Lo Zibaldone azzurro:Napoli-Atalanta dalla A alla Z
Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto
Affascinante e strabiliante la Dea Atalanta che nonostante un tasso tecnico nettamente inferiore riesce ad imporsi anche al San Paolo.
Brillantezza-Ciò che è mancato agli azzurri nell’arco di tutti i 94 minuti. Stanchi, confusi, irriconoscibili…
Caldara-Sembra un crudele scherzo del destino ma purtroppo non lo è. A distanza di due giorni dal match dello Juventus Stadium, è proprio un futuro calciatore bianconero a far crollare tutte le certezze della squadra partenopea.
Diawara-Prima prestazione deludente per il gioiello guineano. Soffre la marcatura a uomo di Kurtic, così come accadde a Jorginho lo scorso 1 ottobre.
Estasi irrefrenabile dei supporters orobici che accolgono con un tripudio il ritorno dei loro beniamini. Bisogna essere sportivi…il calcio è questo, si vince e si perde, ma è sempre una festa!
Freuler-Non impeccabile in fase di impostazione, ma è un motore inesauribile, non si ferma un istante. Dinamismo impressionante da parte del buon Remo.
Gasperini- A lui vanno tutti gli elogi del caso. L’Atalanta è l’unica squadra italiana alla quale il Napoli non ha fatto gol. È al quarto posto a -3 dalla zona Champions e un fatturato che dista anni luce da quello dei partenopei. I numeri parlano da sè.
Horror- Le prestazioni di Hamsik e Hysaj nettamente al di sotto delle aspettative. Il capitano è stanco, appannato e lo si intuiva già da qualche settimana. Per Elseid vale lo stesso discorso. Eccesso di intransigenza…
Immobile tutta la retroguardia azzurra in occasione del primo gol ospite. Eppure è passata da un pezzo la moda del Mannequin Challenge.
Lezione di sportività dei tifosi partenopei. Al 94’sarebbe stato lecito fischiare la squadra al termine di una gara giocata con una convinzione nulla. E invece il pubblico manifesta tutta la propria vicinanza nei confronti del collettivo. Nel bene e nel male tutte le sfide vanno affrontate insieme.
Mertens-Va in difficoltà contro una difesa arcigna ma allo stesso tempo valida tecnicamente. Dries ci mette del suo sciupando un gol clamoroso sotto porta. Serata decisamente no anche per lui…
Non c’è tempo per piangersi addosso:rimbocchiamoci le maniche, rimettiamo la sesta e ripartiamo!
Oro di Bergamo-Conti, Spinazzola, Caldara, Petagna, Bastoni e ricordiamo anche Gagliardini…l’Atalanta investe tutto sul proprio vivaio lanciando ogni anno giovani prospetti destinati a diventare calciatori di livello. Complimenti alla società di Percassi che crede fortemente nelle potenzialità della scuola calcio italiana.
Papu Gomez-Così come nella partita di andata, brucia costantemente il povero Hysaj che ci capisce davvero poco e nulla. Grave non aver appreso la lezione a distanza di 5 mesi.
Qualità dei nostri uomini azzerata dall’Atalanta…squadra operaia, pragmatica, poco bella ma vincente!
Rog-È l’emblema di questa stagione. Unico incontrista a disposizione del mister, ma anche con l’infortunio di Allan non trova mai spazio. Quando gli viene preferito Maggio davvero credevamo di essere incappati in un brutto incubo ma purtroppo è tutto vero.
Sarri-Dispiace dirlo ma è uno dei principali responsabili della debacle di ieri. Sostituzioni effettutate con colpevole ritardo, cambio modulo ma perennemente monotematici. All’esame Atalanta il mister si è fatto bocciare due volte!
Traverse colpite da Insigne e Mertens-Come se non bastasse si aggiunge anche tanta sfortuna che impedisce al Napoli di rientrare in partita.
Umorale-La squadra ancora una volta dimostra di essere oltremodo altalenante. Mancanza di stimoli, poca cattiveria, scarsa determinazione…così facendo si fa svanire quanto di buono è stato fatto durante la stagione.
Veemente, terrificante e violentissimo l’impatto al suolo di Raphael Toloi. Avevamo temuto il peggio ma per fortuna il difensore nerazzurro si rialza dopo pochi secondi accompagnato dagli applausi dei 40mila del San Paolo.
Zielinski-È la brutta copia del calciatore ammirato in questo campionato. La catena di destra è stata un disastro…non a caso le poche azioni degli azzurri sono state sviluppate sul fronte opposto.


