciato a rodere fastidiosamente tutta la sicurezza juventina, una specie di effetto boomerang. Anche per gli allenatori in situazioni del genere è difficile mantenere la freddezza necessaria, Allegri sta pagando pesantemente il prezzo di scelte impopolari, anche difficili (se non addirittura incomprensibili…) da spiegare. Contro il Siviglia fuori Pjanic, e contro l’Inter fuori Higuain, decisamente il migliore, l’uomo di cui tutti parlano. Non sarà così, ma se tieni fuori un nome del genere in una partita del genere, resta poi difficile dare spiegazioni in caso di sconfitta. Tecnicamente, forse, ci sarà anche un motivo, ma la realtà ti dice che poi hai sbagliato. Quanto meno hai dato un’arma in più a chi può, deve o vuole giudicarti. Insomma magari adesso avresti fatto un gol in più (forse), sicuramente ti sei bruciato un alibi e hai fatto aumentare il polverone. Detto questo, la deludente cinque giorni bianconera non si può far girare tutta intorno alla regia di Pjanic (avanti, dietro, non si capisce dove) o ai gol di Higuain che in questo caso non ci sono stati. Lo scricchiolio più evidente forse è in difesa (e nel gioco difensivo di tutta la squadra), dove si incassano più gol rispetto alla media stupefacente di un anno fa (20 in tutto, adesso siamo a uno a partita). Non escludo che presto si riveda il modulo 352, a cominciare dalla difesa a 3, prima che il problema si faccia più grande di quello che è.

L’Inter dall’altra parte è un mistero. Non credo sia vera quella che ha perso incredibilmente in casa contro gli israeliani, credo che contro la Juve abbia avuto anche un po’ di fortuna e colto, come si dice, l’attimo. Però Icardi è un grande attaccante, trascinatore, molto egoista. L’Inter di quest’anno ha bei giocatori, di qualità (Joao Mario, Candreva, Banega, Perisic, Icardi…), in grado di fare gioco e spettacolo. E accendere San Siro. E’ un’anomalia non vedere l’Inter in alta classifica, partite come questa dovrebbero essere lo standard.

L’Inter restituisce, per adesso, una normalità al campionato. Lo scudetto non è solo un affare bianconero. C’è il Napoli da solo in testa, c’è la Roma, magari c’è l’Inter stessa. Sarebbe meglio per tutti un campionato giocato fino all’ultima giornata: Juve permettendo…

(Fabrizio Bocca, Bloooog!, La Repubblica)

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