2007, UN ANNO D’AMORE
Sicuramente un 2007 da incorniciare, incominciato il 14 gennaio con una vittoria in notturna sul Verona, calcio di rigore trasformato da “Iron Bucchi”, per poi terminare in serie A in casa con il Torino di Walter Novellino con un punteggio deciso sicuramente dal sig. Trefoloni con il risultato di 1 – 1.Una cavalcata trionfale quella degli azzurri, costretti per buona parte del campionato ad inseguire la coppia Genoa – Juve, per poi sferrare il colpo decisivo negli ultimi due mesi, quelli cruciali, importanti, decisivi.Nella mente di questo fantastico pubblico scorrono ancora le immagini di quel trionfo voluto, cercato e afferrato con tutta la grinta e la voglia di un popolo ormai stanco di vedere la propria maglia girovagare sui campi di provincia e zone limitrofe, come sembrano lontani quei campacci spelacchiati, dove la rigida e cervellotica mente di un certo palazzo aveva costretto squadra e tifosi a giocare per conquistarsi un posto al sole, dopo la mortificazione della serie C, del Rag. Macalli, ecco la serie B super blasonata, con Juventus, Genoa, Verona, Napoli, Brescia e Mantova, senza dimenticare il Rimini e il Bologna squadre di peso in questa categoria.
Gli azzurri non conoscono ostacoli, Juventus a parte, sono i veri trionfatori di questo campionato, ricordiamo che la vecchia signora del calcio era stata penalizzata di molti punti, poi ridotti a soli nove dal palazzo amico, altrimenti sai le risate che ci saremmo fatti, il Napoli gestisce, cadenza, non senza problemi quelle che sono le sue forze, la svolta decisiva per il sogno “A” fu sicuramente la trasferta di Brescia, poi venne lei, la partita della vita, quella che ogni napoletano sogna di andare a vincere, non fosse altro che a Napoli amano moltissimo la storia d’amore tra Romeo e Giulietta, Verona – Napoli. In quel pomeriggio da cani, tre raggi di sole illuminarono le maglie rosso fuoco del Napoli, tre lampi che stesero gli scaligeri, li condannarono alla serie C e riportarono definitivamente in serie A gli azzurri, sostenuti in quella partita da solo venti tifosi protetti da decine di steward e poliziotti per sottrarli alla feroce rabbia dei tifosi veronesi, di li a poco si sarebbe compiuto il capolavoro, ultima giornata Genoa – Napoli, gemellaggio tra le tifoserie e nel punteggio 0-0, esplosione finale a Marassi, entrambe le squadre in serie A, Napoli un vulcano che erutta una gioia incontenibile, all’aeroporto la squadra è praticamente circondata dall’affetto della città, che solo dopo due ore attraversa con un pulmann scoperto, il trionfo si conclude con la festa al San Paolo, in 60.000 solo per dire “Siamo in A”, neanche il tempo di tirare il fiato che si ricomincia. Arrivano Lavezzi, Gargano, Hamsik, Blasi e Zalayeta, qualcuno è una vera scommessa, vinta ovviamente, arriva la Juventus, in 70.000 per incitare gli azzurri contro la vecchia signora, eurogol di Gargano che fa il verso a Del Piero, poi due calci di rigore affondano i bianconeri, ORRORE, apriti cielo, come si sono permessi di concedere due rigori contro la Juventus? Dibattiti, tavole rotonde, trasmissioni televisive, fiumi di inchiostro per difendere l’onorabilità e la suscettibilità dei bianconeri, che a gran voce reclamavano i torti subiti, chissà perché poi non hanno mai chiesto scusa per i gravi danni creati ad altri club con le loro malefatte, ma una cosa non potrà mai essere cancellata, Napoli – Juventus 3 – 1, con le note finali di “O’ surdate ‘nammurate” cantato a squarciagola dai 70.000 che non ne volevano sapere di andare via, tanta era la voglia di festeggiare i propri beniamini.
Un'altra delle pagine belle di questo campionato di A è certamente il pareggio di Roma finito 4 -4, una partita di altri tempi, che riavvicina lo sportivo più restio al calcio, partita vietata ai tifosi napoletani e romanisti, un altalena di gol, Lavezzi, Hamsik, Gargano siglano dei da antologia, se il Napoli avesse vinto quella partita, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo.E’ una squadra giovane, desiderosa di crescere e migliorare, lasciamo che il tempo gli dia ragione, il Presidente ha sempre sostenuto che con questa compagine si può arrivare dal dodicesimo al decimo posto, ma che sicuramente l’anno prossimo ci divertiremo, noi gli crediamo, ha la stessa sete di vittorie dei tifosi azzurri, Le auguriamo, ci auguriamo, un 2008 ricco di soddisfazioni e vittorie senza se e senza ma, Presidente, la Sua grinta sarà la carica della squadra, al resto penserà questa città mai doma, mai vinta, mortificata, forse, oltremisura da chi non la merita.Buon anno Presidente, Buon anno Napoli, sia alla squadra che alla città, risorgi anche tu, una città non può morire se c’è un cuore che batte, e nessun cuore batte forte come quello del Napoletano, un cuore così forte merita rispetto, Napoli e il Napoli non si discutono, si amano, Buon anno a tutti per un 2008 all’insegna della gioia per non soffrire più.
