A.A.A. CERCASI VICE-CAVANI (NON SOLO PER PECHINO)
Siamo contenti per lui, se non addirittura orgogliosi, e non potrebbe essere altrimenti: andrà a Londra, e con lui Gargano, a tenere alto l’onore del suo Uruguay (e anche un po’ del Napoli, massì!) nella manifestazione sportiva più bella, più sentita, più nobile, fors’anche più prestigiosa e importante di un Mondiale di Calcio o di una Champions, con la speranza, chissà, di trascinare la Celeste verso un oro olimpico che ormai manca dal lontano 1928. Tutto bene, benissimo. Se non fosse che, partendo alla volta della City, Edinson Cavani lascia agli azzurri le spalle scoperte per il carrozzone della Supercoppa Italiana, e non per colpa sua, ma semplicemente perché una certa persona (non facciamo nomi, per carità…), oltreché piegare la testa dinanzi alle richieste pretestuose dei suoi omologhi, forse non ha ancora abbastanza influenza per trattare da pari a pari con chi governa il football nostrano in modo da aiutarlo ad attuare una più equa calendarizzazione degli eventi cruciali. Così agendo, sarebbe stato possibile spostare la data della finale con la Juventus di una settimana, meglio ancora di due, anche a costo di posticipare ai primi di Settembre l’inizio del massimo campionato, e pazienza se quest’ultimo terminava il 26 Maggio del 2013 e non più il 19 corrente mese: avremmo avuto il Matador pronto alla stoccata, invece nel Nido d’Uccello di Pechino ci saranno solo i suoi banderilleros…
E qui sorge il dilemma. Un dilemma che definire amletico potrebbe risultare eccessivo ma che non può far dormire sonni tranquilli, sia per la mega-trasferta cinese sia, globalmente, in vista della prossima, importantissima stagione azzurra. Più che il singolare, tuttavia, sarebbe più opportuno utilizzare il plurale e parlare di dilemmi: viene da chiedersi, dunque, se Pandev, Vargas e Insigne possono abbattere di nuovo la Signora senza Cavani e privi di qualcuno che ne faccia efficacemente le veci; se quei tre da soli sono in grado di cavarsela nell’arco dell’intera annata qualora questo qualcuno non arrivasse; se Pandev ha le caratteristiche per poter fare la prima punta ed essere l’unico sostituto dell’uruguagio quando questi marca visita; o se, al contrario, occorre giocoforza rimpolpare il reparto avanzato con l’acquisto di un attaccante centrale che accetti suo malgrado di interpretare il ruolo di vice-Cavani e che al tempo stesso si faccia trovare pronto al combattimento quando gli viene concessa una chance. Rispondere a questi interrogativi non è difficile, ti viene anzi spontaneo e perfino logico. Soltanto con quei tre il Napoli non può andare né a Pechino né da nessun’altra parte. Sarebbe da stolti e da pazzoidi asserire che il cileno e il frattese abbiano le caratteristiche fisiche, tecniche e qualitative per poter giocare da prima punta, e non s’azzardi Mazzarri a usarli come cavie nello stesso esperimento condotto su Lavezzi! Pandev, forse, potrebbe risultare più utile in tal senso: ha sempre giocato come seconda punta, eppure dell’ariete da area di rigore ha la stazza, l’incedere, le movenze e, soprattutto, l’abilità nel far salire la squadra, una caratteristica che nel macedone abbiamo avuto modo di ammirare specie nel secondo scorcio di stagione. Tuttavia, aldilà della sfida-bis con la Juventus, pensate a quel che accadrebbe in una singola partita se Pandev giocasse al posto di Cavani come prima punta e con Insigne (o Vargas, o il tanto famoso “erede del Pocho” ancora non ben individuato) al suo fianco; a un certo punto il buon Goran si infiacchirebbe e sarebbe necessario sostituirlo: ma con chi? Con l’uruguagio, se partisse dalla panchina. Ma se così non fosse, che fai? Ti affidi solamente alle seconde punte e alleggerisci l’attacco, con il rischio di trovare la via chiusa a doppia mandata dalle muraglie della difesa avversaria fino al fischio finale?
Tutte queste eventualità non devono capitare, tutte queste ipotesi contorte e complicate non dobbiamo nemmeno pensarle. Serve un vice-Cavani, punto e basta. Bigon e soci, già di per sé molto incerti e pigri in questo primo mese di calciomercato, devono muoversi in tal senso immediatamente, ma non freneticamente, perché le soluzioni per ovviare al problema ci sono. Fino all’altrieri un pensierino su Olivier Giroud del Montpellier, per esempio, lo si poteva fare, ma l’Arsenal l’ha soffiato alla concorrenza e, inoltre, non è mica detto che nel nostro campionato, malato di tatticismo, avrebbe fatto fortuna un attaccante proveniente dalla raffinata école transalpina, lo stesso rischio che correrebbe l’ivoriano del CSKA di Mosca Seydou Doumbia, anch’egli per nulla avvezzo alle difficoltà e alle insidie del calcio italiano, abituato com’è solo alla J-League nipponica, alla Svizzera e, appunto alla Russia, sebbene sia dotato di un’eccezionale velocità, di un ottimo dribbling e di una buona tecnica. Sarebbe altrettanto azzardato puntare su José Paolo Guerrero, peruviano dell’Amburgo, detto ‘El Bárbaro’, bravo a far salire la squadra tenendo palla, ma meno eccezionale in quanto a velocità, prolificità realizzativa, tenuta muscolare (ha avuto frequenti problemi al ginocchio) e, soprattutto, temperamento, dacché lo scorso anno si è reso protagonista di un fallaccio terribile su Ulreich, portiere dello Stoccarda, che gli è costato 8 giornate di squalifica. Più in prospettiva che non nell’immediato, per la loro giovane età e per la loro provenienza da scuole calcistiche differenti dall’italiana, sono da seguire Ricky van Wolfswinkel (vedi ‘Focus Player’ realizzato dal nostro Umberto Tessier), olandese 23enne in forza allo Sporting Lisbona, e John Guidetti, classe 1992, svedese di chiare origini italiane, militante nel Feyenoord ma di proprietà del Manchester City; si tratta di giocatori dalle qualità interessanti, non discostanti da quel prototipo del centravanti moderno di cui Cavani è uno dei migliori esempi. Tenerli a vista, dunque, ma non per il presente, quel presente in cui uno che andrebbe sicuramente alla grande per intrepretare la parte del vice-Matador non può che essere Maxi López. ‘Gallina de oro’ è tornato a Catania dopo l’esperienza un po’ opaca al Milan, eppure è quasi sicuro, come ha sottolineato il suo procuratore Andrea D’Amico, che non rimarrà in Sicilia: lo hanno accostato a Fiorentina e Parma, si è parlato per lui anche del Torino, ma l’ipotesi-Napoli è molto allettante, poiché lo stesso attaccante ha confessato di gradire l’eventualità di vestire l’azzurro. Ad avallare la felice idea che approdi in riva al Golfo sono le sue note caratteristiche: forte fisicamente, bravo dal punto di vista tecnico e soprattutto di testa, freddo e cinico sotto porta, abile nell’aprire spazi per i compagni di reparto, sempre utile specialmente quanto entra a partita in corso, capace di acclimatarsi nel calcio di casa nostra dopo due soli anni. Uno come lui non si può trascurarlo, uno come lui potrebbe costituire un’alternativa più che valida a Cavani, in particolar modo in Europa League, ove avrebbe la possibilità di ritagliarsi un ruolo addirittura da prim’attore, da ‘titolarissimo di coppa’ se si può coniare tale appellativo. Seguiamolo, dunque, non lasciamocelo sfuggire, potrebbe essere la sorpresa del Napoli 2012/13. Sempreché, ovviamente, gli si conceda la chance di giocare. Vero, mister?
