Negativi i precedenti del Napoli contro le squadre belghe
Sono soli due ( e purtroppo entrambi negativi ) i precedenti azzurri con le squadre del regale ( nel senso che c’è la monarchia ) Belgio, ed entrambi risalgono alla fine degli anni ’70. Cominciamo dal primo che è senza altro il ricordo più doloroso. Capita lizzando al meglio dei favorevoli sorteggi ( sulla strada del Napoli capitarono i norvegesi del Bodoe Glimt, i ciprioti dell’ Apoel Nicosia, ed i polacchi dello Slask Wroclaw ) gli uomini del ” Petisso ” Pesaola approdarono alle semifinali della coppa delle coppe che, come si sa, dal 1999 non esiste più. Gli avversari di turno era il forte Anderlecht di Bruxelles, detentore in carica del trofeo, conquistato l’ anno precedente ai danni degli inglesi del West Ham ( dove giocava il padre di Frank Lampard ), con un pirotecnico 4 -2, sfruttando al meglio il fattore – campo ( la finale di giocò a Bruxelles ). Fra le fila dei bianco – viola militava lo ” spauracchio ” Rob Rensenbrink, ala sinistra dell’ Olanda vice-campione del mondo nel 1974 e nel 1978, e per questo attaccante assai pericoloso. In più, i belgi, potevano vantare altri elementi di tutto rispetto come l’ altro olandese Haan ( quello che segnò a Zoff da 40 metri ai mondiali argentini ), e gli ” Indigeni ” Coeck e Van der Elst, centrocampisti di qualità sopraffina. Insomma, una compagine di tutto rispetto. All’ epoca le gare internazionali si di sputavano ancora di pomeriggio, ma lo stadio era comunque strapieno…Questa fu la formazione che Pesaola mise in campo il 6 aprile 1977 : Carmignani, Bruscolotti, Vavassori. Burgnich, Catellani e La Palma. Massa, Juliano, Savoldi, Vinazzani e Chiarugi. Leggenda vuole che, dopo pochi minuti di gioco, Peppe Bruscolotti fece una entrata molto decisa su Rensenbrink, facendogli capire che non era proprio il caso di avventurarsi troppo in area avversaria…Sia come sia, il match fu equilibrato dall’ inizio alla fine e, quando il risultato ad ” occhiali ” sembrava ormai scritto, successe quel che non ti aspetti…Al minuto 81 l’ arbitro francese Helies decretò una punizione dal limite per gli azzurri. Intelligentemente, Totonno Juliano, anzichè crossare al centro o tentare direttamente la conclusione in porta, vide libero sulla destra indovinate chi ? ma si, proprio lui, il mitico ” Pal è fierro “, che appena dentro l’ area, tirò una irresistibile ” cagliosa ” dall’ alto in basso, sulla quale il portiere Ruiter non poté assolutamente opporsi. Nel finale poi ci pensò ” Gedeone ” Carmignani a salvare l’ 1 -0 finale con una bella respinta di pugno. Il 20 aprile al ritorno ( gara trasmessa in diretta televisiva alle ore 19,00, evento assolutamente raro per l’ epoca ), il Napoli viene presentato alla vigilia dai media quasi come una vittima sacrificale al cospetto del favorito Anderlecht. Bruno Pesaola lancia dal primo minuto con il numero 11 Walter Speggiorin, definito a Firenze ” Oggetto misterioso ” dopo essere stato paragonato perfino a Gigi Riva. Ma era l’ uomo dai gol bellissimi, come fece al ” Versé Stadion ” dopo appena due minuti di gioco. Ecco come : su punizione Juliano serve Massa, che di testa smista in area verso Savoldi. ” Beppe – gol ” serve sulla parte sinistra dell’ area per l’appunto Speggiorin. Bella semi -rovesciata di sinistro, con la palla che si infila imparabilmente in rete. Ma no, il gol viene inspiegabilmente annullato per fuorigioco…Il presidente dell’ Anderlecht dell’ epoca, di nome Costanzo Van Den Stock, era il titolare della fabbrica di birra ” Belle – Vue gauze “, con ” appena ” 700 dipendenti e con una vendita media di ” solo ” 500.000 bottiglie al giorno. E, meraviglia delle meraviglie, chi era il rappresentante in Inghilterra della ” Belle -Vue gauze ” ? Ma naturalmente l’ arbitro Matthewson In quel match il fischietto britannico ne combina di tutti i colori fra fuorigioco ingiustamente fischiati, punizioni invertite, e falli non fischiati. In più anche la sfortuna sotto forma di traversa nega a Ciccio Esposito la gioia del gol alla mezza ora. Sfacciatamente favoriti, i belgi si impongono per 2 -0 con un gol per tempo, al 20° ed al 58°. Perfino un campione di stile e comportamento come Tarcisio Burgnich alla fine della gara era per così dire un pò ” agitato “. Negli spogliatoi arguta mente Bruno Pesaola disse: ” Se non voglio essere esagerato, Matthewson è stato disonesto ; se non voglio essere cattivo Matthewson è stato incompetente “. In finale poi l’ Amburgo ” vendicò ” il Napoli sconfiggendo Rensenbrink e soci per 2 -0. L’ Anderlecht poi riconquistò il trofeo nel 1978. Ma intanto il sogno del primo trionfo europeo si infranse contro una giacchetta nera inglese, che già aveva fortemente danneggiato il Napoli due anni prima in coppa Uefa sul campo della Torpedo Mosca…

