Non mi piace la comunicazione. E le pressioni le lascio agli altri…

I trucchi di Sarri sono noti: lamentarsi per mettere le mani avanti (dal fatturato agli arbitri, dal terreno di gioco alla rosa), mettere le mani avanti per alleggerire il peso mentale dei suoi giocatori. Agitando, di tanto in tanto, sospetti; sottolineando fino alla noia le distanze abissali con la Juventus; alludendo a chissà quali limiti attuali del suo organico a fronteggiare una stagione da protagonista. Anche quando è costretto a rispondere alle domande sullo scudetto, l’allenatore del Napoli prova a metterci sempre una pietra sopra. Quasi fosse un macigno. «La Juve è la più forte». Quella pietra, alla fine, sembra che se la tiri sempre addosso. Perché le parole dopo Bergamo sanno di resa anticipata. E la cosa chiaramente non piace all’ambiente.
Secondo Sarri, il Napoli ha un gruppo solido e il potenziale per arrampicarsi fino in cima alla serie A, ma è ancora troppo «giovane» per vincere. E questo lo spinge, dopo sette giornate di campionato, a dare la sensazione di alzare già bandiera bianca.
Sarri vuole essere calamita di tensione, perché l’obiettivo deve essere quello di alleggerire da responsabilità i suoi giocatori. Sia dopo una vittoria che dopo una sconfitta, e non è la prima volta che accade. Il tecnico non è mai stato un maestro nella comunicazione, ma si può dire che quando parla lo fa solo per dire la verità e attualmente il Napoli soffre ancora della sindrome delle “piccole” sopratutto in trasferta. La strategia di affermare che la Juve abbia già vinto il campionato non deve suonare per forza come un segno di resa (Sarri non è il tipo di abbattersi facilmente), ma bensì è la pura verità che la Juve sia la strafavorita e, come nell’ambiente juventino citano il Napoli per una candidata alla scudetto (per creare pressioni), Maurizio Sarri risponde con la stessa moneta per rigettare le pressioni sui bianconeri. Come già detto, Sarri è così un tipo senza peli sulla lingua e che piaccia o no il suo modo di comunicare poco conta, la differenza la fa il terreno di gioco, il calcio giocato e quando si parla di calcio il Napoli è una delle poche se non l’unica squadra italiana a dispensare calcio totale.

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