L’ARCANO DI NOME MARCO DONADEL

L’ARCANO DI NOME MARCO DONADEL src=

“Questa città hai denigrato, non sei più desiderato: Donadel vattene”. Che sia questo l’epilogo dell’avventura partenopea di Donadel? Facciamo qualche passo indietro. Lo scorso 23 giugno, agli albori di un mercato ancora da costruire, il mediano Marco Donadel si accasa al Napoli, dopo otto anni vissuti sotto la Fiesole. L’ex centrocampista dell’under 21, scuola Milan, si dice entusiasta di questo accordo ed impaziente di vestire la maglia azzurra: accordo quadriennale e tanti buoni propositi. Ad oggi però, ben sei mesi dopo, la sua casella delle presenze all’ombra del Vesuvio è contrassegnata ancora da uno zero. Solo qualche presenza nelle usuali amichevoli precampionato. Agli inizi di settembre l’avvenimento che ha di fatto sino ad ora spezzato sul nascere la carriera di Donadel in maglia azzurra: distorsione al retto femorale della coscia destra. Brutta gatta da pelare, ma in uno – due mesi tornerà a calpestare l’erbetta dei campi di Castelvolturno senza problemi. O per lo meno così si diceva. Da quel maledetto giorno di settembre infatti l’ex viola inizia una vera e propria latitanza, trasferendosi nella sua vecchia quanto cara Firenze per una riabilitazione che comincia ad assumere i contorni di un vero e proprio romanzo giallo, stile Agatha Christie. In città cominciano a spargersi voci di un suo possibile addio anticipato. Si dice che non si sia ambientato bene allo stile di vita partenopeo, eppure siamo sempre in Italia. Anche il cambio di procuratore non fa altro che dare maggiormente agio alle sempre più insistenti voci di un suo possibile addio. La società stronca sul nascere queste voci, definendole false ed inappropriate.  Sta di fatto che il rientro slitta. E slitta ancora e ancora. Fino a giungere allo scorso 15 dicembre, quando la bionda chioma del buon Marco riappare in quel di Castelvolturno, riaggregandosi al gruppo e mettendosi a disposizione di mister Mazzarri. Ma oramai è troppo tardi. O per lo meno così sentenziano i tifosi della curva B. Lo striscione apparso in Napoli – Roma, non lascia spazio ad altre interpretazioni: Donadel vattene. In fondo si sa, il tifo partenopeo è uno dei più caldi al mondo, sempre pronto ad idolatrare i propri beniamini ed a difendere a spata tratta i colori della propria squadra del cuore. Ma questo amore deve essere corrisposto. E se così non è, allora tanti saluti. La piazza difficilmente potrà perdonarlo, per tanto adesso sorge un dilemma: lasciarlo andare, con l’obbligo però di intervenire sul mercato per riempire la casella da lui lasciata vuota, o avere il coraggio di rilanciarlo sfidando la platea di Fuorigrotta? Al presidente De Laurentiis, a Bigon ed a mister Mazzarri il l’ardua sentenza.

Translate »