NAPLES, ITALY - NOVEMBER 29: Dries Mertens of S.S.C. Napoli celebrates with teammates Eljif Elmas and Giovanni Di Lorenzo after scoring their team's third goal during the Serie A match between SSC Napoli and AS Roma at Stadio San Paolo on November 29, 2020 in Naples, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Mito e tradizione

NAPLES, ITALY – NOVEMBER 29: Dries Mertens of S.S.C. Napoli celebrates with teammates Eljif Elmas and Giovanni Di Lorenzo after scoring their team’s third goal during the Serie A match between SSC Napoli and AS Roma at Stadio San Paolo on November 29, 2020 in Naples, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Per Diego e non solo: il Napoli vince una partita pesante quanto un macigno. Roma battuta, alla fine, tutto sommato anche facilmente: secco 4-0 e il Napoli torna a sognare, recupera una buona posizione in classifica, agguantando proprio la Roma oltre che la Juventus a quota 17 punti. Notte magica nello stadio che presto sarà intitolato a Maradona: il Napoli si scrolla di dosso il peso di una settimana difficile, triste, dentro e fuori dal campo. Una batosta il ko col Milan, poi la scomparsa di Maradona: c’era soltanto un modo per risollevare morale e classifica, ovvero battare una Roma in gran fiducia, che fino a stasera non aveva mai perso (sul campo). Il Napoli ci è riuscito e lo ha fatto giocando, a tratti, anche un gran calcio (finalmente). Gattuso ha cambiato modulo, è passato al 4-3-3, e forse non è un caso che il Napoli abbia ritrovato gli equilibri perduti: con Demme al centro del campo e Zielinski e Fabian mezze ali. La Roma, reduce da cinque vittorie di fila – Europa League compresa -, non ha praticamente mai tirato in porta. Si sblocca Insigne, con un gol proprio alla Maradona; con la partecipazione di Mirante, certo, ma quella punizione sembrava telecomandata proprio da Diego, direttamente da lassù. Quindi il Napoli spreca, controlla e dilaga nella ripresa: match già in ghiaccio con Fabian, al suo primo gol stagionale dopo una prestazione decisamente convincente, poi con Mertens, che non ha fatto una gran partita, e infine il poker firmato da Politano, appena entrato. Quattro gol, come con l’Atalanta: dopo un periodo buio, non tanto a livello di risultati, ma soprattutto per la qualità di gioco, il Napoli torna a far ben sperare, regala spettacolo, alza la media gol segnati e non subisce gol da uno dei migliori attacchi del campionato. E lo fa nel segno della magia di Insigne, del ricordo di Maradona e della svolta tattica di Gattuso: ora il Napoli ha ufficialmente due sistemi di gioco da alternare, avendo ritrovato quel 4-3-3 che sembrava finito troppo presto in soffitta. Anche senza Osimhen e anche con un Mertens non al cento per cento, il Napoli ricomincia esattamente da un vecchio punto fermo, da un porto sicuro, da una certezza; da quel modulo col quale ha sfiorato uno scudetto, ha vinto cinque mesi fa una Coppa Italia. La quadra è corta, aggressiva, recupera prima il pallone; ha un metodista, Demme, che sa sempre dove farsi trovare. È una vittoria più importante di quanto si pensi: il Napoli torna a dire la sua dopo aver mostrato tante debolezze col Milan. La qualità c’è sempre stata, quella mancava era l’idendità. E stasera c’è stata, nel segno della tradizione e del mito.

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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