ANCORA UN ANNO DI GRAVATAR! E NON SARA’ SOLO LA GRINTA…
Cari tifosi azzurri, alzasse la mano chi, tra voi, non abbia reagito con un profondo sconforto condito da imprecazioni di sorta, dinanzi all’immagine di Gianluca Grava che dolorante si accasciava sul terreno di gioco chiamando a gran voce i soccorsi, nella sfida contro la Fiorentina di sabato scorso. Si potrebbero contare sulle dita di una mano, se non addirittura di meno. Non male per un giocatore che, non si sa per quale motivo, sia stato a lungo considerato come uno dei tanti o, addirittura, di quelli in esubero. Arrivato a Napoli nel gennaio 2005, in serie C e come “giocatore di categoria”, l’esterno di Caserta si è guadagnato con sudore, anno dopo anno, la riconferma. Prima la B, e poi a “sorpresa” anche la Serie A, fino alla fascia di capitano del Napoli europeo di Bucarest. Il suo momento più basso in maglia azzurra non è dipeso da lui, ma ha avuto un nome preciso: Eddy Reja. Il goriziano che prima ne fece un insostituibile negli anni in cui la squadra partenopea calcava i campi della C e della B, utilizzandolo sempre, anche fuori ruolo; per poi metterlo ai margini col ritorno in massima serie, fino a chiuderlo nel dimenticatoio la stagione successiva. Per fortuna è arrivato Mazzarri, che ha ridato nuova linfa e lustro al ragazzo di Caserta. Ma ad ormai sei anni dal suo approdo in azzurro, e dopo che Gravatar ha fatto vedere i sorci neri a tutti i più titolati attaccanti della Serie A, è giusto che gli si scrolli di dosso l’etichetta del lottatore che sopperisce ai limiti tecnici con la tenacia e col lavoro, dell’uomo tutta grinta. Perché Gianluca è anche questo, non solo questo. In primis è forte, e lo è davvero. Anche tecnicamente. Uno di quelli che probabilmente ha avuto il solo torto di non esser baciato prima dalla fortuna, che se fosse arrivata al momento giusto lo avrebbe senza dubbio traghettato verso i più importanti palcoscenici. Jolly difensivo, capace di ricoprire tutti i ruoli del reparto arretrato; marcatore sull’uomo stile Gentile, come in Italia non se ne vedono più da anni. E poi, solo poi, anche tanta tanta umiltà, abnegazione, professionalità e sacrificio. Tutti ingredienti che hanno spinto il patron De Laurentiis a confermare Grava in azzurro ancora per un altro anno, proprio nel momento per lui più difficile a causa dell’infortunio e dell’operazione ai legamenti del ginocchio. Ma non c’è voluto tanto sforzo, perchè il presidente lo sa: Gravatar tornerà, ancor più forte di prima…
