NAPOLI – UDINESE: QUELLO CHE CONTA E’…

Inutile spendere troppe parole. A volte ciò che non piace viene messo da parte, etichettato, screditato e reso inverosimile. Un po' tutti, però, la realtà l'hanno compresa, individuata, e sotto sotto anche accettata e condivisa. Quando il gioco non vale la candela, meglio pensare ad altro, a quelle soddisfazioni primarie che potrebbero moltiplicarsi quasi di conseguenza. Poche parole, meglio i fatti, perchè questo Napoli sembra un Boeing 747 costretto ad aggiornare il proprio altimetro troppo frequentemente: ora vola troppo in alto, ora sotto il limite. Non c'è una quota di base all'ombra del Vesuvio, qui o è tutto o è niente e chi se ne frega se in passato è stata versata qualche lacrima di troppo per un dolore nell'anima. Questo Napoli ha le idee chiare, costi quel che costi, ma almeno ci proverà fino alla fine per ciò che conta e domani, chissà, proverà anche per il placebo di turno.Inutile scendere sotto il limite dell'onestà intellettuale e fare una zuppa di barbabietola, così come sarebbe ingiusto creare un sauté generale dopo una gara di gusto. Qualcuno, ogni tanto, pensa anche a fermarsi, gustare il piatto, assaporarlo fino alla fine prima di esprimere un giudizio. Sarebbe un passo di forte maturità pensando un po' di più a ciò che il contorno, o se vogliamo il gruppo seduto allo stesso tavolo, mette sale a non finire per i propri gusti sbeffeggiando tutti con l'arroganza di chi sa benissimo di avere colpe, e anche grosse, ma si limita ad un momentaneo colpo di Alzheimer perchè così, tutto sommato, la si fa franca ancora una volta, quattordici anni dopo, allo stesso modo, mentre altri gustano un piatto raffreddato da commenti insulsi e fuori luogo invece di rispedire in cucina una minestra riscaldata, bianca e nera, senza sapore e senza dignità! 

Udinese. Rispetto al Napoli, Francesco Guidolin dovrà cercare di ricaricare il proprio gruppo a tempo di record. A Liverpool, infatti, sono scesi quasi tutti i titolari e nel capoluogo campano le batterie segnano la lancetta sul colore rosso. Solito 3-5-2 difensivo e di contropiede basato sulle giocate dei singoli e sulla buona veni di Antonio Di Natale, sempre pericoloso e scattante. Mediana muscolare, ma lenta con un pizzico di imprevedibilità grazie a Lazzari pronto ad inserimenti centrali e a fari spenti; gli esterni penseranno più a difendere che a spingere e solo sul settore mancino con Pasquale o Armero si potrebbe provare qualche scorribanda. Occhio ai calci da fermo visto la buona contraerea a disposizione dell'Udinese.

Indisponibili. Basta, Muriel

Formazione (3-5-2) Brkic (1); Benatia (17), Danilo (5), Domizzi (11); Faraoni (6), Allan (3), Pinzi (66), Lazzari (21), Pasquale (26); Di Natale (10), Renegie (13)     All. Francesco Guidolin

Ballottaggi. Allan 70% – Badu 30%; Faraoni 70% – Fabbrini 30%

Napoli. Grazie per l'impegno, ora guardate come si fa. Sembra essere questo il carovaccio partenopeo dopo la caduta di Eindhoven. Tornano i titolarissimi, belli che riposati, per il 3-5-1-1 di contropiede veloce, largo e sorretto dalla difesa. Gamberini dovrebbe ritrovare spazio sul settore mancino della difesa con Fernandez al posto dello squalificato Cannavaro per una staffetta con Aronica. Molto potrebbe arrivare da Maggio sul settore destro mentre Hamsik potrebbe trovare qualche difficoltà avendo dalle sue parti ben due mediani di copertura come Pinzi e Allan (o Badu).

Indisponibili. Britos; Cannavaro (squalificato)

Formazione (3-5-1-1) De Sanctis (1); Campagnaro (14), Fernandez (21), Gamberini (55); Maggio (11), Behrami (85), Inler (88), Hamsik (17); Zuniga (18); Pandev (19); Cavani (7)     All. Walter Mazzarri 

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