Basta Higuain: il Napoli corsaro stende il Chievo

Contro i veneti chiusi in difesa, gli azzurri stentano nel primo tempo. La miglior convinzione determina la rete del Pipita e un’ottima prova di carattere e bravura: è secondo posto

CHIEVOVERONA (4-3-1-2): Bizzarri; Cacciatore, Gamberini, Cesar, Gobbi; Castro, Rigoni, Pinzi (62’ Birsa); Pepe (72’ Pellissier); Meggiorini, Paloschi (82’ Paloschi) (Bressan, Seculin, Dainelli, Radovanovic, Christiansen, Sardo, Frey, Mpoku). All. Maran.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Ghoulam, Koulibaly; Allan, Jorginho, Hamsik (77’ David Lopez); Callejon, Higuain (83’ Gabbiadini), Insigne (70’ Mertens) (Gabriel, Rafael, Strinic, Henrique, Valdifiori, Maggio, Chiriches, El Kaddouri, Chalobah). All. Sarri.

Arbitro: Massa (Imperia)

Guardalinee: Di Liberatore (Teramo) – Crispo (Genova)

Arbitri addizionali: Irrati (Pistoia) – Baracani (Firenze)

IV uomo: Gava (Conegliano Veneto)

Marcatori: 59’ Higuain.

Ammoniti: Meggiorini (Chievo), Koulibaly e Mertens (Napoli).

Espulso: Maran.

Recupero: 0’ pt, 4’ st.

Angoli: 8-2 per il Napoli.

Al Napoli mancava ancora l’esame più delicato, ancorché meno tosto sulla carta: quello delle piccole. Ebbene, da stasera gli azzurri sono ancor più maturi e convinti dei loro mezzi. Nel marasma della difesa a oltranza avversaria e della frenesia dovuta allo 0-0, ci ha pensato ancora una volta Higuain a togliere le castagne dal fuoco grazie a una zampata delle sue. Settimo centro per il Pipita, uno a cui il Chievo porta bene (gli segnò il suo primo goal italiano). Quarto successo di fila per gli azzurri in campionato, addirittura il sesto considerando l’Europa League. E continua la corsa costante verso l’alto: secondo posto in condominio a 18 punti, la nuova capolista Roma è lì a due lunghezze. I giallorossi hanno una rosa migliore ma, in tali condizioni fisiche e con una voglia di vincere che non scema mai, i partenopei sopperiscono all’handicap e mostrano le cose migliori dell’idea di calcio di Sarri. Benché a mezzo servizio e con lentezza, visto che nella prima parte di gara Hamsik e compagni non hanno brillato di luce propria. Fortuna che in seguito non hanno steccato. E che i veneti, seppur mai domi, hanno commesso l’errore di cedere campo e spazio al Ciuccio.

SOTTO RITMO – Squadra che vince non si cambia: oramai Sarri segue senza meno il mantra. E così, dopo essersi riposati o messi all’opera a mezzo servizio in Danimarca, Hysaj, Jorginho, Hamsik, Insigne e Higuain tornano a pieno regime nella formazione-tipo su cui fa sempre affidamento l’ex tecnico empolese. Maran conferma per otto undicesimi la line up sconfitta dal Genoa, rimpiazzando lo sfortunato Mattiello con Cacciatore e l’assente Hetemaj con Pinzi, tenendo Birsa in panca e affidandosi sulla trequarti al vecchio Pepe. Sfida tosta per i partenopei: i Mussi Volanti pressano fino alla cintola e giocare palla non è facile. Lì davanti Hamsik, Insigne e Higuain si muovono parecchio ma a vuoto, essendo pochi gli spazi. Ne consegue l’utilizzo forzato delle fasce: è da lì (quella destra) che al 9’ Hysaj indovina il traversone buono per Callejon, il diagonale dell’andaluso trova la risposta di Bizzarri. Il tempo di mettere la testa dall’altra parte e, su azione di rimessa innescata da errore banale di Marek, Castro viene liberato in un tre contro tre da assist di Pepe: il suo tiro-cross termina fuori di poco. I colpi in canna, però, li ha in serbo il Pipita e li spara improvvisamente. Prima su servizio dello slovacco (23’): il palo salva Bizzarri. Poi, dopo un controllo non preciso, al volo di sinistro da venti metri (29’): sfera alta. E infine il più clamoroso (31’): Cesar gli regala palla e l’argentino lascia partire una botta di destro dal limite che, a portiere battuto, coglie ancora il legno. Gonzalo sembra in serata, non Insigne invece. Corre poco e sbaglia la lettura dei passaggi altrui, e quando approfitta di un altro errore dei gialloblu (35’) sparacchia subito da fuori area anziché darla ai compagni: a lato. Passa un brutto quarto d’ora il Chievo. Almeno finché Pepe, divenuto intanto esterno, concede il break con un tiro a giro (36’): fuori. Il resto del primo round è poca roba. Il Napoli accelera i tempi rispetto alle prime battute e migliora in scambi e fraseggi, ma a sinistra è monco poiché anche Ghoulam tira il fiato. Meglio le cose a destra: Hysaj e Allan si dannano come matti per rintuzzare e affondare. Anche Callejon corre, sebbene in fase di finalizzazione non sia incisivo. I padroni di casa si chiudono a riccio, il che complica le cose per la banda Sarri. Serve più sprint e più corsa, e fors’anche più convinzione: questa è la sensazione al 45’.

W PIPITA! – Il leit motiv non muta a inizio ripresa: Ciuccio all’attacco a testa bassa, Mussi dietro pronti a scattare in contropiede. Non che gli azzurri manchino di volontà, anzi. Il problema è che il tempo d’azione non è sempre rapidissimo, sicché non è arduo per il Chievo chiudere ogni varco, specie perché Maran ha ordinato ai suoi di abbottonarsi ancora di più. Lo sfasato Insigne, poco dopo aver subito un brutto fallo da Meggiorini (ammonito), si sveglia dal letargo al 55’: destro dal limite a giro, colpo di reni di Bizzarri. E’ un campanello d’allarme che i gialloblu non colgono. Tempo quattro minuti e Ghoulam pesca a centroarea Higuain solo soletto: mancino secco, il suo connazionale è fulminato. I partenopei di stanza a Verona sono in visibilio, il goal stende i padroni di casa e mette le ali ai piedi agli ospiti. Gonzalo potrebbe concedere il bis già da subito: bello l’assist volante di Lorenzo, bello il numero del numero 9 a liberarsi di Castro e Cesar, ma il suo destro finisce alto. Al 61’ addirittura Koulibaly ruba palla a Rigoni e s’invola verso la porta trovandosi una bella mattonella per tirare: destro centrale, blocca Bizzarri. Il Chievo è in difficoltà, a Maran servono brillantezza e geometrie: dentro Birsa, fuori Pinzi. Ma è ancora il Napoli ad avere le chances per andare a bersaglio. Hamsik però manca di precisione dai diciotto metri: sinistro alto (68’). Il tutto poco prima che Sarri getti nella mischia Mertens in luogo di Insigne. Il tecnico veronese vuole giocarsela: esce Pepe ed entra Pellissier, ed è tridente puro. Tuttavia il Ciuccio sfiora nuovamente la marcatura. Allan tenta la botta da fuori, barba al palo (73’). Mertens si trova un bel pertugio per colpire dalla stessa distanza: stessa sorte (75’). Higuain, liberato in buona posizione da Callejon, manda oltre la traversa (77’). Nel mezzo, break clivense con Meggiorini: destro centrale dal limite bloccato da Reina. Il Chievo non intende mollare, e Sarri intuisce il pericolo decidendo di rinunciare alla spinta di Hamsik (tocca a David Lopez), ma non a volerle dare: è staffetta Higuain-Gabbiadini. Maran si gioca l’ultima carta: Inglese per Paloschi. Le ultime fasi sono tese, con Massa in tilt e indeciso dinanzi ai colpi proibiti. Mertens si fa ammonire per aver scalciato da terra Cacciatore e l’ex Gamberini, Castro svetta e manca la palla colpendo in pieno Hysaj. E sul gong si creano capannelli intorno a Jorginho, colpevole di aver scaraventato Cesar a terra nel tentativo di proteggere la palla all’estremo assalto. I Mussi si sono risvegliati troppo tardi: al 91’ Castro ha fallito il terno al lotto in rovesciata su torre di Pellissier. Ultimo brivido prima della festa partenopea. L’altra metà di Verona è violata ancora, il Ciuccio è lassù. Il grande momento continua, viv’addio.

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