A VOI LE RESPONSABILITA’ !

Numericamente il Napoli non avrebbe dovuto fare granché sul mercato di riparazione se non piazzare i classici esuberi, ma qualitativamente e l'attuale situazione in classifica pretendevano ritocchi concreti e sicuri. Niente di tutto questo. Napoli immobile sul mercato e scatenatosi solo nelle prime battute piazzando il colpo Edu Vargas dal Cile per 11 milioni di euro. Seconda punta valida per il futuro, non certo per il presente, poi solo cessioni come Rinaudo e Mascara al Novara, Santana al fotofinish al Cesena. Nulla più escludendo i due acquisti per il settore giovanile. Niente Candreva che va alla Lazio e niente Muntari che si accasa al Milan. Giudizio finale? Bisogna arrivarci solo dopo le giuste considerazioni.Non servivano. Come già detto anticipatamente, il Napoli può contare su un gruppo che numericamente risponde alle proprie esigenze: De Sanctis, Rosati, Colombo; Campagnaro, Fernandez, Cannavaro, Aronica, Britos, Fideleff, Grava; Donadel, Gargano, Inler, Dzemaili, Maggio, Dossena, Zuniga (doppio ruolo), Lavezzi, Cavani, Hamsik, Vargas, Pandev, Lucarelli. Tutti i ruoli sono settati e tarati da tempo, pertanto non c'erano grosse esigenze nel cambiare e scambiare uomini stile figurine per completare l'album. Oltretutto, il tecnico ha da sempre messo in chiamo il numero massimo richiesto evitando eccessivi carichi di uomini in allenamento e, ancora, l'esigenza di mantenere uno zoccolo duro, un gruppo di base su cui elevare attraverso l'affiatamento il Napoli del futuro.

Servivano come il pane. Naturalmente tutte queste indicazioni non vanno piazzate nel dimenticatoio, ma tante volte, in questo sport, la carta canta solo a metà e l'esigenza creatasi nel momento specifico apre a nuovi scenari impossibili da ignorare premettendo che, in questo mese, è assolutamente impossibile trattare uomini di prima fascia, bisognava eventualmente piazzare qualche prestito utile fino a fine stagione. In difesa: esigeva un nuovo elemento in quanto Fideleff ha già dimostrato le proprie qualità, minime, e Grava non sembra godere della considerazione dello scorso anno. Britos arriva da un infortunio di cinque mesi mentre il trio titolare (Cannavaro, Campagnaro, Aronica) non può sorreggere impegni ravvicinati e piuttosto pesanti sotto l'aspetto psicofisico. Il centrocampo: saranno motivi tattici o di ambientamento, ma Inler non è certamente quello ammirato ad Udine, Gargano è si rinsalito ma sarebbe un suicidio pretenderlo al massimo nel folto calendario, Dzemaili sembra valere la metà di quanto pagato a Giugno mentre Donadel non ha tutta questa voglia di restare a Napoli. Sarebbe stato più che utile un nuovo volto in mediana per creare equilibrio tra minutaggio e ambientamento escludendo chi effettivamente non sente sua questa maglia. L'attacco: in avanti, forse, davvero non c'era grande bisogno di ritoccare. L'unica speranza è che il pesce fuor d'acqua, Vargas, rientri immediatamente in apnea visto che all'amo sembra esserci finito proprio il pesce più grosso, Mazzarri, ormai in balia della confusione.

Le altre. Non è che le altre abbiano fatto sfracelli, ma solo grande fumo. Come spesso accade, il Milan mobilita l'intera macchina mediatica per compiere affari sensazionali a costo zero, manco fossero simpatici e belli più degli altri. Alla fine, Tevez è rimasto in Inghilterra e il rossonero spetta a Maxi Lopez; la Juventus ha continuato a spendere facendo rabbrividire il bilancio (un tempo esisteva la Covisoc, ma forse a Torino non più!). L'Inter ha sistemato il centrocampo con Palombo e Guarin, ma perde Motta finito al PSG. Insomma, se il Napoli piange le altre certamente non ridono nonostante i contesti completamente diversi.

Una certezza c'è: le responsabilità, adesso, bisogna prenderle tutte evitando di creare i soliti alibi (arbitri, episodi, stipendi…). Tutti avranno ciò che spetta, società e soprattutto il tecnico intestarditosi nel volere un numero ben preciso con tre competizioni. Anche per lui, le somme, rischiano di finire drammaticamente in rosso!

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