NAPOLI, SEI PICCOLO CONTRO LE GRANDI!

NAPOLI, SEI PICCOLO CONTRO LE GRANDI! src=

Da oggi è ufficialmente alle spalle quella che in tanti avevano etichettato come la “settimana decisiva” per il Napoli di Walter Mazzarri. Catania – Villareal – Milan, un triangolo che avrebbe dovuto misurare le ambizioni di una squadra sorprendente a detta di professionisti del pallone e non. Ebbene, il bilancio di questi otto giorni di fuoco ha ridimensionato i sogni degli azzurri, con la vittoria sui siciliani che non ha trovato conferme contro il Villareal e i rossoneri. Ma è bene fare un po’ di chiarezza: in Spagna il Napoli è uscito dal campo tra gli applausi e mangiandosi letteralmente le mani per una qualificazione più che meritata, sfuggita invece nel giro di tre minuti. Un’ottima prestazione macchiata da null’altro che un piccolo limite definibile di gioventù. Contro il Milan a San Siro è mancato invece non solo il risultato, ma proprio tutto. Sembrava che gli uomini di Mazzarri non fossero neanche scesi sul rettangolo di gioco, rendendosi protagonisti agli occhi dei diecimila tifosi partenopei che affollavano le gradinate dell’impianto milanese di quello che può definirsi senza mezzi termini come un brutto spettacolo. Ciò non significa che sia da buttare quanto di eccezionale fatto fin ora dagli azzurri, che restano al terzo posto in lotta per la Champions con ancora un margine di tutto rispetto sulle reali concorrenti. Ma dopo la trasferta al Meazza emerge una considerazione che merita di non passare inosservata.

TIMORE – Per capire a cosa si fa riferimento, è sufficiente rispolverare i risultati stagionali del Napoli. Al di la della terza piazza in classifica, assolutamente meritata, gli azzurri hanno evidenziato dei limiti nell’affrontare le squadre di fascia alta. Le dirette concorrenti per capirci; ma non si parla di scudetto, semplicemente perché questo non è mai stato un obiettivo reale, ma di lotta Champions. Se si esclude la vittoria contro la Juventus, considerando che il campionato ha dimostrato che l’Olimpico di Torino è terreno di gioco tutt’altro che inespugnabile, nonché i due successi contro la Roma come unica eccezione, gli uomini di Mazzarri hanno alzato bandiera bianca due volte conto il Milan, e una volta contro Inter, Lazio e Udinese affrontate per il momento solo all’andata. Non a caso si tratta delle formazioni che, insieme agli azzurri, occupano attualmente i primi cinque posti della classifica. E non a caso forse le stesse Roma e Juventus si trovano più in basso. Il Napoli di quest’anno ha creato una situazione paradossalmente opposta a quella delle ultime stagioni: ha costruito la sua classifica non fallendo gli appuntamenti “minori”, laddove invece aveva deluso più spesso in passato, ma ha tirato il freno a mano proprio nei match contro le squadre di pari livello o superiori, dove invece aveva sempre entusiasmato dal ritorno in Serie A e fino allo scorso anno. E questo trend è riscontrabile non solo nei risultati, ma anche nelle prestazioni degli azzurri, che nelle passate stagioni riuscivano a dare il massimo proprio nelle partite di cartello, talvolta perse per episodi ma giocate alla grande. In modo particolare nelle tre gare affrontate a San Siro nel corso del campionato attuale, il Napoli è sempre sceso in campo con timore e con una sorta di blocco a cospetto di un avversario, nerazzurro o rossonero, capace di imbrigliare ed impaurire gli azzurri già a priori, al punto da snaturare completamente il loro gioco. Su questa involuzione nelle sfide da vertice Walter Mazzarri dovrà lavorare tanto se questa squadra vorrà davvero iniziare a farsi valere su palcoscenici che contano. Sempre che questo non sia un limite dello stesso tecnico toscano, ma su questo non ce la sentiremmo di mettere la mano sul fuoco…

Translate »