LA FERMANA AI RAGGI X
Progetto giovani all’insegna della continuità. Una miscela che in rari casi
riesce a trovare il consenso di tifosi, critica e parte degli addetti ai
lavori, tant’è vero che l’allenatore è stato ingaggiato solamente in pieno
agosto.
Questa, in sintesi, la Fermana del vulcanico patron Battaglioni, ripartita
quest’estate dall’ex tecnico del Giugliano Marco Cari, ritrovatosi a Fermo
dopo aver rifiutato Andria e rimasto per certi versi "trombato" dal
fallimento della Viterbese. Come la convivenza tra lo stesso Battaglioni ed
il sempre fin troppo serafico Cari possa funzionare è un mistero, a maggior
ragione se si considera la miseria rappresentata dai cinque punti in sei
gare e dal penultimo posto in graduatoria. Ma tant’è, il progetto va avanti
comunque, anche perché il buon Cari per Battaglioni sembrerebbe proprio
essere sceso dal cielo, ripercorrendo i giorni in cui nessun tecnico aveva
voglia di sedersi sulla panchina gialloblu ed il tecnico ciociaro ha
accettato la panchina pressoché al buio, con garanzie vicine allo zero,
quasi a mo’ di ripiego dopo aver visto volare via occasioni più vantaggiose.
Dal canto suo, Cari è sempre lo stesso: 4-4-2 che più rigido non si può,
continui richiami all’umiltà inventandosi di tanto in tanto prete di paese,
mai una parola al di là del necessario, sia nei rapporti con gli atleti a
propria disposizione che con il resto dell’ambiente, stampa compresa. Testa
bassa e pedalare, dunque.
La Fermana dunque, rappresenta la classica squadra che non ha nulla da
perdere: se si salva, tutti pronti a gridare al miracolo, sennò tutti ad
aspettare il solito ripescaggio taumaturgico potendo spiattellare a chi di
dovere un bilancio societario in ordine. Proprio il non aver nulla da
perdere da parte dei canarini rappresenta l’aspetto che dovrebbe portare
Ventura a non sottovalutare l’avversario.
Attenzione, dunque, ad una difesa solida, autentico fiore all’occhiello
dell’organico, reparto in cui spiccano il tasso tecnico di Cotroneo,
l’esperienza di Mengoni ed il dinamismo della coppia di esterni formata da
Micallo e Di Bari. In un centrocampo che difetta di esperienza, ciò che
potrebbe rappresentare l’arma in più a disposizione del tecnico è la visione
di gioco dell’ottimo Crocifisso Miglietta ed il dinamismo dei due esterni,
su cui normalmente Cari basa il proprio gioco. Occhio in particolare a
Ceccobelli, giovane ma con un discreto bagaglio di esperienza sulle spalle.
In prima linea, accanto al vivace Smerilli, promessa fino a questo momento
non mantenuta del calcio di terza serie, uno tra Bucchi, fino ad oggi il
migliore per standard di rendimento, e Staffolani, altro elemento di cui ci
si attende da un momento all’altro l’esplosione.
Tanti giovani, anche bravi, che toccherà al tecnico plasmare in maniera
adeguata. Fino ad oggi, rocambolesca (e casuale?) vittoria di Teramo a
parte, le loro qualità non sono affatto emerse.
