SUPER LAVEZZI, L’UDINESE AL TAPPETO
Napoli:(3-5-2) Gianello, Grava, Cannavaro, Contini, Garics (6' st Santacroce), Blasi, Gargano, Hamsik (31' st Pazienza), Mannini, Lavezzi (43' st Bogliacino), Zalayeta. A disp. Del Giudice, Montervino, Sosa, Calaiò. All. Reja
Udinese:(3-4-3) Handanovic, Zapata, Felipe (33' st Floro Flores), Lukovic, Ferronetti (25' st Colombo), D'Agostino (43' st Eremenko), Inler, Dossena, Pepe, Quagliarella, Di Natale. A disp. Chimenti, Coda, Candreva, Isla. All. Marino
Arbitro: Ayroldi di Molfetta
Marcatori: 3' pt Zapata aut. (N), 9' pt Pepe (U), 29' st Lavezzi (N), 31' Lavezzi (N)
Note: espulsi al 36' pt Cannavaro (N) per fallo da ultimo uomo e al 15' st Pepe (U) per doppia ammonizione. Ammoniti Felipe, Pepe, Mannini, Dossena, Zapata
Recupero: 1° pt; 4° st
La notte dei grandi ritorni. Il ritorno al gol di Ezequiel Lavezzi, autore di una straordinaria doppietta nella ripresa, coincide con una vittoria che mancava dallo scorso nove dicembre(1-0 al Parma). Un risultato conseguito al termine di novanta minuti disputati con estremo ardore da ambedue le formazioni. Reja e Marino confermano gli schieramenti paventati alla vigilia: esordio per Mannini sull’out sinistro nel 3-5-2 partenopeo, Ferronetti in luogo di Mesto e Pepe terzo alfiere offensivo nell’undici friulano. Partenza-super del Napoli. Zalayeta sfiora la rete impegnando Handanovic che alza in corner con l’ausilio della traversa; sugli sviluppi del susseguente calcio d’angolo Contini centra in pieno il montante su colpo di testa. Il vantaggio azzurro è nell’aria e giunge difatti dopo soli sessanta secondi: Lavezzi scocca dalla destra un tiro-cross che Zapata devia accidentalmente nella sua porta. L’Udinese, tuttavia, reagisce prontamente e perviene al pareggio all’ottavo: su calcio di punizione dalla sinistra Pepe batte un incolpevole Gianello con una superba girata mancina. Il match diviene vibrante, entrambe le compagini si spingono alla ricerca del raddoppio. Gli uomini di Reja sfruttano in particolar modo l’out destro, ove il volenteroso Garics pecca talvolta di precipitazione in fase di rifinitura; lodevole il moto perpetuo del duo Zalayeta-Lavezzi. Gli ospiti palesano da par loro un’ottima circolazione di palla e prediligono la ricerca dell’azione sviluppata in profondità. Note di merito per Dossena, instancabile maratoneta sulla sinistra, e Inler, esiziale metronomo in mediana; impalpabile, oltremodo emozionato per l’esordio nella stadio della sua infanzia, l’attesissimo Quagliarella. Ci prova Gargano da distanza siderale con un sinistro che lambisce il palo alla destra di Handanovic. Lo imita Pepe, che centra il palo con un tiro-cross dalla destra. Corre il trentacinquesimo allorché Zapata, lanciato verso la porta di Gianello, viene falciato da Cannavaro. Ayroldi non ha dubbi: fallo da ultimo uomo, Napoli in dieci. A dispetto della superiorità numerica, gli ospiti non esercitano una rilevante supremazia territoriale.
L’incipit dei secondi quarantacinque minuti di gioco è caratterizzato da un ritmo meno vibrante rispetto alla prima frazione. Al quinto Reja inserisce l’esordiente Santacroce al posto di Garics. Col trascorrere dei primi, l’Udinese avanza il proprio baricentro alla ricerca del vantaggio. Al tredicesimo Pepe si rende pericoloso con un pregevole tentativo di sinistro. Lo stesso ventiquattrenne attaccante è protagonista pochi attimi dopo dell’episodio che segnerà inesorabilmente le sorti della gara: simula un contatto nella metà campo azzurra e rimedia il secondo cartellino giallo della sua partita. Parità numerica ristabilita. La situazione psicologica è ora tutta in favore degli azzurri. Sale in cattedra Lavezzi, pungente con un fendente d’esterno destro dalla distanza. E’ la prova generale dello show allestito intorno alla mezz’ora. Dapprima una stupenda conclusione destra sul primo palo, poi un delizioso pallonetto mancino su Handanovic in uscita: tre a uno Napoli, il San Paolo ai piedi del genio argentino. El Pocho non timbrava il cartellino dallo scorso quattro novembre, allorché risultò decisivo nel finale contro la Reggina. Ultimo highlight della serata la standing ovation che Reja concede all’idolo partenopeo, rilevato da Bogliacino. Una vittoria scaccia-crisi che rilancia le ambizioni europee del sodalizio di De Laurentiis: la Sampdoria, in attesa dell’impegno di domani all’Olimpico contro la Lazio, dista una sola lunghezza.
