BLASI, GUARDA UN PO’ CHI SI RIVEDE
A volte ritornano. In effetti l’addio di Manuele Blasi al Napoli era stato un po’ atipico, perché non ha mai fatto parte di quella schiera di esuberi di rosa da sbolognare a tutti costi. Blasi non è mai stato un Pià, non è mai stato un Amodio, giusto per intenderci. Finché non si sono verificati i problemi che tutti conosciamo, il mediano di Civitavecchia era un elemento imprescindibile, di quelli che in una squadra non li vedi ma li senti fin troppo bene. E se ne erano accorti anche i tifosi, che l’avevano eletto a loro idolo nel giro di poche settimane. Poi le incomprensioni, prima con Donadoni e poi anche con Marino, il quale più che altro i problemi li aveva con Davide Lippi, procuratore suo e di Mannini, guarda caso i due “epurati” della scorsa estate.
Poi a Blasi non è andata per niente bene neppure la scorsa stagione a Palermo. Una serie di problemi personali, il posto da titolare che non arriva mai e la panchina che diventa sempre più familiare. Tanto che il nostro pensa anche di tornare a Napoli, durante il mercato di riparazione, ma poi non se ne fa nulla a causa della rosa azzurra troppo folta. Ora la musica è cambiata, nessuno è andato via ma il Napoli sta cercando di liberarsi di Cigarini, oggetto misterioso della scorsa stagione, e di Bogliacino, che cerca maggiore spazio. Anche Blasi sembrava destinato a partire, inserito in tante trattative, ma in questi giorni c’è stata la svolta. Mister Mazzarri ha parlato con lui, gli ha garantito che per questa stagione conta anche sulla sua esperienza e sul suo cuore. Gargano e Pazienza non bastano, anzi forse addirittura quest’ultimo rischia di andar via, se non troverà l’accordo per il nuovo contratto. Ecco perché l’ex juventino torna di grande attualità, vista la concomitanza di tre competizioni tutte di alto livello.
Blasi però dovrà mettersi l’anima in pace: non sarà accolto da salvatore della patria come accadde la prima volta che si vestì di azzurro. Dovrà accettare la panchina, dovrà fare spogliatoio ed aspettare in silenzio il suo momento. Non è un titolare e men che meno lo sarà se arriveranno anche Zuculini e Inler, come sembra sempre più probabile. Ma con una stagione così lunga lo spazio ci sarà per tutti. Se Lele capirà questo ed accetterà tutto senza problemi, il suo contributo alla causa potrà essere fondamentale, perché le sue qualità non le scopriamo certo oggi. Solo così potrà essere veramente importante per Mazzarri e per i compagni, solo così potrà dimostrare che la vera mela marcia della squadra non era lui, ma chi un anno fa l’ha mandato via per una stupida ripicca…
