Ventura in conferenza: “Insigne non è indispensabile. Jorginho sta facendo bene e meritava la chiamata”


Gianpiero Ventura ha parlato in conferenza stampa, in vista degli spareggi che coinvolgeranno la sua Italia, soffermandosi anche sulla presenza tra i convocati di Jorginho ed Insigne: “Jorginho? Avevo detto che non veniva chiamato perché ci schieravamo in campo in un modulo che non prevedeva il suo ruolo. Siamo di fronte a una doppia sfida importantissima, in 72 ore ci giochiamo i mondiali e abbiamo la possibilità di fare delle scelte. Poi il suo ruolo nel Napoli è arrivato dopo un anno e mezzo di lavoro

Jorginho chiamato anche per evitare il rischio Brasile? Romagnoli escluso? “Su Jorginho non c’ è politica, sta solo facendo bene. Romagnoli lo stiamo aspettando, viene da un momento complicato a livello fisico, adesso sta giocando e quindi è evidente che lo stiamo aspettando, è il futuro della Nazionale e lo sa”.
Ha detto andiamo al Mondiale e poi faremo cose più grandi. Fin dove si può sognare? “In questo momento non dobbiamo sognare, ma preparare la partita con lucidità e determinazione. Poi ho un sogno, quello di allenare la squadra per venti giorni. Per far sì che succeda dobbiamo andare ai Mondiali”.
Ha già una squadra in testa? “Beh, sennò non farei l’allenatore. 4-2-4 non è un’ossessione, abbiamo giocato con altri moduli negli ultimi anni. Senza entrare in merito a numeri e moduli, guardiamo al futuro: se c’e stato un periodo senza esterni non si poteva giocare con gli esterni. Se il calcio italiano produce esterni, giochi con gli esterni. Svezia a parte, il lavoro dipende dal materiale che hai”.
Su Insigne. “Non possiamo prescindere da nessuno, se sono qui possono dare un contributo importante. Non ci avventuriamo in discorsi che non hanno senso, se avessi la certezza di vincere con Donnarumma centravanti giocherei con Donnarumma centravanti”.

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