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La dura legge del goal

Reduci dalla stessa città: Genova. Arrivati da due squadre diverse: Sampdoria e Genoa. Stiamo parlando di Manolo Gabbiadini e Leonardo Pavoletti. Storie di bomber che si incrociano e si susseguono, si intrecciano, si sfiorano quasi, ma forse non ci toccheranno mai. Il mercato di Gennaio è nel loro destino, entrambi sono approdati a Napoli nella sessione invernale del calciomercato, ma già tempo prima si conosceva il finale del copione. Uno sbarca dall’aereo, l’altro a meno di clamorosi colpi di scena ci salirà, per ritornarci da avversario. In quell’aeroporto di Capodichino, in una fredda giornata di inizio Gennaio, c’erano 1000 tifosi per dare il benvenuto a quel ragazzo bergamasco, schivo nel suo essere, ma pieno di speranze e di talento. Nella seconda metà di stagione, Manolo mette insieme complessivamente 30 presenze, segnando la bellezza di 11 goal, mica male per una seconda punta. Da Benitez a Sarri le cose cambiano vertiginosamente. Higuain non è più un suo collega di reparto, ma bensì di condominio, di fatto Manolo è destinato ad essere l’ombra del pipita. La fiducia e il goal per un attaccante sono essenziali, c’è la sensazione che il calciatore sia poco stimato dal proprio allenatore. Diceva Horst Wein, ispiratore della cantera catalana: “Un obiettivo primario nello sviluppo di un giovane calciatore è favorire sempre la creatività dei bambini. Tutti loro ne hanno, ma sia a scuola che a calcio viene castrata, perché sono sempre sotto esame, sempre vincolati ai risultati. Così prevale lo stress che è nemico della creatività”.
Gabbiadini non è di certo un bambino, ma evidentemente non regge la pressione di una piazza esigente come Napoli, la sua posizione in campo ha fatto il resto.
Per uno che va, c’è uno che viene. Leonardo Pavoletti, Livornese e Toscano come Sarri, cercato insistentemente proprio per sopperire all’assenza di una vera prima punta, nell’attesa che Milik faccia il suo percorso di riabilitazione.
Lui i goal li sa fare, ed ha l’età giusta per caricarsi le responsabilità sulle spalle.
Napoli è l’occasione della vita, per lui la sfida è appena iniziata, e farà di tutto per non salire su quell’aereo, c’è da giurarsi.

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