ADESSO IL SALTO DI QUALITA’ PER NON VIVERE SEMPRE DI RIMPIANTI

Doveva essere la festa della Sampdoria e così è stato. Il Napoli ha comunque fatto il proprio dovere giocando con orgoglio e dignità. Gli azzurri, nonostante le tante assenze, hanno fatto la loro onesta partita. Vedendo questa Sampdoria che va in Champions, però, non possono che aumentare i rimpianti. Il sesto posto, che vale l’accesso diretto all’Europa League, è comunque una grande conquista per la banda Mazzarri, se si ricordano i 7 punti in 7 gare con Donadoni. Ma la squadra di Del Neri era davvero così superiore rispetto a quella partenopea? Con i se e con i ma non si va da nessuna parte: si può recriminare per i mancati interventi durante il mercato di riparazione, per qualche arbitraggio sfavorevole o anche contro la sfortuna. Sta di fatto che il Napoli se ne va felice e contento a giocarsi quella che è la ex coppa Uefa.

Da domani comincia il difficile. L’anno prossimo gli azzurri lotteranno su tre fronti (campionato, Europa League e coppa Italia, ndr) e non sono ammesse figuracce. L’esperienza dell’Intertoto, del resto, è ancora recente. Per essere competitivi per tutto l’arco della stagione c’è bisogno di una rosa ampia e competitiva. La base è buona. Mazzarri ha plasmato un bel gruppo che sa giocare al calcio. Un intervento di spessore per reparto e poi ricambi degni dei titolari, questa la lista della spesa nelle mani di Bigon. Di nomi nelle ultime settimane se ne sono fatti tanti, forse troppi. Situazione che serve solo ad alimentare il perverso gioco dei procuratori che, con le loro dichiarazioni agli organi di stampa, influenzano i prezzi di mercato. Al di là di chi verrà acquistato, l’importante è che siano giocatori scelti dall’allenatore. Il polso della situazione ce l’ha solo Mazzarri. Lui sa, o almeno si spera, come vuole giocare il prossimo anno.

Una menzione particolare per il presidente. La sua rivoluzione d’ottobre è stata l’intuizione geniale che ha permesso al Napoli di ritornare in Europa. Adesso, però, non deve commettere l’errore di sentirsi un esperto di calcio. De Laurentiis sta imparando in fretta ma ha bisogno ancora di gente competente che lo possa consigliare al meglio. Mazzarri e Bigon non bastano. C’è bisogno di ampliare l’organigramma societario cominciando dall’ingaggio di un direttore generale. Il patron in questi anni ha programmato con serietà raggiungendo traguardi importanti. Il tempo degli investimenti, però, non è finito. Come ricordava uno striscione al San Paolo in occasione della partita contro l’Atalanta, adesso va fatto il salto di qualità. Il secondo quinquennio dell’era De Laurentiis è appena cominciato. Per il Napoli è l’occasione per scrivere una nuova favola. Speriamo ancora più bella di quella dell’87.

Translate »