NIENTE MUSCOLI, TUTTA TECNICA
Le prime giornate di campionato ci hanno consegnato un Napoli a dir poco garibaldino. La squadra di Roberto Donadoni è andata a Palermo con grande personalità, attaccando i rosanero e impostando la partita sul possesso palla. Stesso copione anche con il Livorno al San Paolo: gioco palla a terra e rapide verticalizzazioni a sfruttare il movimento degli attaccanti e gli inserimenti dei centrocampisti. La partita di Palermo e quella con il Livorno, però, hanno anche un altro dato in comune: quando non si è in possesso palla e si deve difendere, la squadra palesa qualche difficoltà. Questo perché il centrocampo azzurro è, al momento, troppo tecnico e poco muscolare. Se si esclude il moto perpetuo di Gargano pronto a rincorrere ogni pallone, sia Cigarini che Hamsik non si possono definire proprio dei mastini.
Su questa “lacuna”, però, l’allenatore ci sta lavorando su. Ispirandosi al calcio totale del suo maestro Arrigo Sacchi, Roberto Donadoni vuole un centrocampo dove, allo stesso tempo, tutti difendono e tutti attaccano. E qualcosa, sotto questo aspetto, si è pure intravista nella partita con il Livorno. Ma senza dubbio ci vorrà del tempo affinché sia Hamsik che Cigarini possano assolvere appieno alle idee tattiche dell’allenatore bergamasco. Anche perché hanno bisogno di mettere su un bel po’ di muscoli per potersi fare rispettare in mezzo al campo e, non a caso, Donadoni ha fatto acquistare un bel po’ di macchinari alla società per poter velocizzare il più possibile questa operazione.
Nel frattempo, però, appare quantomeno azzardata la cessione di Manuele Blasi, l’unico di fatto ad avere le caratteristiche di intenditore puro, per di più ad una diretta rivale per l’Europa. Pazienza e Amodio, infatti, hanno dimostrato di non essere adatti in una squadra che punta a traguardi importanti. Ma assodato il fatto che la cessione dell’ex centrocampista di Juventus e Fiorentina è arrivata dall’alto, allora perché non si è voluta rimpiazzarla a dovere? I motivi possono essere tanti e, di sicuro, li sapranno solo i diretti interessati. Quello più vero simile va ricercato probabilmente nell’assenza di vere alternative importanti. La pista Mudingay, infatti, non è mai stata seguita con troppa convinzione da Marino. Lo stesso dicasi per Dzemaili, almeno per quest’anno. Inoltre, il fatto di non essere riusciti a ricavare soldi freschi dalle cessioni ha fatto il resto. Presidente e direttore generale hanno così deciso di prendersi una pausa: “Cinquanta milioni sul mercato bastano e avanzano al momento. Vediamo a gennaio come siamo messi e ne ridiscutiamo. Anche perché fino a dicembre non ci sono ancora i campi pesanti…”.
E così se ne riparlerà tra quattro mesi. Nel frattempo Donadoni potrà catechizzare Hamsik e Cigarini e sperare che Gargano non prenda mai nemmeno un mal di testa. Al contempo il gatto e la volpe potranno analizzare con calma il mercato e prendere un pezzo pregiato anziché un usato sicuro. Qualche nome? Probabilmente li avranno già in mente e, se abbiamo imparato a conoscerli un pochino, avranno anche buttato giù le basi per l’inizio della trattativa. Anche perché i rapporti con Pozzo e Leonardi sono sempre ottimi ed Asamoah e Mariga sono sempre piaciuti…
