NON BASTA L’ULTIMO ASSALTO , ORA IL CITY E’ PIU’ VICINO

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A volte il calcio è davvero strano. Si proprio così. Una squadra che attacca a pieno organico come ha fatto il Napoli fino al triplice fischio finale, rischiando anche, deve intascare in teoria una vittoria meritata.  L’immagine del Napoli nella ripresa deve essere ben impressa nelle menti dei giocatori per affrontare con maggiore grinta questo tour de force fino alle festività natalizie. L’avversario di turno, la Lazio stile Reja ha potuto beneficiare di un punto d’oro che permette di mantenere invariata la classifica dopo uno scontro diretto. Il Napoli del primo tempo ha fatto presagire una prestazione deludente per alcuni indizi che rimandano allo scarso apporto e alla precisione altalenante di Inler nell’assistere il trio d’attacco letteralmente domato dalla retroguardia biancoceleste. Cavani ha giocato troppo lontano dalla sua zona di competenza, Lavezzi nei primi accenni di partita non ha brillato più di quanto sia nelle sue corde, mentre Hamsik è apparso lontano parente dello slovacco perfetto negli inserimenti senza palla. La posta in palio era fondamentale e la squadra partenopea, strigliata a dovere da Mazzarri, ha iniziato a carburare il suo gioco veloce e propositivo sin dalle prime battute del secondo tempo. Viene fuori il carattere e l’atteggiamento propulsivo, di una squadra esemplare e chiaramente proiettata alla conquista del prezioso bottino. Dopo le tre abbondanti settimane di sosta, che sono servite a ultimare i recuperi, il dubbio sulla prevedibilità della manovra azzurra non corrisponde a un motivo di stanchezza e involuzione fisica. Tutt’altro. Si comprende che il problema nel fronteggiare i capitolini è di natura puramente mentale. Manca tanto quel Napoli sprint in grado di dettare subito la legge della supremazia territoriale tanto cara al San Paolo versione fortino casalingo. Il Napoli sta peccando enormemente nell’approccio iniziale, quasi come se non fosse cosciente del fatto che si parta da “uno zero a zero” e si debbano sfruttare meglio le occasioni da goal. Le soluzioni non mancano mai, è vero, ma le partite vanno vinte con leggero anticipo in modo da evitare un assalto prepotente e capace di ridurre notevolmente le energie. Soprattutto se ci si trova nella stessa situazione della squadra azzurra che, martedì, è chiamata alla prima vera prova di forza. In gioco contro il City c’è il tanto desiderato passaggio agli ottavi di Champions. A pensarci, quanto cambia il senso delle due partite: in quella di stasera la vittoria era quasi necessaria per non allontanarsi troppo dalla zona calda e non trovarsi poi in una situazione difficoltosa di recupero forzato nel corso del campionato. Martedì sera, invece, gli azzurri ora come ora, anche se proveranno il tutto per tutto, avranno a che fare con un avversario temibilissimo e il superamento del girone non equivale obiettivamente alla vittoria del trofeo europeo. Certo tale obiettivo farebbe pienamente piacere dal punto di vista della tifoseria, ma è dopo che arriva l’inimmaginabile. L’esperienza in Europa serve eccome, ma per una squadra come il Napoli si deve procedere gradualmente senza pregiudicare il cammino in campionato dove solo il piazzamento finale può decidere l’inclusione diretta tra le grandi d’Europa. Il Napoli, pensi a consolidare prima a suon di risultati evidenti la sua presenza definitiva tra i top club italiani. Poi arriveranno, rinforzi permettendo, le più grandi soddisfazioni oltre i confini italici. Nel test contro i britannici il Napoli, oltre a ritrovare lo smalto perso di alcuni elementi, servirà un atteggiamento arrembante come quello intravisto nel secondo tempo di stasera. E non solo. Giocando senza evidenziare particolari pretese e frenesia controproducente, si possono raggiungere traguardi inaspettati e clamorosi. Ciò fa parte di una squadra operaia e volenterosa al massimo che fa dell’umiltà, della calma le doti più preziose. E’ così che per poco non si recuperava contro il Bayern. E’ anche così che si vincono le partite. 

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