LA FIGC DECIDE SU ISCRIZIONI E RIPESCAGGI
Lunedì 12 dicembre è in programma l’ultimo Consiglio Federale dell’anno solare, che precederà di una settimana l’assemblea delle società di C convocate lunedì 19 presso la Lega di Firenze. In Via Allegri si dovrà deliberare su argomenti di estrema importanza. All’ordine del giorno, oltre alle consuete "modifiche regolamentari", ci sono infatti due punti di grande delicatezza: i termini per l’ ammissione delle società ai campionati professionistici 2006/2007 e i criteri di ripescaggio attinenti alla medesima stagione sportiva. Entro una settimana arriverà anche il comunicato, presumibilmente numero 124/A, che cancellerà il comunicato numero 148 emesso l’anno precedente ed il numero 163 del 31 gennaio 2005, che regolamentavano rispettivamente i criteri di ripescaggio ed i termini per l’iscrizione ai campionati per l’attuale stagione sportiva. I due documenti diventeranno carta straccia dopo essere stati entrambi "annullati" da tutto ciò che è successo la scorsa e caldissima estate. La Federcalcio quest’anno è intenzionata a ridurre al minimo i rischi di contestazione, per evitare come già successo che i propri membri vengano iscritti al registro degli indagati presso la Procura di Roma. I principi che verranno emanati lunedì (o comunque a breve scadenza) saranno improntati sulla massima discrezionalità, fermo restando alcuni punti-cardine come il concetto di "perentorietà dei termini" per gli adempimenti richiesti, cancellato tanto incautamente quanto impropriamente dalla Co.A.Vi.Soc dopo la riunione del 12 luglio 2005. Carraro è intenzionato a ribadire regole rigide per l’iscrizione ai campionati nonché la stessa perentorietà per chi dovrà osservarle, e per evitare "scherzi" dai tribunali amministrativi (che in estate riabilitarono Messina in A, Gela e Torres in C1) il presidente federale è intenzionato a tutelarsi con una nuova regola che penalizzerà chi sarà riconosciuto idoneo da un tribunale, sportivo o amministrativo. L’ultimo (e unico) grado di giudizio per dimostrare di essere in regola sarà infatti la Co.A.Vi.So.C., l’organo di appello creato per chi viene bocciato dalla Co.Vi.So.C. Ci saranno pochi giorni di tempo per inoltrare appello dimostrando di aver sistemato quanto la Commissione di Vigilanza sui bilanci delle Società avrà evidenziato come irregolare. Chi comparirà nella "lista nera" della Coavisoc verrà escluso da un primo Consiglio Federale. I club bocciati potranno sperare fino alla fine di essere riammessi, ma non senza scontare una penalità nel campionato successivo, che dovrebbe essere di due punti per ogni tribunale interpellato (l’iter legittimato dalla Figc è CCA Coni, III sezione Tar Lazio e Consiglio di Stato). E’ un modo per tutelare chi si mette in regola pagando entro i termini indicati, ma è altresì un modo per non cancellare chi avrà comunque regolarizzato la propria posizione anche se fuori tempo massimo (si tratta di una perentorietà…non perentoria). Se queste modifiche regolamentari verranno approvate, applicate alla scorsa stagione avremmo avuto Gela e Torres partenti da -6, Messina partente con -4 e Treviso comunque "immacolato". Nella riunione di lunedì non si farà cenno, comunque, a controlli progressivi della Covisoc ed eventuali penalizzazioni a campionato in corso: i buoni propositi, salvo improbabili sorprese, rimarranno aria fritta. Capitolo ripescaggi. Nessuna società avrà "diritti" da reclamare o difendere. Non è intenzione della Federcalcio ricevere ricorsi inerenti a posizioni di merito nelle graduatorie stilate dagli stessi organi federali. Verrà inoltre ribadito il divieto per le società di ricorrere contro altri club: la giurisprudenza delle battaglie del Napoli avrà valore molto relativo. La Figc si riserverà massima discrezionalità nella scelta dei ripescaggi. Non esisteranno agevolazioni per i club retrocessi in B o in C così come non ci saranno preclusioni per chi, in C, è stato ripescato in una delle cinque precedenti stagioni sportive. E questo non solo per evitare indigeste battaglie legali, ma soprattutto per contrastare il fenomeno del calo degli spettatori, che in un calcio poco attento ai valori sportivi e molto accorto al portafoglio non può essere sottovalutato. Nell’ultimo Consiglio Federale, il problema dei ripescaggi ha portato i presidenti delle varie componenti ad una discussione animata. Macalli ha addirittura proposto di abolirli e di ridurre il numero di società professionistiche: secco il no di varie componenti, Assocalciatori in primis. Galliani ha invece riportato ai colleghi quelli che sono i numeri di un vertiginoso calo di pubblico in serie A, additando (bugia consapevole) il Decreto Pisanu come causa di tutti i mali e facendosi portavoce di una proposta quasi unanime. Dato per pacifico ed indiscutibile che non si possono toccare i diritti acquisiti, cioè le promozioni ottenute sul campo, l’orientamento assunto nei confronti di chi può avere solo aspettative e non diritti (il Treviso o l’Ascoli di turno) è quello di decidere le scelte in base a diversi parametri: tradizione sportiva della società, bacino di utenza (stadio e numero di spettatori), posto in classifica conquistato. Ognuno di questi parametri dovrebbe incidere per circa un terzo sul punteggio finale: è evidente che questo criterio stravolgerebbe una regola finora fondamentale, cioè il verdetto del campo. Un sistema, per la verità, che va facendosi strada da qualche anno e che negli ultimi tempi ha arricchito a dismisura la serie C impoverendo nel contempo la massima serie. Sarà una giornata dura per Macalli, che dovrà alzare parecchio la voce anche quando si parlerà di promozioni dalla D alla C2: Carraro ha promesso all’Interregionale che saranno garantite più di nove promozioni nel calcio professionistico, e ciò vorrebbe dire che ogni anno la Lega di Firenze perderebbe tre società in più, una per girone, costrette a retrocedere in D per far posto ad altrettante neopromosse.
