CHAMPIONS LEAGUE 2008-2009
Come nell’anno precedente, è il calcio inglese a farla da padrone quasi assoluto, con tre semifinaliste su 4 ( Manchester United, Arsenal e Chelsea, ), e la quarta ( il Liverpool ) eliminata ai quarti dall’ immancabile scontro fratricida con lo stesso Chelsea ( il 4° in 5 anni ! ). Però, alla fine, a spuntarla sarà l’ unica semifinalista non inglese, il Barcellona di Lionel Messi, oramai eletto a stella mondiale di prima grandezza. Saranno proprio le inglesi le carnefici delle italiane, uscite tutte perdenti nel triplo scontro che curiosamente il sorteggio proponeva negli ottavi di finale. La quarta italiana, la Fiorentina di Prandelli, sarà eliminata già nel girone eliminatorio dal Bayern Monaco e dal Lione. I voi riescono a vincere soltanto l’ultimo incontro per 1 –0 in casa della Steaua di Bucarest. La sconfitta in casa per 2 –1 contro il Lione di Benzema e Juninho spegne le residue speranze nella penultima giornata. Anche l’ Inter di Mourinho incontra notevoli ed impreviste difficoltà nel proprio girone, ma alla fine la spunta per un punto classificandosi 2°, appena avanti al Werder Brema di Diego. L’ ottima partenza dei nerazzurri ( 2 –0 in casa del Panathinaikos di Atene ) faceva presagire una facile qualificazione, ma proprio i greci nel ritorno la metteranno a rischio, vincendo per 1 –0 a S. Siro. Perfino i ciprioti dell’ Anorthosis mettono in crisi i campioni d’ Italia ( 3 –3 a Cipro ). Qualificazione in carrozza invece per la Juventus, che termina al 1° posto a braccetto con il Real Madrid, con ben 7 punti di vantaggio sulla terza classificata ( lo Zenit di San Pietroburgo ). I bianconeri oltre a terminare imbattuti, si tolgono lo sfizio di battere sia all’ andata che al ritorno il Real, con Del Piero grande protagonista al “ Bernabeu “ con una doppietta ( 2 –0 il finale ). Ottima la prova pure della Roma, capace anche di sopravanzare il Chelsea di un punto, battendolo nettamente all’ Olimpico per 3 –1 ( 2 Vucinic ), oltre a vincere a Bordeaux con il medesimo punteggio. Solo gli inglesi in casa, con un gol di testa del capitano Terry nel finale a Londra, riescono a ad avere la meglio su Totti e compagni. L’ urna degli ottavi di finale come già detto, non è affatto benevolo con Juve, Roma ed Inter, opposte rispettivamente a Chelsea, Arsenal e Manchester United. I bianconeri subiscono molto a “ Stamford Bridge “, ma riescono a contenere il passivo al minimi scarto ( 1 –0 gol di Drogba ). A Torino la squadra di Ranieri cambia faccia, va in vantaggio al 19° con Iaquinta, ma proprio allo scadere del tempo, Essien pareggia per i “ Blues “. Un rigore di Del Piero riaccende la speranza al 74°, ma l’ implacabile Drogba la spegne definitivamente poco dopo,mettendo la sua firma per il 2 –2 finale. Il confronto più equilibrato dei tre si svolge fra Arsenal e Roma, risoltosi addirittura all’ottavo tiro dal dischetto. A Lontra un rigore di Van Persie al 37° regala il successo ai “ gunners “, ma a Roma un azzeccato colpo di testa del brasiliano Juan pareggia i conti già dopo 9 minuti. La gara procede a fasi alterne, con entrambe le squadre alla ricerca del gol –qualificazione, senza eccessivi tatticismi, ma il punteggio non muterà più sino al 120°. Al sedicesimo rigore Max sonetto calcia il pallone alle stelle, facendo così svanire il sogno di F. Totti e di tutti gli innamorati di fede giallorossa, quello cioè di poter giocare in casa la finale del 27 maggio. L’ Inter gioca invece la “ prima “ a S. Siro e, pur non lasciando al Manchester molte palle – gol, subisce pressoché in maniera costante il predominio degli inglesi a centrocampo, eseguendo così un’ obbligata gara di contenimento. La difesa nerazzurra regge però bene, e lo 0 –0 finale concede qualche speranza di qualificazione nel retour – match. All’ “ Old Trafford “ però non ci sarà storia : due gol ad inizio dei due tempi ( 4° Vidic, 49° Cristiano Ronaldo ) non lasciano scampo ai nerazzurri, apparsi timorosi e impacciati. A fine gara Josè Mourinho disse : “ Questa squadra non è ancora pronta per vincere la Champions, ma lo sarà per l’ anno prossimo “. E come vedremo, mai previsione fu più azzeccata…Il Real Madrid per il quinto anno di seguito non riesce a superare gli ottavi di finale, stavolta per mano del Liverpool, che dopo aver vinto 1 –0 fuori casa, sotterra con un clamoroso 4 –0 i rivali ad “ Anfield Road “. La sfida più emozionante dei quarti si svolge fra Chelsea e Liverpool : 3 –1 in trasferta per il Chelsea, e 4 –4 a Londra , con i “ reds “ a sfiorare la clamorosa qualificazione nel finale, in una gara piena di continui ed entusiasmanti rovesciamenti di fronte, stile Italia – Germania 4 –3 di Mexico 1970. Le semifinali vedono in programma gli scontri Arsenal – Manchester e Barcellona – Chelsea. Per un soffio non si ripete la finale del 2008 ; lo United non trova soverchie difficoltà per sbarazzarsi dell’ Arsenal di Wenger ( 1 –0 e 3 –1 ), con Cristiano Ronaldo protagonista. Viceversa ancora una volta la sorte non arride al Chelsea che, dopo aver impattato per 0 –0 in Spagna, a Londra va subito in gol con Essien al 9°, controllando il match per tutto il suo corso. L’ arbitro norvegese Ovrebo però, non concede due evidentissimi rigori ai padroni di casa, ed al 90° arriva la beffa del pareggio formato da Iniesta con un gran tiro da fuori, che nega al Chelsea la meritata finale. Didier Drogba non ci sta, e subirà una lunga squalifica per aver insultato la terna arbitrale. A Roma quindi il 27 maggio 2009 si trovano Manchester e Barcellona. Gli inglesi partono forte, sembrano padroni del campo, ma al 10° con una delle sue tipiche caparbie azioni, Samuel Eto’ o porta in vantaggio il Barca. La squadra di Ferguson accusa il colpo, Rooney e Ronaldo non incidono come vorrebbero, ed inevitabile al 70° arriva il raddoppio grazie ad un colpo di testa di Messi, libero come una libellula nell’ area dei “ Red devils “. Il 2 –0 conclusivo regala al Barcellona la sua terza champions league, e soprattutto da inizio alla leggenda dei “ ragazzi della cantera “ di Pep Guardiola, che in quella stagione centrerà uno storica “ tripletta “ , vincendo pure la Liga e la coppa del Rey.
