CICLONE DE LAURENTIIS: “PRONTO A RIFARE IL SAN PAOLO PURCHE’ MI LASCINO OPERARE E NON VOGLIANO METTERCI BOCCA”. SUGLI ARBITRI: “IL NAPOLI MERITA RISPETTO, ALTRIMENTI M’INSOSPETTISCO”
Quando a parlare è Aurelio De Laurentiis i titoli a nove colonne si sprecano sempre. Da icona della comunicazione il presidente azzurro è un fiume in piena e anche in occasione della presentazione dell’associazione “Momenti Azzurri” non si è risparmiato, toccando tutti gli argomenti in orbita Napoli, a partire da quello più fresco e recente, la partita di domenica scorsa a Parma: “Il calcio a volte ha delle dinamiche strane, oggi siamo qui a parlare della splendida prova di Denis, ma se venerdì non si fosse fatto male Lavezzi, chissà magari il Tanque non avrebbe segnato il gol che ci stava permettendo di portare a casa la vittoria”.
Vittoria che non è arrivata anche e soprattutto per gli svariati errori commessi dal direttore di gara Trefoloni: “Le immagini televisive hanno testimoniato inequivocabilmente quanto fosse netto il rigore su Quagliarella, così come quello in favore del Parma non ci fosse. Io comunque sono abituato a ripartire subito e a non guardarmi indietro, ma se vedo però che determinati episodi continuano a ripetersi ad oltranza, allora comincio ad insospettirmi. Gli errori arbitrali ci hanno già tolto 5 punti in questa stagione, ma per il momento non possiamo farci nulla. Il Napoli è un club educato e rispettoso delle regole, quindi non è nel nostro costume alzare la voce, ma così come rispettiamo le istituzioni pretendiamo la stessa cosa per noi e per i nostri tifosi. Chi dirige la classe arbitrale deve farsi garante di queste regole, affinchè vengano rispettate. Di una seconda Calciopoli il calcio italiano non ha bisogno, ma sarebbe comunque sbagliato fare dietrologia, bisogna guardare avanti per migliorare e correggere ciò che non va”.
E di cose che non vanno nell’emisfero pallonaro, secondo il patron azzurro, ce ne sono e come: “Il calcio non si cambia purtroppo dall’oggi al domani, per farlo bisogna smontare questo sistema così antiquato e radicato. La Fifa, ad esempio, non può permettersi ancora oggi di decidere per tutti, ogni paese è diverso dall’altro e c’è bisogno di decisioni prese a livello nazionale. In Italia dal 1996 le società di calcio sono riconosciute come Spa, ma perché si tratti di libere imprese c’è anche bisogno della certezza del diritto”. Certezze che De Laurentiis chiede anche al Comune di Napoli e al governo in tema stadi: “La politica deve aiutarci per far quadrare la situazioni degli stadi e realizzare nuovi progetti basati su delle certezze. Non vogliamo intralci burocratici, ma aiuti dal settore pubblico. Sono 8 mesi che lavoro con i miei collaboratori al progetto San Paolo. Tutto va studiato nei minimi dettagli per non fare il passo più lungo della gamba e guardare anche alla gestione economica e alla finanziabilità del progetto. Io sono pronto a rifare il San Paolo, purchè però le istituzioni mi lascino operare e non pretendano di mettere bocca nel grande lavoro che bisognerà programmare. Proprio ieri con i miei architetti ho studiato per ben 4 ore come rimuovere la struttura metallica ed abolire la pista d’atletica, per far sì che la visibilità del pubblico migliori e che sia di pari qualità in tutti e quattro i settori del San Paolo”. Non poteva mancare anche un riferimento al mercato, con gennaio oramai alle porte: “Siamo pronti ad intervenire sul mercato, sperando che non ci creino nuovi ostacoli. Per ora guardo il bicchiere tutto pieno e voglio essere ottimista come lo è Mazzarri. Sono contento del resettaggio che si è avuto, stiamo ricostruendo tutto in maniera progressiva. Quando potremo vedere a Napoli calciatori come Messi? C’è tempo, con grande umiltà arriveremo anche a questo. Ognuno che arriva qui, comunque, deve capire e sapere che deve entrare a far parte di una grande famiglia”.
In conclusione un riferimento anche alla preparazione atletica e a Donadoni: “La risposta piccata di Donadoni? Non ne so nulla, non mi ha chiamato, se lo farà gli risponderò e gli dirò ciò che penso in forma privata. In ogni caso io non faccio né il preparatore, né il medico, ma da quello che vedo in campo credo la preparazione sia stata sbagliata. Talvolta vedo i calciatori affaticati e sulle gambe, con problemi di crampi. Se poi ci aggiungiamo che Quagliarella nei giorni scorsi ha dovuto lavorare per ritrovare una condizione fisica accettabile, allora chiunque ne può trarre le conclusioni”.
