FIRMATO FERNANDEZ-DOSSENA: IL NAPOLI CHIUDE LA TRASFERTA LONDINESE CADENDO COL PORTO

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NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Zuniga (82’ Novothny), Gamberini (62’ Albiol), Fernandez, Dossena; Dzemaili, Radosevic (46’ Hamsik); Mertens, Pandev (55’ Maggio), Callejón (73’ Behrami); Calaiò (46’ Higuain) (Reina, Inler, Armero, Britos, Insigne). All. Benitez.

PORTO (4-3-3): Helton; Fucile, Otamendi, Mangala, Alex Sandro (65’ Ricardo); Herrera (89’ Tiago Rodrigues), Fernando, Josué (76’ Carlos Eduardo); Varela (76’ Licà), Ghilas (82’ Reyes), Quintero (71’ Iturbe) (Tiago Rodrigues, André Castro, Maicon, Fabiano Freitas, Danilo, Jackson Martinez). All. Fonseca.

Arbitro: Taylor (Inghilterra)

Marcatori: 42’ rigore Pandev (N), 50’ Ghilas (P), 67’ autorete Fernandez (P), 77’ Licà (P).

Ammoniti: Dossena (N).

Espulsi: –

Recupero:0 -0

Netto passo indietro rispetto al bel pari con l’Arsenal. Il Napoli finisce l’avventura dell’Emirates cadendo col Porto, cedendo alle proprie deficienze fisiche, effetto logico di una preparazione ancora da smaltire. Ma colpito in pieno soprattutto dalle clamorose topiche di Federico Fernandez e Andrea Dossena, l’uno strarichiesto da altri club, l’altro tornato per fine prestito più imbolsito di prima: Rafa Benitez dovrà pensarci su più di una volta, prima di decidere se tenerseli o no. Appena 22 ore dopo la sfida ai Gunners, il tecnico spagnolo rimescola le carte, cambiando la squadra per 9/11: tra i pali c’è Rafael, sugli esterni Zuniga e Dossena, con la coppia centrale Gamberini-Fernandez; nel duo di mediani arretrati ecco Dzemaili e Radosevic, i riconfermati Pandev e Callejon agiscono come trequartisti insieme alla novità Mertens; l’ariete è Calaiò. I Dragoes, sconfitti di misura nel match col Galatasaray, scendono in campo senza Jackson Martinez: per lui sono ore febbrili, le dirigenze azzurra e “azulbranca” sono a colloquio per trovare uno spiraglio alla trattativa per portarlo in riva al Golfo.

PRIMO TEMPO L’inizio degli azzurri non è brillantissimo: i portoghesi giostrano bene la palla, si rendono pericolosi soprattutto quando agiscono sulle fasce, ma anche nel momento in cui affondano centralmente. La prima occasione da rete, tuttavia, è per il Napoli, quando al 10’ Zuniga apre con precisione chirurgica per Pandev, ma il macedone a tu per tu con Helton cincischia troppo, consentendo il recupero di Otamendi. Due minuti dopo, su corner di Goran, Fernadez stacca di testa e pesca Calaiò, che, sempre con una zuccata, manda la sfera oltre la traversa.

Successivamente non accade molto: i Dragoes provano a impostare la manovra, i partenopei attendono tranquilli. La noia viene spezzata al 17’ ancora da Pandev, che al termine di un’azione personale conclude col mancino dal limite, costringendo agli straordinari Helton. Dopodiché subentra la monotonia, scandita da qualche spunto interessante di Fernando e Ghilas tra i lusitani e dai contrasti efficaci di Radosevic, il quale però si fa rimangiare tutta la sua fiducia quando tenta di riavviare l’azione, sbagliando qualche passaggio di troppo. A parte il dinamico Pandev e il generoso Mertens, il Napoli non combina molto: Calaiò è quasi assente, Callejon scende poco, similmente a Zuniga sullo stesso lato, Dossena corricchia come suo solito, anche se qualche cross in mezzo lo mette, senza speranza.

Non che i “rapazes” di Fonseca facciano meglio, dacché di sbagli in attacco ne combinano anche loro. Non avviene praticamente più nulla, finché al 33’ Calaiò approfitta di una distrazione di Otamendi e fa tutto da solo, anziché servire Pandev: sinistro dal limite, palla alta. Due minuti dopo replica il Porto con Josué, anche lui di sinistro e anche lui da fuori area: a lato di molto. Al 42’ arriva l’occasione che può sbloccare il match: Calaiò scende centralmente e suggerisce sulla sinistra per Mertens, il belga con una finta si libera del suo avversario e la rimette in area per il siciliano, strattonato da Fernando. I

l rigore è nettamente concesso da mister Taylor, e Pandev spiazza irrimediabilmente Helton. Un giro di lancette dopo i portoghesi potrebbero già rimettere le cose a posto, visto che Varela semina il panico e costringe Mertens al fallo, appena fuori dall’area: è la mattonella di Quintero, e difatti l’ex pescarese col mancino sfiora di pochissimo il palo. Con il vantaggio azzurro, meritato quantomeno alla luce delle occasioni avute, ma non certo se si considera il gioco espresso, si chiude la prima frazione.

SECONDO TEMPO Nella ripresa già due novità nel Napoli: ecco Hamsik e Higuain, al posto di Calaiò e Radosevic: Benitez sperimenta lo slovacco nel duetto di centrocampo, alla Gerrard. Il Porto ha un’occasione per pareggiare al 48’, allorquando Ghilas, imbeccato in area da Varela, approfitta di una dormita di Fernandez e tenta la sorpresa con un pallonetto di destro, mancando il bersaglio. Gli va meglio due minuti dopo: Fernandez se lo perde sul passaggio centrale filtrante di Quintero, e il franco-algerino supera Rafael con un destro, preciso abbastanza, da mandare la palla nell’angolino. Gli azzurri non si abbandonano a loro stessi, e anzi al 53’ potrebbero tornare in vantaggio: fallaccio al limite di Mangala su Pandev (Taylor non caccia il cartellino manco a corromperlo!), e Mertens su punizione manda la palla alta di sinistro. Ora però i Dragoes hanno preso più confidenza: giocano veloci, costruiscono trame ficcanti, si fanno vedere lateralmente soprattutto con Varela; due suoi traversoni insidiosi vengono smanacciati da Rafael. E’ ancora il Napoli tuttavia a tirare in porta al 57’: Fernandez una volta tanto ruba palla nella trequarti e con personalità serve Hamsik, lo slovacco smista al limite per Higuain che conclude col piattone destro, ma Helton para facile (troppo facile…).

Al 60’ è di nuovo Varela a calare totalmente indisturbato e a concludere in area, sparando alto sulla traversa. Due minuti dopo, Ghilas scatta sulla destra, penetra in area e centra per l’accorrente Fernando, il quale tocca di destro sfiorando il palo. Sessanta secondi, e Higuain si libera bene in area e suggerisce dietro per l’altro ex madridista Callejon, che conclude di destro costringendo Helton a respingere, sulla respinta si avventa Zuniga, e sulla sua conclusione il portiere lusitano compie un vero colpo di reni. Al 67’ Varela, in una zona di campo dove Dossena praticamente s’è fermato, scende libero e crossa: non ci sono attaccanti in area, bensì Fernandez che, nel tentativo di allontanare la minaccia, realizza il più clamoroso e “niccolaiano” degli autogoal. Bocciato, senza meno! Come bocciato l’ectoplasmatico Dossena, che al 73’ smarrisce lo scatenato Varela su apertura di Josué, e meno male che l’esterno dei Dragoes cicca la palla di destro mandandola out.

Due minuti dopo il nuovo entrato Iturbe ci prova con un destro a giro, mancando il bersaglio. Sempre due minuti e la frittata è fatta: Dossena recupera un buon pallone, ma rilancia nella maniera più goffa e imprecisa possibile, sfornando un assist in piena regola per il nuovo entrato Licà, che infila imperterrito per la terza volta.

Sarà il momento di cominciare a pensare a rimpolpare le fila in altri settori, piuttosto che concentrarsi su Jackson Martinez, non gettato nella mischia dal suo tecnico Fonseca. Nei minuti finali non si accendono luci tra le fila azzurre: Hamsik si dimena a destra e a manca, ma non incide; Higuain deve riprendere la forma migliore (diamogli tempo, ragazzi!), Zuniga non punge molto, Dzemaili appare sfasato ma è nel complesso tutta la squadra a calare fisicamente denunciando una mancanza di energie, le quali verranno più in là, quando la stagione entrerà nel vivo.

Non molte le certezze: Pandev sembra più pimpante, non viene meno l’impegno nel giovane Radosevic. E’ certo, comunque, che nel nuovo Napoli qualcuno dovrà farsi da parte; forse i protagonisti in negativo di oggi, ma non solo. E che al loro posto arrivino elementi migliori, più validi, specie a centrocampo. Una tesi che può essere discussa per quanto si vuole, ma confortabile dalle seguenti pagelle, a giudicare la prestazione degli azzurri.

 

LE PAGELLE

Rafael: 6. Partita senza infamia né lode, con alcuni buoni interventi sui traversoni avversari. Incolpevole sui goal.

Zuniga: 6. Da non buttare la sua prova, anche se potrebbe fare di più in proiezione offensiva. Manca il goal da pochi passi, tiene bene la posizione, si spegne negli ultimi minuti (Novothny s.v.).

Gamberini: 6. Tutto sommato, non commette molte sbavature (Albiol s.v.).

Fernandez: 4. Dopo un primo tempo bruttino, peggiora decisamente nella ripresa: dorme sullo sprint vincente di Ghilas, l’autorete è da antologia (ha voglia di gareggiare con Niccolai) e di sbagli ne fa altri ancora fino alla fine. Pessimo!

Dossena: 4. Ringrazi Iddio che è solo un torneo amichevole, altrimenti si sarebbe meritato un 3 netto. Timido in fase offensiva, impreciso nelle chiusure, sulla sua fascia Varela scorrazza che è una meraviglia (per il Porto). Emula Fideleff in occasione della terza rete: un vero e proprio passaggio per il miracolato Licà.

Dzemaili: 5.5 Non brillantissimo in fase d’impostazione, non sempre preciso nei contrasti, soffre molto il dinamismo di Quintero. Da rivedere.

Radosevic: 6.5 La nota lieta della giornata: aggredisce bene gli avversari, sradicando dai loro piedi diversi palloni, legge positivamente il tempo delle chiusure. Certo, non è sempre preciso quando si tratta di riavviare l’azione, ma lì deve imparare ancora molto. (Hamsik: 6.5 Ci mette lo zampino sempre, anche se a i mediani portoghesi lo tengono a bada. Molto meglio quando con l’ingresso di Behrami rioccupa la sua posizione abituale)

Mertens: 6. E’ ancora un po’ fuori fase, ma il modo con cui invita Calaiò in area nell’azione del calcio di rigore basta per capire che è in via di miglioramento

Pandev: 6.5 Sta bene, è già è qualcosa. Ma, a parte il goal, conforta la sua presenza in ogni fase dell’azione offensiva, agendo da trequartista centrale: è più dinamico, più pimpante, più in palla rispetto a diversi mesi fa. Speriamo che duri. (Maggio: 5 Corre a vuoto, come al solito; non mette e non toglie)

Callejón: 6 E’ costretto a giocare più di copertura che in fase offensiva. Va già meglio, ma non è ancora al top, nonostante l’impegno, e sbaglia qualche passaggio. (Behrami 6 In poco tempo a disposizione, riesce comunque a coprire bene in linea mediana)

Calaiò: 5.5 Spesso avulso dalla manovra e dal gioco; corre poco, anche se non lo fa male, ma s’intestardisce troppo nel voler segnare a tutti i costi. Il fallo da rigore su di lui è sacrosanto. (Higuain 5.5 Diamogli tempo: la forma latita, i movimenti deve ancora impararli, anche se l’assist per Callejon, proteggendo la palla, va già bene. Non mettiamogli pressione addosso).

Benitez: 6.5 Il mezzo punto in più gli va per il modo con cui sposta le pedine in corso d’opera, ad esempio piazzando Hamsik in mediana e poi spostandolo sulla trequarti. E per il modo con cui i suoi ragazzi (quasi tutti, almeno) cercano di riprodurre a memoria i suoi schemi e il suo gioco. Ma serve ancora tempo (oltreché rinforzi adeguati). E la sufficienza gli va anche per come accetta con serenità e signorilità i passi falsi come questo.

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