Se questo è il calcio…
Salve a tutti, mi presento, il mio nome è Tifoso Napoletano. Sabato la mia squadra del cuore, si gioca un pezzo di scudetto nel freddo di Venaria Reale, io vorrei tanto esserci per sostenere e difendere i colori della mia città. Purtroppo mi è stato vietato di andarci, perché abito a Napoli. Sì, perché al giorno d’oggi per seguire la squadra della tua città, devi risiedere in un’altra regione. Rifletteteci bene, ma questa non è discriminazione?!
È la sconfitta del calcio. Chiudere un settore è la soluzione più comoda, ma non quella più giusta. Ci sono persone che fanno sacrifici immensi per seguire la propria squadra, e non è giusto poterla privare di un evento così importante. Juventus-Napoli rappresenta qualcosa di ineffabile carica e adrenalina per noi. Per di più, potersi presentare a casa loro da capolista, come mai nella storia è un’occasione più unica che rara. Sentirsi impotenti dinanzi a tutto questo, lascia l’amaro in bocca a chi ci teneva essere presente allo Juventus Stadium. La tessera del tifoso poteva essere uno strumento valido, ma come sempre più spesso avviene nel mondo del calcio (e non solo), le buone idee rimangono sulla carta ed a pagare saranno sempre i veri “tifosi”, che hanno sempre rispettato le regole.
Ma una cosa non mi è chiara, se sono schedato (dunque sanno che io sono fisicamente presente in un settore), e le telecamere iper tecnologiche sono in grado di individuare chiunque commetta un reato, per quale motivo la mia presenza debba essere considerata un rischio per l’ordine pubblico?
C’è troppa incoerenza in questa situazione, e tanto rammarico, ma nonostante tutto, qualche tifoso del Napoli ci sarà nell’impianto, intrufolato tra i bianconeri apolidi, quelli che non sanno cosa significa “senso d’appartenenza”. Non saremo lì, almeno non fisicamente, ma è come se lo fossimo, e mister Sarri lo sa bene: “La nostra è l’unica squadra d’Italia che gioca in sessantamila e non in undici. A Torino sabato, porteremo con noi l’orgoglio della nostra gente!”


