“BYE BYE CHAMPIONS!”

“BYE BYE CHAMPIONS!” src=

“Oj Vita, Oj Vita mia…”Al termine del match dell’Olimpico sugli spalti risuona forte l’eco dell’inno partenopeo de “O Surdato ‘Nnammurato”. L’intonazione di questo autentico capolavoro della musica napoletana farebbe presagire tutt’altro epilogo, e invece, da due match a questa parte, sono i tifosi delle squadre avversarie a cantarlo a mo di scherno, sentendosi degni di urlare quelle poetiche NOSTRE parole. Degni perché come accaduto allo Juventus Stadium, anche all’Olimpico il Napoli è stato completamente asfaltato da una Lazio Klose-dipendente, nonostante proprio l’assenza dell’asso tedesco. Un Napoli che dopo lo schiaffo subito quasi a freddo da Candreva (con un De Sanctis non proprio esente da colpe) aveva reagito ristabilendo l’equilibrio grazie all’ex dal dente avvelenato Pandev. Nella ripresa il match è andato poi avanti a folate. Prima degli azzurri (stasera di giallo vestiti) e poi dei biancocelesti, sancendo un equilibrio spezzato dal gol capolavoro di Mauri e degenerato poi nello sciagurato retropassaggio di Inler che ha di fatto causato il fallo da rigore di Britos su Rocchi. Proprio Inler rappresenta la fotografia perfetta di questa squadra, apparsa impallata, stanca e priva di idee. Eppure il cambio di modulo, quel quattro-tre-tre tanto acclamato dalla piazza e da qualche addetto ai lavori,sembrava potesse conferire allo svizzero una nuova verve, sancendo la sua rinascita. Rinascita, ainoi,che come eloquentemente dimostrato dall’esito del match di stasera, non è mai avvenuta. Hamsik impalpabile, Cavani allo sbaragio e Lavezzi che prova ad inventare senza trovare qualcuno che lo appoggi. E’ inevitabile adesso non guardare in faccia alla realtà, alla “brutalità” di una classifica comparabile ad una pugnalata al cuore. Le due ultime debacle mazzariane hanno di fatto ammazzato le speranze di una rincorsa Champions che sino a due settimane fa sembrava quasi esser ormai alle porte. Sei le lunghezze proprio dai capitolini, ora più che mai lanciati inesorabilmente a sradicare lo scettro di terza forza del campionato proprio dalle nostre mani. Sette, invece, le partite al termine del campionato. Troppo poche per rendere possibile ciò che agli occhi realistici di tutti pare impossibile. Finale di Coppa Italia a parte, bisogna rassegnarsi: il Napoli ammirato nelle notti di Champions è ormai soltanto un ricordo. Un ricordo che per il prossimo anno pare destinato a rimanere in cantina quasi come fosse un vecchio giocattolo. Speriamo soltanto non si impolveri troppo…

Translate »