LEANDRO: IL GIORNO DEL GIUDIZIO

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Prima dichiarato più volte incedibile, poi sempre relegato in panchina. È questa la strana storia di Leandro Rinaudo, difensore palermitano arrivato in casa Napoli nel giugno del 2008. Un amore che non è mai sbocciato fino in fondo, forse a causa del suo carattere introverso, forse per le troppe aspettative riposte in lui dal popolo napoletano. Prestazioni troppo altalenanti, una formazione da tempo collaudata, un bagaglio tecnico non certo entusiasmante: queste le principali cause della sua permanenza ai margini dell’undici titolare. Professionale come pochi, è un uomo di poche parole che non identifica in pieno il classico uomo meridionale. Grazie ai suoi 191 cm per 78 kg, è il tipico difensore roccioso fortissimo sulle palle alte. Croce e delizia della movida azzurra, alterna periodi di straordinaria condizione fisica a momenti in cui appare lento, impacciato, quasi macchinoso. Corteggiato da molte big del campionato inglese e spagnolo, in estate è stato ad un passo dall’abbandonare l’ombra del Vesuvio per emigrare in cerca di miglior sorte. In questa prima fase della stagione ha collezionato solo quattro spezzoni di partite, partendo dall’inizio per due volte. Non si può quindi parlare di continuità, né di fiducia nei suoi confronti. Tutte cose che di sicuro danneggiano la condizione psicofisica di qualunque calciatore.

La sua occasione sembra però essere finalmente arrivata. La concomitante assenza di capitan Cannavaro, ai box causa squalifica, e di Santacroce, ancora alle prese con un vecchio infortunio muscolare, gli regalerà una maglia da titolare nella prossima giornata di campionato. Una chance da non lasciarsi sfuggire, un “giorno del giudizio” per la sua permanenza nel clan azzurro. Il presidente De Laurentiis è stato chiaro a riguardo: in questi momenti di difficoltà si vedrà veramente chi è un giocatore da Napoli. Leandro ha tutte le carte in regola per far bene ed ha più volte ribadito di voler continuare a far parte del progetto azzurro, ma la sfida di domenica sarà davvero dura. Il Napoli affronterà una Fiorentina con il morale a mille dopo la vittoria in trasferta con il Debreceni in Champions League. Jovetic, Mutu, Gilardino: è con loro che dovrà vedersela, è con loro che dovrà combattere. L’arrivo di un nuovo allenatore sembra aver dato un nuovo impulso a tutta la squadra. Mister Mazzarri in questi giorni sta lavorando sodo in cerca del miglior atteggiamento tattico e dei migliori interpreti per il suo credo calcistico. Di sicuro Leandro può diventare un punto fermo della difesa partenopea viste le tante prestazioni mediocri della coppia Cannavaro-Contini. La sua presenza in campo, inoltre, porterebbe centimetri utili anche in fase realizzativa, alla luce delle evidenti lacune sul piano fisico della squadra costruita dall’ex d.g. Marino. Il giorno del riscatto è alle porte. Occorre bravura, dedizione, attaccamento alla maglia ed un pizzico di fortuna che non guasta mai. Da ragazzo maturo ed intelligente, Leandro sicuramente saprà che la sua carriera è ad un bivio: riconquistare l’amore di una città e di una tifoseria oppure lasciare la squadra a testa bassa con la consapevolezza che avrebbe potuto dare di più. Anche se la stagione è ancora lunga, tutti si aspettano la prestazione maiuscola, la prestazione da applausi, la lode. Ora che un nuovo mister è lì sulla panchina a guardarlo sarà come un provino per chi di gavetta ne ha ormai fatta finanche troppa. È giunta l’ora di scendere in campo Leandro! Noi non possiamo fare altro che tifare forte per te e augurarti un forte in bocca al lupo.

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