ARONICA, FINALMENTE IL TUO SOGNO E’ REALTA’

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Aronica e Napoli sono come quelle storie d’amore da film, che sembra sempre si stiano per concludere con l’happy ending e invece poi bisogna aspettare la fine del film per poter battere le mani. Questa pellicola qui, in particolare, è durata circa due anni ed è arrivata a coronamento di mille voci che si rincorrevano da settimane. Partito (finalmente) Domizzi, Marino non ci ha messo molto a chiudere una trattativa che aveva in mano da una vita, il classico acquisto che sai di poter chiudere quando ti pare e allora lo “parcheggi” in attesa che sia necessario. Il Napoli cercava un difensore sinistro per completare il reparto, l’ha cercato e l’ha trovato proprio nel centrale della Reggina, il quale è costato tre milioni per un trasferimento a titolo definitivo ed ha firmato un contratto di quattro anni.

Lunga e ricca di esperienze la carriera di Salvatore Aronica, un uomo che si è conquistato fama e credibilità a piccoli passi, senza mai strafare e con grande umiltà. Nato a Palermo trent’anni fa, la sua infanzia calcistica trascorre vicino casa, a Bagheria. A 18 anni viene acquistato dalla Juventus che lo inserisce nella sua rosa Primavera. La trafila giovanile si conclude con l’agognato esordio in prima squadra, che però resta un episodio più unico che raro visto che nell’estate del ’98 passa alla Reggina a titolo definitivo, con quella sola presenza all’attivo in bianconero. Da lì inizia un lungo giro, che lo riporterà dopo ben otto anni alla casa madre amaranto. Prima il Crotone, in C1, dove disputa il suo primo campionato da titolare seguito da altre tre stagioni a buoni livelli. A Crotone arrivano anche le prime esperienze di cadetteria, prima di passare all’Ascoli nel 2002, dove c’è un piccolo ma decisivo salto di qualità. Non più lotta per la salvezza ma una tranquilla serie B da metà classifica, un campionato di ottima qualità che attira su di lui gli occhi del Messina, che nell’anno successivo disputa una stagione da sballo, con Aronica a dire la sua nella straordinaria promozione dei peloritani. E’ un altro piccolo step verso il calcio che conta, altro risultato conquistato sul campo. Ed arriva quindi la prima serie A da titolare, sempre in giallorosso, due anni ricchi di soddisfazioni che gli valgono il già citato ritorno a Reggio. Sulla panchina c’è un certo Mazzarri, e l’anno di grazia è il 2006. La Reggina parte con ben 15 punti di penalizzazione e a fine campionato si trova miracolosamente salva, e Aronica è uno dei leader di quel gruppo straordinario che è entrato nella storia del calcio reggino. Infine, lo scorso anno, altra stagione di lotta e sofferenza terminata con l’ennesima sudata salvezza dei calabresi. Adesso il trasferimento agli ordini di Reja, dove Salvatore dovrà mettere a disposizione tutta la sua esperienza e tutta la sua vis pugnandi.

E nell’ipotetico scacchiere del mister azzurro Aronica andrà a giocarsi il posto con Contini, come centrale di sinistra, nella zona che fu presidiata da Domizzi; all’occorrenza però potrebbe anche sostituire uno degli altri titolari, in quanto preferisce il lato sinistro ma si disimpegna egregiamente anche dall’altro lato. Forse Marino ha preferito acquistare un giocatore dello stesso livello di Contini per dare ancora fiducia a Matteo, che ha dimostrato nella scorsa stagione di meritare almeno una chance per giocarsi il posto a all’esordio in campionato si è subito dimostrato pronto con una prestazione da migliore in campo. L’ex reggino ha più o meno le stesse caratteristiche del difensore lombardo: non altissimo ma di stazza poderosa, abile nel gioco aereo ma competitivo anche nello stacco breve, ha forse meno confidenza col gol rispetto al numero 96 partenopeo. Un calciatore comunque di buon livello, un mestierante esperto per affrontare con umiltà e spirito di sacrificio una stagione impegnativa su tre fronti come quella che sta per iniziare. Saranno quindi  quattro gli anni che il difensore palermitano passerà sotto il Vesuvio, il cartellino è costato 2.7 milioni di euro.

  

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