IL PROBLEMA ATTACCO NASCE DAL MERCATO ESTIVO, SI O NO?

(ACCUSA PM .LUIGI GIORDANO) Il Napoli con tre risultati ad occhiali nelle ultime quattro gare ha dilapidato la possibilità di arrivare allo scontro diretto con la Juve ad una distanza plausibile. E’ inutile dire si costruiscono le occasioni ma gli attaccanti le sprecano, sicuramente ad Ancelotti che è un creatore di presupposti si può imputare poco o nulla, il problema è tecnico. Il problema parte dal mercato estivo in cui la società ha dichiarato che comprare una punta non era una priorità, ha addirittura fatto partire Inglese verso Parma e ci troviamo con seri problemi adesso. Milik dopo due infortuni seri era una scommessa dal punto di vista fisico, il suo rendimento non è stato malvagio ma rimane un attaccante non top, cioè uno che ha bisogno di cinque palle gol per realizzarne una. Gli manca completamente la freddezza sotto porta ed inoltre è uno che va servito ad hoc ed in un certo modo non inventando i gol come facevano Higuain e Cavani. Si puntava su Mertens sperando che il suo istinto sotto rete fosse lo stesso di quello sotto la gestione Sarri, in realtà il suo rendimento è in fase discendente da marzo scorso e lo si è visto negli ultimi mondiali. Cosi come Insigne potrà essere il re degli assist ma aspettarsi da lui quindici reti è utopia, gli manca anche lui quella freddezza davanti al portiere, lo stesso dicasi per Callejon, in quanto sono delle ali e non sono abituati a segnare come chi è nato centravanti. A ciò ci aggiungiamo Verdi e Younes perennemente infortunati e capiamo il problema del gol del Napoli. Andava comprata una punta a gennaio, la colpa è solo della società per il solito ottimismo
DIFESA (AVV. ANTONIO LEMBO)
Dare la croce del problema del gol agli attaccanti o al “solito” Milik è diventata la panacea di tutti i mali. A Luglio, inoltre, erano tutti convinti della qualità dell’attaccante polacco e all’unisono si era rinunciato tranquillamente ad Inglese sapendo che non avrebbe mai avuto spazio in questa squadra. Rimpiangerlo ora è un paradosso. Si è voluto dare la tranquillità a Milik di sentirsi al centro del progetto Napoli e la società ha riposto in lui tutta la fiducia possibile. I 12 gol, senza rigori, realizzati in campionato sono in tantissimi casi risultati decisivi. Basti pensare che ben due gli ultimi tre gol realizzati in trasferta dal Napoli, sono stati proprio del polacco. Gol non da poco ma decisivi perché sono valsi le vittorie con Atalanta e Cagliari. Un suo appannamento, dopo due anni di quasi inattività, lo si può concedere, in quello che è il suo vero primo campionato importante in Europa. Proprio in Europa, nell’ultima trasferta con lo Zurigo, il Napoli ha ben finalizzato le tante azioni con ben tre reti. Altre difese quelle europee rispetto all’Italia, di certo ciò che sta mancando al Napoli ultimanente non sono solo i gol degli attaccanti ma soprattutto quelli di centrocampisti e difensori che tante castagne dal fuoco avevano tolto lo scorso anno. Alle statistiche vanno però aggiunti anche i 18 pali dall’inizio dell’anno….davvero non pochi….Inoltre non dimentichiamo che in questo ultimo mese, il Napoli ha rimodellato la squadra e il gioco, rinunciando a cuor leggero ad Hamsik e perdendo per strada per infortunio Albiol, due perni della manovra azzurra. La speranza è ora riposta nel recupero psicologico ma soprattutto fisico dei suoi esterni offensivi che hanno dimostrato “altrove” di poter garantire quella decina di gol nell’arco di una intera stagione. Un jolly che gli azzurri, sorte permettendo, potrebbero giocarsi nel finale di stagione…pali permettendo….


