L’OCCASIONE SPRECATA DA DE LAURENTIIS

Un'occasione persa, sprecata. Il calcio italiano eleggendo Antonio Matarrese a Presidente di Lega ha fatto non uno ma diversi passi indietro. O meglio, ha espresso la chiara volontà di non innovarsi, migliorare, cambiare. O quantomeno provare a farlo.

Sempre la stessa gente, sempre le stese facce, sempre gli stessi modi di fare, malcelati da dichiarazioni d'intenti ricche di propositi (solo quelli) di rinnovo e serietà. Non c'è. Il calcio italiano non c'è. Non sa esprimere altro che i vari Carraro, Petrucci, Matarrese, Mazzini. Ipercriticati e poi al momento decisivo eletti e nominati. Non c'è la volontà di cambiare registro.

E l'occasione l'ha persa anche Aurelio De Laurentiis, andato fino a Milano per votare Matarrese, compiacendoci per la scelta e gettando alle ortiche mesi di strali contro il calcio "governato sempre dagli stessi personaggi", e per il quale ci sarebbe "bisogno di uno svecchiamento".

Alla faccia dello svecchiamento. Poteva dare un segnale forte, da ultimo arrivato nel Palazzo che conta, ed invece De Laurentiis si è allineato agli altri 25 presidenti che hanno dato il proprio voto al vecchio che avanza e s'impone, non desidera tramontare perchè il sistema fa solo finta di voler mutare.

Nel '94 Matarrese aiutò Ferlaino a non far fallire il Napoli (anche se lì cominciarono i mali del club azzurro). De Laurentiis non si sarà ricordato di questo "favore" per ricambiare. Ha votato Tonino perchè convinto che può essere l'uomo giusto, l'uomo dei fatti. Quei fatti che non hanno preso la stessa direzione delle parole proferite per un anno intero. "Largo ai giovani", grida De Laurentiis.

Ma poi… vota Antonio… Evviva la coerenza (premiata da un posto nel Consiglio di Lega?).

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