PATETICI!
Forti, troppo forti. Invincibili con gambe d'acciaio e piedi fatati. Loro possono vincere tutto, Campionato, Champions e Coppa Italia, ogni cosa è alla portata perchè arrivano da un altro pianeta. Il tecnico ha chiesto Cavani e la società è pronta a sborsare i milioni. Lì, Cavani ci starebbe benissimo perchè sarebbe a suo agio un extraterrestre con tanti alieni. Certo come no, campioni in campo e fuori. Campioni di stile e intelligenza. Campioni nel tempo e nella storia, indissolubili, inarrivabili.
Bene, adesso basta con le favole. Prendiamo il telecomando e spegniamo la Tv, chiudiamo i libri delle barzellette e guardiamo il mondo come gira. E cosa ti ritrovi? Ti ritrovi che anche le pulci hanno la tosse e gli acari soffrono d'allergia, ti ritrovi che i professori di sociologia ed educazione civica, dopo una vita professionale alle spalle di tutto fallimento, tacciono oppure aprono la bocca per sibilare qualcosa d'incomprensibile. Ti ritrovi il Sud che tallona il Nord a tal punto da farlo impazzire e un ciuccio che vola per il più classico del paradosso.
La realtà, quella vista, analizzata e ragionata, si presenta ben più differente da quella venduta da pennaioli e microfonai da strapazzo messi lì per mantener fede alla concezione tutta italiana per la tutela dei propri interessi.
Gennaio, giorno 26, anno 2013. C'è il campionato di Serie A. La capolista, Juventus, aspetta il modesto Genoa; le inseguitrici, Lazio e Napoli, sfidano il Chievo in casa e il Parma al Tardini. Tutto lascia pensare che la gerarchia suprema, e costruita ad arte, possa riprendere il normale corso: la Juventus vince e allunga, la Lazio insegue e si tiene il secondo posto, il Napoli, quella del Sud, terzo e distaccato aspettando la resurrezione di una tra Milan e Inter per cedergli il posto dell'Europa principale. Richiudiamo il libro delle favolette che adesso cominciano davvero a diventare stancanti: la realtà parla di una Lazio che crolla in casa, una Juventus che pareggia e un Napoli che vince lì dove nessuno era riuscito a vincere in sedici partite. Ma tutto il disgustoso sguazzo succede a Torino, al triplice fischio. La gara termina con il risultato di 1 a 1 e la Juventus squadra si scaglia contro il direttore di gara. Arriva come un treno anche Antonio Conte, allenatore della Juventus, che protesta vivamente, tanto da far temere per la sua salute, in virtù di due rigori non assegnati alla propria squadra. No, non il fallo di mano volontario di Vucinic, quel rigore non è neanche previsto dal regolamento, ma quello presunto di Granqvist che prima rinvia male, poi è costretto a vedere la palla schizzargli sul braccio. Apriti cielo! Una furia scatenata, Conte non sta più tra i capelli, pardon, nei propri panni e sbraita a più non posso puntando il dito in faccia all'arbitro e a chiunque arrivasse dalle proprie parti. E' sicuro, Antonio Conte, non può dimenticare quel fallo non fischiato, come capitò davanti a Guariniello a fine anni '90 e davanti a Palazzi quasi un anno fa. Vergogna, la parola che risuona, ma non per il fallo di mano di Vucinic, nossignore, ma sempre per quello presunto di Granqvist. Una sorta di lesa maestà che da il via al piagnisterio solito iniziato con la paranoia della terza stella per finirla chissà quando. In campo, diventato una valle di lacrime, c'è grande confusione, una bagarre inaudita e quasi all'imbocco del tunnel che porta agli spogliatoi c'è una presenza strana. Non porta abiti da calcio, ma veste da civile e subito gli occhi si sgranano: quello è Giorgio Chiellini, ma ha il dono dell'ambiguità? E' un sosia? Un gemello? Cosa ci fa lì se fino a due minuti fa era seduto in tribuna? Ecco, le regole dicono che calciatori non inseriti in distinta non possono trovarsi in panchina, e quello è arrivato addirittura in campo! Un po' come a Catania quando Pepe partì come un razzo per protestare su un fuorigioco che lui, più di tutti, non avrebbe mai potuto vedere! Il pezzo forte, però, arriva qualche minuto più tardi quando i microfoni si accendono e le telecamere iniziano a riprendere: Giuseppe Marotta, Dg della Juventus, quello che in occasione di Juventus-Inter sbeffeggiò Stramaccioni per il suo atteggiamento tattico per poi non presentarsi alle Tv per commentare le tre pere portate a casa? Esatto, proprio lui, arriva col suo fare arrogante da burattino che sogna di diventare un bambino e inizia la sua personalissima performance scagliandosi contro i designatori per la scelta dell'arbitro Guida, nativo di Pompei e della sezione di Torre Annunziata, insomma di Napoli, diretta concorrente e quindi, si potrebbe facilmente intuire, in malafede. Per Marotta il problema è territoriale, pertanto non si può affidare ad una persona nata nella città concorrente, eppure questo discorso da l'impressione di uno che rammenta attenzione nel non pestarla e puntualmente la pesta lui stesso! Se questo discorso fosse anche solo minimamente logico, allora perchè la Juventus ha schierato Fabio Quagliarella attaccante nativo di Castellammare di Stabia, napoletano e tifoso del Napoli? Oddio! Anche il Parma è scorretto schierando Antonio Mirante sempre di Castellammare di Stabia e quindi di Napoli!
Tra cavolate stratosferiche e visionarie, si trova anche il tempo di rispolverare Pechino quando loro, la Juventus, si riempì la bocca di cultura per sottolineare la brutta figura fatta dal Napoli per la mancata premiazione. Già, intanto ci dovrebbero spiegare dov'è Pavel Nedved e perchè non parla alle Tv. Ci dovrebbero spiegare come mai, questi signori del buon gusto, non sentono i cori dei loro tifosi inneggianti il Vesuvio, tanto per testimoniare come lo Juventus Stadium sia un gioiello dell'innovazione costruito in mezzo a barbari primitivi, e ci dovrebbero spiegare come mai uno dei loro preparatori atletici sia Julio Tous, al tempo preparatore del tennista Rafa Nadal, esperto di potenziamento muscolare che nel 2010 curò i vari infortuni dello spagnolo grazie alla PRT che consisteva nella re-iniezione del sangue precedentemente estratto arricchito con proteine e piastrine. Invece di parlare della provenienza dell'arbitro, perchè non ci parlano come hanno raggiunto un potenziatore muscolare proveniente dalla "cantera" di Eufemanio Fuentes? E questi sono solo alcuni dei chiarimenti richiesti dall'intero calcio italiano, altro che le patetiche uscite su un rigore dato o meno….
