CAPITAN PRECARIO, ATTO II

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Vi ricordate? Ne parlammo gia' a fine Maggio, quando, a campionato appena concluso, ci s'interrogava sul futuro di Paolo Cannavaro. Lui, il piu' sicuro di non perdere il posto, tra i prediletti della ristretta elite di "titolarissimi" fabbricata da Mazzarri, ritrovatosi a rischio esubero e senza piu' certezze dalla sera alla mattina. E per diversi motivi. In primis l'assurda situazione contrattuale, con riduzione dell'ingaggio in caso di mancanza di un certo numero di presenze. E poi, l'arrivo al posto dell'umile Walter di un allenatore che avrebbe mandato in soffitta quella maledetta difesa a tre, in cui il Capitano sguazzava che era un piacere; la presenza di colleghi (i vecchi, si badi) che, adatti a un quartetto arretrato, gli avrebbero soffiato il posto; il ritorno di Fernandez; l'arrivo di nuova linfa (ridottasi per ora al solo Albiol, ahinoi!). Il tutto a consegnargli l'edificante titolo di "Capitan Precario" da noi coniato, il quale ci sembrava appropriato al caso, in maniera nuda e cruda seppur ironica.
Ebbene, a distanza di tre mesi ci vediamo costretti a riproporre quella denominazione, visto che sul fronte non e' successo nulla di nuovo e positivo. Anzi, la situazione si e' resa piu' grave. L'entourage del ragazzo della Loggetta bussa a danari da tempo immemore, pur non dichiarandosi frettoloso nella conclusione della questione-rinnovo. Ma dalla dirigenza azzurra non sono giunte risposte, il che alla lunga potrebbe (com'e' logico) provocare malumore e stizza tra i procuratori, nonostante i loro segnali di disgelo. Tutto cio' rischia di compromettere in maniera fatale la vicenda, ancor peggio, se possibile, di quanto gia' avvenne tre anni fa fra De Laurentiis e il Cannavaro's Clan. Ovviamente non sono solo le beghe contrattuali ad appesantire l'evolversi degli eventi. Benitez, meritocratico sincero, e' un allenatore abituato ad affidarsi a 22 giocatori piuttosto che a 13-14 ( Dzemaili dixit) e, soprattutto, vuole che nel suo reparto difensivo vi siano uomini con notevole esperienza a livello internazionale, pronti a tenere testa in Champions ai top player di mezza Europa, Cavani compreso. Dunque, non sempre Cannavaro reciterebbe il ruolo del prim'attore nella difesa azzurra, dovendosi talvolta adattare a fare la comparsa. E cio', benche' rientri nei crismi del calcio di oggi, potrebbe deprimerlo, dopo 7 stagioni ininterrotte da pietra miliare del Napoli. 7 stagioni durante le quali, come piu' volte abbiamo affermato, la sua onesta parte l'ha fatta. Nessun rancore per qualche evitabile papera, anche se gli errori non si dimenticano, specie quelli costati punti di troppo in classifica.
E allora, quale sara' il destino del Capitano? Rimarra' in azzurro a bagnomaria, in condizioni estremamente difficili, oppure si optera' per la soluzione, non proprio indolore, di cederlo? In merito a questa seconda ipotesi, non la si puo' ritenere irreale, soprattutto alla luce delle voci che in queste settimane hanno dato il giocatore vicino a club come Zenit San Pietroburgo e Manchester City, mica il Novosibirsk o il Charlton. Tuttavia, cederlo a quattro giorni dall'inizio del campionato sarebbe un autentico suicidio, considerando inoltre che sul mercato, Albiol a parte, la dirigenza si sta facendo trovare impreparata e poco elastica nel trattare quei difensori di respiro europeo (Skrtel), o comunque tra i migliori italiani (Astori), richiesti da Benitez. La stessa dirigenza che s'impunta nelle telenovelas contrattuali, creando i casi Zuniga (ancora irrisolto, e chissa' anche li' che succedera'…) e Campagnaro, identici in tutto e per tutto a quello riguardante Cannavaro. Il quale almeno per ora rimarra' certamente in Riva al Golfo. Ma fino a quando? Fino a fine carriera, come voluto da lui stesso? O fino al 2015, secondo contratto, dopo che per altri due anni si sara' continuato a vivacchiare tra arrabbiature degli agenti e assurdi diktat presidenziali? O tra cinque mesi, quando la societa' gli dara' il benservito opportunisticamente, dopo aver preso un nuovo difensore? Incertezza assoluta, ancora una volta. Incertezza mista a quell'inutile autoritarismo per cui il Napoli getta alle ortiche i suoi elementi migliori. O perlomeno i piu' rappresentativi, proprio come il Capitano sempre piu' Precario.

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