IL RE DI COPPE
Il Re di Coppe colpisce ancora. Se ne ha vinte otto in giro per il mondo, un motivo ci sarà. E lo ha ricordato all’Italia con un capolavoro tattico che ha regalato al Napoli un’altra finale di Coppa nazionale, stavolta al primo tentativo di un nuovo ciclo. La seconda forza del campionato viene eliminata dopo aver schierato i migliori, perché Rafa ha demolito le certezze di Garcia tenendo fede alle proprie. Con le stesse, nel doppio confronto ha segnato cinque gol “legali” contro uno in fuorigioco ed un tiro da distanza indefinita: se lui ha vinto tutto e monsieur Garcia va à la maison, un motivo ci sarà e si è visto in un 180 minuti tete à tete, quando gli episodi lasciano spazio ai valori veri.
E’ stata la vittoria della tattica ma anche della pazienza. Doveva rimontare ma non ha avuto fretta di vincerla, Rafa, che ha colpito al momento giusto per stanare il nemico. L’inzuccata di Callejon è stata il segnale, l’inferno lo hanno scatenato Higuain e Jorginho, sotto gli occhi del divino del calcio mondiale che ha avuto giusto il tempo di venire, vedere e vincere. Maradona ha esultato mangiandosi la telecamera, come quando era lui a scatenare l’entusiasmo altrui. Ha portato quel pizzico di magia spingendo al gol un suo pupillo e propiziando con un fluido magico la rete che ha chiuso la partita, con mezz’ora finale di palleggio sopraffino senza correre alcun rischio.
In due notti magiche il Napoli ha regalato calcio vero e si è ripreso il San Paolo, adesso tutti torneranno sul carro. Quanti, dopo due pareggi ed una brutta sconfitta, erano scesi? Roma non si è costruita in un giorno, un progetto vincente non può esplodere in pochi mesi. Benitez è l’emblema di come si vince: equilibrio e pazienza, in campo e fuori. Tutti dovrebbero andare a cena non Rafa: l’allenatore trasmette eleganza, esperienza e serenità con uno sguardo, e sta plasmando un gruppo che con il recupero degli infortunati ed i nuovi innesti migliora sempre, anche nella chiacchierata fase difensiva. Con un altro mercato come quello di giugno si potrà pensare in grandissimo.
Nel frattempo, Napoli mette in archivio un’altra finale. Resta in corsa su tre fronti, ma per la sfida spettacolo con la Fiorentina del napoletano Montella c’è ancora tempo. Prima c’è il campionato, con un secondo posto da inseguire ed un terzo da consolidare, e poi c’è l’Europa League. Il Re di Coppe è pronto a lanciare un’altra sfida, come quella che portò il Chelsea al trionfo nello scetticismo generale. Quando veste l’abito da sera, questa squadra è capace di tutto. Il prossimo step sarà quello di esprimersi al meglio anche quando è in pigiama o in tuta. Perché la notte è fatta per amare e per sognare, ma il campionato si vince soprattutto in provincia. Sin prisa, sin pausa …
