GRAVA E NAPOLI: CHE SI FA?

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Dalle stelle alle stalle. O quantomeno all’anonimato. Il passo è breve, e qualche volta può essere, perché no, anche involontario. Eh si, può capitare che ci si trovi dalla prima alla seconda situazione senza avere colpa. Senza aver avuto la possibilità di confermarsi, di rimettersi in gioco per dare anche questa volta il proprio, validissimo, contributo. Ancor più strano se si pensa che nell’anonimato il destino può farti vincere anche il primo trofeo della carriera, che tra musi lunghi ed opportunità negate ti permetta perfino di calcare i campi della Champions senza lasciare traccia alcuna, buona o meno buona. Il ritratto ormai sbiadito di un eroe, di un condottiero che si è donato anima e corpo ad una causa, quella azzurra, che dal canto suo sembra essersi divertita, in maniera anche un po’ perversa, nel regalargli alti e bassi senza riuscire tuttavia mai ad abbatterlo del tutto. E’ così Gianluca Grava agli occhi dei suoi tifosi: un ragazzo tutto corsa e dedizione, sacrificio e zelo. Uno quasi d’altri tempi, che ha senza dubbio dato più di quanto abbia ricevuto. Con Reja prima, quando da pedina indispensabile in C e B,  con la promozione nella massima serie finì inspiegabilmente nel dimenticatoio, come un giocattolo vecchio non più adatto al bambino scresciuto. Con Donadoni le cose non sembravano dover cambiare, aprendo le porte di un sofferto addio. Ma ecco l’ennesima sorpresa, con l’altalena della vita (e dello sport) che torna al punto di partenza. Nuove chance, nuova linfa. Tuttavia la storia si sarebbe presto ripetuta. Ciclica e spietata…

MAZZARRI 1 – La fase dei prodigi, quella dell’abracadabra che ha permesso al tecnico di San Vincenzo, allora privo di qualsiasi pregiudizio e paletto mentale, di rispolverare alla grande una serie di giocatori, riuscendo a tirar fuori il meglio da ognuno. Il Napoli dei miracoli, quello in cui anche Gianluca Grava ha sempre detto alla grande “presente!”. Un marcatore quasi ossessivo, mordente, che ha fatto perdere le staffe a più di qualche campionissimo strapagato della Serie A. Il culmine, quel Napoli-Lecce 0-1 dello scorso anno: dopo l’ennesima prestazione stratosferica, Gravatar toglie letteralmente fuori un pallone dalla porta azzurra. Sul capovolgimento di fronte, negli ultimi minuti, il gol vittoria di Cavani. Sembrava dover essere una sinergia senza fine, o perlomeno destinata a durare ancora tanto. Non certo pronta ad interrompersi in una fredda serata di gennaio…

MAZZARRI 2 – La fase dei “titolarissimi”. Quella in cui le idee che avevano portato a cotanti risultati sono state troppo frettolosamente messe da parte, così come lo è stato anche Gianluca Grava. E’ vero, non bisogna dimenticare il grave infortunio. Quella sfortunatissima sfida contro la Fiorentina del 15 gennaio 2011, che costò al ragazzo di Caserta una lesione al crociato anteriore. Ma dopo la sciagura c’è stata anche la ripresa, che però sembra esser maturata lontano dagli occhi di Mazzarri,  ormai chiuso e dominato dal suo stesso pensiero. E così Grava è stata solo l’ennesima vittima (assieme a Fernandez, Britos, Vargas; ma anche Sosa, Cigarini, Ruiz…) di quella idea un po’ troppo azzardata di basarsi esclusivamente su una sorta di 11+3 (i cosiddetti “titolarissimi” appunto, con l’aggiunta di Zuniga, Dzemaili e Pandev) che ha letteralmente tagliato fuori giovani e meno giovani di belle o consolidate speranze.

IL FUTURO – Quale sarà allora quello di Gianluca Grava? Non c’è dubbio che il desiderio sia quello di strappare alla società un altro anno di contratto, che sarebbe non solo meritato ma anche sacrosanto per il giocatore che abbiamo ammirato fino al 15 gennaio 2011. “Gianluca vorrebbe rinnovare e continuare la sua avventura al Napoli. È affezionato a tutti, dal presidente ai tifosi. Ci sarà un incontro con Bigon quando tornerà dall’America…”, ha dichiarato qualche giorno fa il suo agente, Gaetano Fedele. C’è da scommettere però che il futuro del difensore non sarà nelle mani del d.s.: restano infatti da valutare le intenzioni di Mazzarri a quindici giorni dalla scadenza del contratto di Grava con la società azzurra. E’ lui il timoniere. E probabilmente non solo in campo…

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