PIERPAOLO MARINO E LA SINDROME DI NIETZSCHE
Pierpaolo Marino da Avellino è il direttore generale del Napoli. E' stato di sicuro l'artefice della promozione dalla C alla serie A. Una persona che ha esperienza nel calcio italiano da circa trentanni, una dirigente che ha lavorato come collaboratore di Allodi nella costruzione del Napoli del primo scudetto, quindi è stato alla Roma di Viola, all' Avellino dove è stato anche presidente, quindi a Pescara dove è stato anche squalificato per un problema di illecito, quindi è stato uno dei costruttori dell' Udinese dei miracoli. Su un punto Pierpaolo Marino è un grande: è un ottimo amministratore, le società da lui gestite non hanno mai avuto problemi finanziari e hanno accumulato sempre degli attivi di bilancio. E' un buon scopritore di giovani, ma difficilmente poi è abile ad acquistare campioni gia affermati. Dopo aver fatto bene nella prima stagione di serie A con gli acquisti di Santacroce, Lavezzi, Gargano ed Hamsik a costi relativamente bassi per il valore intrinseco dei calciatori, quest' anno è stato autore di una campagna acquisti fallimentare. Diversi acquisti, parliamo di: Denis Rinaudo, Aronica non solo non hanno reso secondo le aspettative, ma soprattutto per le qualità mostrate non sembrano che possano valere i soldi spesi per il loro acquisto. Lo stessi dicasi per giocatori acquisiti lo scorso anno: Mannini non vale 8 milioni di euro, Pazienza 4 milioni di euro, Navarro idem. I danni economici perpetrati a carico della società non si fermano pero' qui: i contratti pluriennali offerti ai vari Bucchi, De Zerbi, Rinaudo, Pià, fanno si che non solo questi sono calciatori non utili ad un Napoli competitivo in serie A, ma che nemmeno posso essere piazzati sul mercato perchè nessuna società può permettersi il loro ingaggio. Allora ci chiediamo come mai per calciatori modesti sono stati spesi soldi importanti e poi gli si sono stato fatti contratti pluriennali ad alte cifre? Per non parlare poi dei sei milioni spesi per Datolo, un calciatore che per caratteristiche sembra il clone di Hamsik e Bogliacino e che non ha trovato spazio con due allenatori diversi.Gli errori sono stati tanti anche nelle stagioni scorse, ci riferiamo all' acquisto di Giglio strappato al Frosinone solo per non farlo giocare ed i vari ingaggi pagati a Rullo, Lacrimini e Romito. Fino a che si vinceva pero' le cose venivano sottaciute, i soldi che venivano buttati dalla finestra rientravano in quelli spesi anche per vincere.
Ma gli errori di questa stagione sono frutto di cattive valutazioni tecniche che possono starci, tutti quelli che operano hanno diritto a sbagliare. Ma ci vorrebbe il buon senso di ammettere gli errori fatti. Invece il nostro direttore è spocchioso, ama crogiolarsi dopo le vittorie e prendersi i meriti per gli acquisti fatti. Non dimenticheremo quando dopo Napoli- Cagliari sostenne che "lui" aveva i punti della Juventus… Allo stesso modo non dimenticheremo quando a gennaio disse che la squadra era forte e che non andava rinforzata, mentre era palese a tutti che bisognava comprare un attaccante e un centrocampista, come anche lo stesso Reja aveva chiesto. Ci siamo sentiti dire un milione di volte che il tempo sarebbe stato galantuomo e che lui avrebbe avuto ragione con la squadra costruita.
Poi sono venute le sconfitte in serie, un periodo nero di quattrordici partite senza vittorie, un lasso di tempo in cui il sorridente direttore che veniva in conferenza stampa è letteralmente scomparso dalle scene. Si è nascosto in silenzio, è scappato dalle responsabilità, non ha avuto il coraggio di affrontare la stampa e metterci la faccia. Poi dopo la vittoria sull' Inter come se nulla fosse accaduto, con la prima vittoria dopo tre mesi e mezzo, è tornato a parlare con la stampa, dichiarando che era la sua vittoria, ottenuta con i giocatori della C, che il Napoli è una squadra fortissima e che solo per mera sfortuna non ha conquistato i punti del Genoa. Una difesa di se stesso e del suo lavoro, dopo quest' ultimo è stato largamente bocciato dai tifosi, anche ieri vi erano striscioni eloquenti in curva e dallo stesso De Laurentiis nonostante il contratto di rinnovo sottoscritto. Avrebbe dovuto avere il coraggio di ammettere i suoi errori, di non scappare durante il periodo buio in cui ha costretto anche i giocatori a rimanere in silenzio stampa per non rivelare chissà quale segreto. Ebbene se aveva scelto il silenzio per la vergogna del girone di ritorno disputato, era meglio che lo manteneva fino alla fine del torneo.
E' triste e poco dignitoso che l' uomo Marino torni ad esaltare il suo lavoro che è stato fallimentare in questa stagione, sono i numeri ad inchiodarlo. L' arroganza e la superbia di non aver voluto rinforzare la squadra a gennaio è pari a quella mostrata ieri in sala stampa, ma oramai è un uomo solo, non è più credibile, si è battuto il petto dicendo: " Ho diritto a rimanere a Napoli", sicuramente nessuno lo manderà via, soprattutto l' amico De Laurentiis, ma oramai l 'idilio con Napoli è finito, la stima della piazza è svanita. Chi purtroppo è permaloso e non sa accettare le critiche, chi non è capace di ammettere i propri errori e chiedere scusa, chi non ha dignità, è giusto che non alberghi nella società del Napoli, che rappresenta sei milioni di tifosi nel mondo che non meritano di essere presi in giro. D'altra parte oggi il direttore Marino ha dichiarato che il Napoli non deve avere stelle perchè si destabilizza lo spogliatoio; noi ci chiediamo se quest' anno senza stelle lo spogliatoio è stato una polveriera, probabilmente è perchè il direttore generale della società non è stato capace di gestirlo e quindi presumibilmente la possibilità di prendere calciatori di una certa personalità lo terrorizza nel non riuscire ad espletare ad hoc il ruolo di gerente dello spogliatoio e factotum della società… Insomma il nostro direttore avellinese è molto simile al super io, al super uomo decantato dal grande filosofo Nietzsche.
