IL MURO DI GOMMA. LA COMUNICAZIONE NON ESISTE
Cari lettori, il grottesco alberga a Castelvolturno nella sede della SSC NAPOLI. Ancora una volta l' ufficio stampa, per bocca dell' ufficio di segreteria, ha ritenuto negare l'accredito alla nostra testata per l'espletamento del diritto di cronaca afferente la partita Napoli-Parma. Per l' ennesima partita, quindi, non potremo documentare, con i nostri consueti resoconti, il match della coppa tricolore.
Bisogna essere chiari per non cadere davvero nel ridicolo. Questa società, gestita in modo bifronte, è tutt'altro che una società modello, tralasciando, per buon gusto ed educazione determinati aspetti circa l'organizzazione e la gestione della società, vogliamo soffermarci solo sull' aspetto della comunicazione. Questo settore è gestito in modo a dir poco dilettantistico. In pratica non c'è un regolamento unitario che regoli l' attività delle interviste ai tesserati, viene offerto, ed è gravissimo ciò, un trattamento disparitario ai colleghi che scrivono per la carta stampata rispetto a quelli delle tv-radio e delle testate telematiche. Ma ciò, sicuramente non per responsabilità dei giornalisti, bensì dell' addetto stampa che ritiene di voler ghettizzare determinati organi di informazione, non permettendogli di lavorare nelle condizioni ottimali o addirittura, come nel nostro caso, di non lavorare proprio. Per di più questo signore si è permesso, dopo Napoli-Crotone, di addurre delle pretestuose scusanti per il nostro mancato accredito, ha perseverato per giustificare il nostro mancato accredito con la partita della Juventus, ma per la parita contro il Parma non avendo più nulla da dire per giustificare il suo atteggiamento discriminitorio nei confronti di pianetanapoli e del suo legittimo diritto di cronaca, ha preferito in modo vile far chiamare dalla segretaria per non parlare con la nostra redazione. Questo dovrebbe fare capire ai lettori ed ai tifosi che comunicazione fa, con gli organi di informazione, il calcio Napoli. Un ufficio stampa che in tre anni mai ha emesso un comunicato stampa per i giornalisti, solo qualche telefonata a qualche collega amico per farfugliare qualche notizia sulla squadra. Forse sarebbe il caso che tornasse a curare l' ufficio stampa dell' handball come faceva un tempo o si dedicasse al suo sport preferito: l' ippica.
Se Sparta piange, Atene non ride. Coloro i quali dovrebbero gestire la società ai massimi vertici, allo stesso modo non sono da meno nel commettere gaffe con gli organi di comunicazione. In primis il presidente, che con la sua prosopea e la sua arroganza, ha offeso in modo del tutto gratuito una collega, rea solamente di avergli posto una domanda intelligente e "non pilotata" sui problemi della squadra. Ma anche colui il quale gestisce di fatto la società, dall' arredamento delle stanze fino alla zollatura del terreno di gioco, ossia il direttore generale, ha ritenuto di dire che i giornalisti sono "ballerini" e che coloro i quali fanno opinione in tv o in radio sono dei falliti. Davvero non male per noi giornalisti essere definiti terroristi prima (dal presidente) e ballerini poi (dal direttore generale del Napoli). Questi attacchi del direttore ai giornalisti ed opinionisti sono del tutto gratuiti e da censurare, forse vuole arrivare anche a querelare i giornalisti, come fece una decina di anni fa in riva all' Adriatico per una vicenda di illecito sportivo che portò alla sua inibizione per tre anni. In quel caso il cronista abruzzese fu querelato, ma le notizie erano tutte vere e in tribunale si tolse anche la soddisfazione di vincere. Non ci meravigliamo più di niente, questa società non conosce che cosa significa fare comunicazione, indice un silenzio stampa per far trovare la concentrazione ai giocatori, come se poi fossero i giornalisti con le proprie disamine costruttive a scendere in campo il sabato.
Male, molto male, così non si va da nessuna parte, anche la vergogna di essere l' unica società professionistica a non avere un sito ufficiale, denota le lacune di questa società nel settore della comunicazione. La società del Napoli non può pensare di avere a che fare con stampa compiacente che chiuda gli occhi e non giudichi ciò che avviene in campo e fuori in modo obiettivo. Non ci meravigliamo poi che, nonostante sia stato fatto un esposto all' USSI e alla Lega Calcio, la SSC NAPOLI, davvero in modo inopinato e senza alcun rispetto della libertà di stampa e del diritto di cronaca, continui a non accreditare pianetanapoli.it al San Paolo. Dopo vacue e subliminali scuse, a nostra precisa domanda sulle motivazioni del rifiuto dell' accredito, nulla ci è stato detto. E' calato il silenzio. E' proprio un muro di gomma, difficile da perforare.
