NAPOLI – ATALANTA: CREDERCI FINO ALLA FINE
Momentaccio. Forse il peggior momento del Napoli da quando il tecnico di San Vincenzo è arrivato alla guida. Due sconfitte consecutive, due tonfi nei momenti cruciali della stagione. Il primo in casa del nemico per eccellenza, la seconda sempre lontana dalle mura amiche ma nella tana della diretta concorrente alla corsa Champions. In questo frangente, ad approfittarne è l'Udinese che torna prepotentemente in corsa. Vero, da qui a Giugno potrebbe risultare tutto come uno sforzo virtuale in quanto l'onta del calcioscommesse rischia di sobbarcare qualsiasi verdetto del campo. L'Atalanta, a proposito, tanto per ricordare l'imbecille viso pallido che ai microfoni di un tg nazionale prima etichettò pesantemente Napoli per poi concludere con una perla di saggezza da organismo celebro – leso "noi, non abbiamo i boss dietro la porta", si trova ancora in acque torbide grazie a quella responsabilità oggettiva e alle mani voraci di Cristiano Doni che potrebbero donare ai bergamaschi qualche altro smacco in classifica. Stesso discorso per la Lazio e in virtù di questa situazione diventa fondamentale anche il quarto posto. Momento nero o meno, crederci fino alla fine è un dovere da non ignorare
Atalanta. Sei punti di vantaggio sulla terzultima e quella salvezza che sarebbe stata già archiviata senza le bizze del proprio uomo più rappresentativo. Stefano Colantuono e la sua Atalanta vivono un momento quasi surreale con le carte bollate sempre più scottanti sul tavolo dei giudici. Solito 4-4-2 piuttosto abbottonato con un ballottaggio a centrocampo tra l'ex Cigarini e Carmona con lo spostamento di Carrozza sulla sinistra per ricoprire quello che un tempo era il compito di Simone Padoin. Qualche sgroppata potrebbe arrivare dal settore destro con Raimondi e Schelotto mentre sul settore mancino solo Peluso potrebbe garantire qualche presenza in fase offensiva. Attacco coeso per caratteristiche e qualità con l'altro ex, German Denis, al fianco del connazionale Moralez.Indisponibili. Brighi, Marilungo, Capelli, Manfredini (squalificato)
Formazione (4-4-2) Consigli (47); Raimondi (77), Lucchini (3), Stendardo (2), Peluso (13); Schelotto (7), Carrozza (18), Carmona (17), Cazzola (44); Moralez (11), Denis (9) All. Stefano Colantuono
Ballottaggi. Cazzola 60% – Cigarini 40%
Napoli. Ancora una volta il tecnico azzurro dovrà rivedere la propria squadra in vista dei tanti indisponibili. Ancora out Zuniga e Maggio, Dossena vive uno stato di forma terribile mentre l'intero blocco difensivo presenta momenti pericolosi di standby piuttosto preoccupanti. Sembrano essere due le soluzioni, ma quella più plausibile sembra essere il 3-4-1-2 con qualche sostanziale ritocco: Grava potrebbe tornare ad indossare una maglia di titolare con Fernandez, in luogo in Cannavaro, e Aronica nel trittico difensivo; Campagnaro potrebbe ritrovare quel ruolo dimenticato a Piacenza prima di trasformarsi in difensore centrale mentre Dzemaili potrebbe regalare ad Hamsik un turno di riposo schierandosi alle spalle di Lavezzi e Cavani. Non è impossibile ipotizzare perfino un 3-4-3 puro con Pandev nel tridente, Dzemaili schierato a destra e Campagnaro in linea difensiva al posto di Grava. La seconda soluzione, inverosimile visto quanto accaduto a Roma e non per il risultato, potrebbe diventare il 4-3-3 con Campagnaro, Fernandez, Aronica e Dossena nei quattro difensivi; Dzemaili, Inler e Gargano in mediana mentre Pandev andrebbe ad affiancare Lavezzi e Cavani.
Indisponibili. Rosati, Donadel, Maggio; Cannavaro, Britos e Zuniga (squalificati)
Formazione (3-4-1-2) De Sanctis (1); Grava (2), Fernandez (21), Aronica (6); Campagnaro (14), Inler (88), Gargano (23), Dossena (8); Dzemaili (20); Lavezzi (22), Cavani (7) All. Walter Mazzarri
