Tatticamente – Il terzino per antonomasia: bentornato Faouzi Ghoulam!

È stata indubbiamente la partita di Faouzi Ghoulam. Splendida, giocata benissimo: l’anno ed oltre di stop non s’è minimamente avvertito. È sembrato essersi riposato l’algerino in questo lungo, lunghissimo frangente di tempo che l’ha tenuto lontano dai campi di calcio. È tornato a galoppare sulla fascia e l’ha fatto per la prima volta nel nuovo Napoli di Ancelotti. Che immediatamente scopre il suo terzino perfetto. Vedrete che non potrà farne a meno: per fisicità e ovviamente qualità tecniche oltre la media, Ghoulam rappresenta il prototipo ideale dell’esterno difensivo basso voluto dal tecnico di Reggiolo. Spinge con continuità, si sovrappone largo ed internamente, a tratti è praticamente un attaccante aggiunto, quello che sguazza in mezzo al tourbillon generato dalle due punte centrali oltre alle ali. Nel primo tempo c’è stata una azione esemplificativa che dimostra meglio di tante parole quello che stiamo provando a raccontarvi: lancio terzino-terzino, Hysaj per Ghoulam che dalla parte opposta stava già sopraggiungerndo per affondare il colpo in area. E poi un’altra ancora nella ripresa: quando Ounas, schierato a destra al posto di Callejon per dare maggiore creatività al reparto offensivo e soprattutto al lato destro del campo (dove alle sue spalle mancava Malcuit, ad esempio, mentre c’era il più scolastico Hysaj), ha scodellato un pallone che ha attraversato l’intera area dipingendo nel cielo del San Paolo un meraviglioso arcobaleno che proprio Ghoulm ha raccolto, stoppato e poi sprecato (peccato) sul secondo palo. Di Napoli-Frosinone, troppo scontata perchè di Napoli-Chievo per una squadra come il Napoli ce ne può essere soltanto una (ed è forse pure già tanto), non è possibile fare una analisi tattica complessiva: sarebbe francamente pleonastico stare qui a discutere delle leggerezze dei difensori ciociari, della presunzione di Longo di voler venire ad imporre il proprio gioco, in casa di una grande, assecondando l’impostazione dal basso col portiere (il calcio d’angolo da cui il gol di Zielinski nasce esattamente da un disimpegno malamente sbagliato in area per eccesso di confidenza). Focus, allora sui singoli. In particolare sulle “sorprese”, sulle novità di formazione proposte da Ancelotti all’inizio e durante la gara. Per adesso giudizio sospeso sull’altro debuttante dal primo minuto: Alex Meret. Una uscita pericolosa (malintenso con Luperto) e nulla più: Maiello e compagni non l’hanno mai impegnato, e tanto basta per rinviare a data da destinarsi una fotografia più precisa di questo giocatore di cui si parla comunque un gran bene. Interessante, per il resto, l’ingresso di Younes – per tutti Amin – che finalmente abbiamo impararo a conoscere: anche per lui, però, bisognerà attendere ancora un pò.

7 giocatori azzurri ad appoggiare la manovra. Uno è l'”intruso” e si chiama Faouzi Ghoulam: gli altri sono infatti attaccanti e centrocampisti, l’unico difensore è lui. In mezzo a due, taglio alle spalle della difesa del Frosinone e grazie all’assist di Ounas si presenta davanti a Sportiello. Una caratteristica, una capacità di sostenere l’azione nelle fasi più calde che lo rendono unico ed indubbiamente diverso dal “rivale” di corsia Mario Rui, che ha ben altre abilità: di fatto il portoghese si limita al palleggio in zona trequarti, alla circolazione di palla nei triangoli stretti e a qualche cross basso; quindi basta, il suo contributo finisce. Ghoulam ha invece la voglia, ma soprattutto il passo, la gamba e la fisicità giusta per saper entrare – e stare, combattere – anche dentro le aree di rigore avversarie. Che adesso il Napoli potrà permettersi il lusso di poter riempire sempre con un giocatore in più, con l’uomo in più finalmente ritrovato.

 

Ancelotti ha oramai scelto la sua linea mediana ideale; insomma l’ha capito che non può prescindere dalla coppia Allan-Hamsik. Sono complementari, l’uno rispetto all’altro. Si trovano, si cercano e s’inseriscono – come nella fattispecie – alla perfezione. Tutti gli altri centrocampisti centrali a disposizione di Ancelotti non valgono assolutamente i titolari: per rtà, inesperienza ed oggettivi limiti individuali non sono in grado di comandare le partite, il gioco, quando schierati. Diawara si nasconde; Rog vuole spesso strafare ma è acerbo e confusionario – anche se forse è quello che ha più margini e potenziale di tutti; mentre Zielinski è stato bocciato – in quella posizione – dopo il disastroso “esperimento” con il Chievo.

 

Ma tornando all’arma letale che è Faouzi Ghoulam, il valore aggiunto rappresentato da questo straordinario calciatore lo vedi pure in un fondamentale che nel calcio moderno genera oramai una percentuale altissima di realizzazioni. Sono i tiri dalla bandierina. La facilità di calcio di Ghoulam è garanzia di comodi e precisi traversoni telecomandati all’indirizzo dei saltatori che affollano l’area del portiere nelle situazioni da fermo – i corner. Milik e Koulibaly, in occasione dell’angolo che manda in gol proprio il polacco, sono a due passi dalla linea di porta, consapevoli che il cross del compagno arriverà esattamente lì, in quella zona specifica, dove una traiettoria forte e tagliata – quale è stata l’esecuzione da parte di Ghoulam -, basta semplicemente spizzarla per risultare imprendibile per chiunque. Una specialità che tante partite ha risolto al Napoli nella seconda metà della scorsa stagione, e che quest’anno stava mancando. I centimetri delle “torri” servono, è vero; servono però anche i piedi buoni del “battitore”. Di Faouzi Ghoulam!

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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